Half of itMeno male che al governo una di sinistra come Mara Carfagna c’è (grazie, Silvio)

Zingaretti aveva promesso una grande valorizzazione delle donne, ma al dunque il Pd ha proposto a Draghi soltanto uomini: forse perché potenziali ministre non ne aveva? E però, pure che fosse vero, non vorrete dirmi che non c’era una coi gameti giusti a livello di Orlando? 

Jude Beck, Unsplash

Non si può neanche dare la colpa al cane. Una volta, povero Zingaretti, avrebbe potuto dire che era stato lui a mangiargli il compito. Ma adesso se colpevolizzi il cane ti danno dello specista, e quindi chi diciamo che li ha mangiati, i nomi di donne del Pd? 

Mica sono stato io, ci dice il sempre carismatico e incisivo Zingaretti nel suo status su Facebook (todo cambia, tranne questa classe dirigente che comunica tramite social come i dodicenni). Auguri, dice, alla «squadra scelta in piena autonomia dal Presidente». Mi avete sentito bene, sembra di udirlo scandire, ho detto pie-na-au-to-no-mia, mica è colpa mia se quello non ci ha preso le donne, gliele avevo pure messe al tre per due. 

«In questi mesi, nel lavoro di ricostruzione del partito, abbiamo scommesso molto sulla valorizzazione della forza e della risorsa delle donne e, in questi giorni, nella centralità del tema della differenza di genere come cuore del programma per la ricostruzione italiana», si è precipitato a comunicare a polliciatori e cuoricinatori. Lui aveva scommesso molto. Chissà a quanto le davano, le donne, i bagarini. (L’unica donna di spicco della politica italiana non aveva potuto far salire le quotazioni: Giorgia Meloni aveva detto da subito che non sarebbe entrata al governo, e comunque sono quasi certa che, per ora, non sia del Pd).  

Tra l’altro io, che sono molto distratta, quanto a componente femminile della ricostruzione italiana avevo solo visto quella barzelletta di Half of It, che pretende metà dei fondi europei visto che le donne sono metà della popolazione. 

E ogni volta supero le correnti gravitazionali, i crampi dal ridere, l’idea che non si debbano far ripartire i cantieri perché i muratori son tutti maschi (come gli editorialisti!), non si debbano costruire strade perché le asfaltano gli uomini (come ai dibattiti culturali!), ogni volta cerco di non fare battutacce sui finanziamenti ai corsi di yoga, e ogni volta mi areno su: sono la metà della popolazione, ma quante sono quelle che lavorano? 

L’indicibile femminile – quante preferiscano farsi mantenere dai mariti, quante scelgano di non lavorare, quante si siano accomodate in una società fatta per le mantenute, dagli alimenti dopo il divorzio alla pensione di reversibilità – è, oltreché indicibile, anche invisibile, almeno agli occhi di militanti determinate a non vedere che no, non è che le moltissime donne inoccupate vorrebbero tutte tanto lavorare ma la società le ostacola. 

Sì, lo so: le donne hanno il carico della cura domestica. Sì, come no: non è che le donne non vogliono sbattersi a lavorare fuori casa, è che gli uomini a casa non lavano i piatti. Basta lasciarli sporchi, quando finiscono quelli puliti poi il primo che vuole mangiare li laverà. A casa mia si fa così da sempre. 

(Ma poi, esisteranno piatti da lavare anche a casa delle donne ideologicamente più conservatrici: avete chiesto alla Cartabia e alla Bonetti quale sia il trucco per fare carriera e avere piatti puliti in cui mangiare? Magari le cattoliche sanno cose che noi ignoriamo, magari ci danno una dritta risolutiva). 

Insomma, lui – Zingaretti, che di sicuro laverà i piatti anche quando non è il suo turno, terrorizzato che in casa ci siano telecamere nascoste e di venire sputtanato come uomo che si sottrae alla sua parte di mansioni domestiche: essere un uomo di sinistra in questo secolo è un inferno – voleva valorizzare le donne, ma ci si è messo di mezzo il traffico, il maltempo, le cavallette. 

Dice: ma è perché gli uomini sono eccellenti, donne d’altrettanta eccellenza il Pd mica ce le ha. In effetti nomi di donne del Pd non me ne vengono in mente, ma, insomma: come uomini il Pd ci ha messo Orlando, non vorrete dirmi che non c’era una coi gameti giusti a livello di Orlando? 

«Nella selezione della componente del Pd nel governo questo nostro impegno non ha trovato rappresentanza. Pur rispettando i criteri di autonomia dei ruoli farò di tutto perché questo si realizzi nel completamento della squadra di governo». 

Zingaretti, venga qui, si sieda, le verso un cordiale. Mi spieghi bene: lei ha proposto donne eccellenti – chiunque esse fossero: mi faccia un nome, la prego, voglio studiare, voglio l’album di figurine “donne del Pd” – e quei porci sciovinisti di Mattarella e Draghi gliele hanno rifiutate? E lei adesso vuol andare a citofonare nella notte e dire «Dra’, pigliati almeno due sottosegretarie, dai, non farmi fare ’ste figure, Mario, con tutto quel che ho fatto per te, ricordati di me da ricco, io mi ricordo di te da povero»? 

Oppure pensava a una via più istituzionale, mandare i curriculum delle donne del Pd (continua a non venirmene in mente neanche una, ma non badi a me, sono distratta) con una pec a draghi chiocciola montecitorio punto it? 

O una cosa moderna, un talent delle donne del Pd che concorrono per ruoli di governo minori sulla Netflix della cultura? L’ha proposto a Franceschini? Si è finto la propria segretaria e le ha detto che il dottore era uscito? 

Non sembri tuttavia questo un problema esclusivo del Pd. La sinistra in generale ha moltissimo a cuore la questione femminile, e lo dimostra coi fatti, mica a chiacchiere: ci sono partiti di sinistra che, pur di non fare ministro una donna, fanno ministro Speranza. 

Per fortuna non siamo rimasti senza donne di sinistra al governo. Per fortuna una c’è. Mara Carfagna. Meno male che Silvio, presidente onorario di Se non ora quando, c’è.

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