Corona EconomyL’incognita sui posti di lavoro disponibili e i dossier caldi del governo Draghi

Nella newsletter di questa settimana (anche in podcast): il problema dell’assenza di una banca dati nazionale sulle vacancy per indirizzare gli investimenti in formazione e politiche attive, il nuovo esecutivo e le patate bollenti dei neoministri, da Orlando a Franco e Giorgetti. E poi anche la questione delle madri lavoratrici negli Usa

(Unsplash)

QUANTI SONO DAVVERO I POSTI DI LAVORO DISPONIBILI?
Secondo la rilevazione Excelsior-Unioncamere, entro il 2024 nel settore privato ci sarà una domanda di lavoratori tra 1,2 e 2 milioni di unità, più altri 720mila per il pubblico. Ma si stima però che ci siano già 1 milione di posti di lavoro disponibili lasciati scoperti, perché non ci sarebbero candidati o perché chi si candida non ha una formazione adeguata. I più difficili da reperire, ad esempio, sono gli specialisti di saldatura elettrica e i tecnici programmatori. Il tutto mentre 2 milioni e mezzo di persone sono in cerca di occupazione. Basterebbe quindi investire in percorsi professionali adeguati per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Il numero misterioso Certo, se solo fossimo sicuri dei dati. Perché, come scrive Francesco Giubileo su Lavoce.info, dal censimento che l’Agenzia nazionale delle politiche attive (Anpal) ha commissionato ai navigator sei mesi fa emergono risultati diversi. Secondo i dati finora inseriti nella piattaforma Moo, che sta per Mappatura delle opportunità occupazionali, su oltre 310mila aziende contattate (campione più o meno simile a quello di Unioncamere), le vacancy emerse sono state appena 13mila, più altre 26mila in programma. Una differenza notevole rispetto a 1 milione.

Data Mismatch E qui sta il problema. Al di là della bontà di una o dell’altra indagine e delle diverse aziende coinvolte, viene fuori con chiarezza che non sappiamo quanti e quali posti di lavoro sono disponibili davvero a livello nazionale. Non lo sa Anpal, e non lo sanno i centri per l’impiego, che infatti molto raramente riesco a ricollocare qualche disoccupato (solo il 3% di chi si rivolge a un cpi trova occupazione).

Vi ricordate la app? Il presidente di Anpal Mimmo Parisi, quando arrivò in Italia dal Mississippi nel 2019, aveva promesso la creazione di un sistema informatico che avrebbe incrociato domanda e offerta di lavoro. Oltre due anni dopo, la piattaforma non esiste. E i navigator che la scorsa settimana sono scesi in piazza per chiedere il rinnovo del contratto che scade ad aprile, ci hanno raccontato che si trovano a lavorare anche con tre banche dati diverse, con informazioni che spesso e volentieri non coincidono e sistemi operativi aggiornati di continuo che cancellano anche le informazioni inserite. Tant’è che uno di loro ha ammesso: «Se le cose restano così, senza una banca dati e un coordinamento, anche una proroga del nostro contratto è del tutto inutile». Ma per capire dove indirizzare investimenti e formazione, senza i dati non si va da nessuna parte. Un suggerimento per il governo Draghi.

🎧ASCOLTA IL PODCAST 🎧

PAZIENTE ITALIANO
Primi step Per il nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi il prossimo appuntamento è mercoledì 17 febbraio al Senato per le comunicazioni programmatiche e il voto di fiducia. Giovedì si vota alla Camera. Dopodiché il governo sarà pienamente operativo.

45 giorni per decidere Il neoministro del Lavoro Andrea Orlando, il giorno dopo il giuramento, ha già incontrato in videoconferenza i leader di Cgil, Cisl e Uil. Sul tavolo le questioni più urgenti: la cassa Covid e il blocco dei licenziamenti, che scade il 31 marzo. I sindacati chiedono una proroga generalizzata. Orlando ha promesso una riforma degli ammortizzatori sociali entro fine febbraio, che potrebbe cambiare la partita dei licenziamenti, offrendo una rete di protezione più robusta e allargata, e soprattutto legata alle politiche attive.

  • Il 16 febbraio il ministro sentirà i rappresentanti delle imprese, che torneranno a chiedere uno sblocco selettivo. Bisognerà decidere probabilmente già nel decreto ristori 5, rimasto congelato.
  • I sindacati intanto non hanno preso bene il ritorno di Renato Brunetta al ministero della Pubblica amministrazione. «È quello che ha generato più conflitto sociale», dicono dalla Cgil.

Agenda fiscale La riforma del fisco è l’altra questione urgente, ma molto difficile, soprattutto per una maggioranza eterogenea. Mario Seminerio ha scritto che è «un’impresa da supereroi». Le raccomandazioni della Commissione europea al Paese, di cui il governo Draghi certamente terrà conto, sono per un deciso spostamento del carico fiscale dal lavoro ai consumi. L’Italia è infatti al terzo posto in Europa per la tassazione del lavoro.

Da emendare Altro banco di prova sarà il decreto Milleproroghe, anche questo rimasto “congelato” alla Camera nei lunghi giorni della crisi di governo. Tornerà quindi a galla il nodo della prescrizione, con diversi emendamenti che puntano a fermare la riforma Bonafede. Ma sul tavolo c’è anche la questione della proroga del contratto dei navigator, che potrebbe rientrare nel Milleproroghe oppure, come proposto dalla ex ministra Catalfo, anche nel decreto ristori 5.

Recovery Italia All’Eurogruppo di oggi e all’Ecofin di domani esordisce il nuovo ministro dell’Economia Daniele Franco. Giovedì intanto negli uffici del Tesoro è arrivata la risposta della Commissione Ue sulla decisione del governo italiano di aver chiesto un ulteriore scostamento da 32 miliardi di euro. «Prendiamo atto degli sforzi che l’Italia sta compiendo nella preparazione del suo piano e accogliamo con favore il suo approccio generale e il dialogo costruttivo intrapreso fino ad ora con la Commissione europea», scrivono.

  • Nella nuova squadra di governo, Draghi ha affidato di fatto il Recovery Plan ai tecnici: Franco al Tesoro, Roberto Cingolani alla Transizione ecologica, Vittorio Colao all’Innovazione digitale ed Enrico Giovannini alle infrastrutture.
  • Andrea Malacrida, country manager Italia del Gruppo Adecco, ha elencato in un’intervista a Linkiesta le priorità da inserire nel Recovery Plan per far ripartire l’occupazione: flessibilità, formazione indirizzata alle richieste del mercato e politiche attive con programmi definiti.

Ultime della classe Sono arrivate le previsioni economiche della Commissione europea. L’Italia, insieme alla Spagna, è l’unico Paese che non tornerà ai livelli di crescita pre crisi neanche entro la fine del 2022.


POLITICA INDUSTRIALE
Da un governo all’altro/1 Il nuovo ministero dello Sviluppo economico di Giancarlo Giorgetti ha una prima grossa gatta da pelare: l’ex Ilva. Il Tar di Lecce sabato ha ordinato lo spegnimento entro 60 giorni dell’area a caldo. Ma i tempi potrebbero addirittura accorciarsi. Giorgetti ha già contattato il sindaco di Taranto. E i sindacati sono in allerta: ci sono 7mila operai a rischio.

  • E poi ci sono tutti gli altri dossier ereditati dal governo Conte bis: Mps, Alitalia, Autostrade, rete unica (solo il 12 febbraio, in extremis, è arrivato un generico via libera del governo Conte alla vendita delle attività di Alitalia).
  • Senza dimenticare quella che L’Espresso ha chiamato “Economia zombie”, con 115mila imprese a rischio fallimento.

Da un governo all’altro/2 La soluzione individuata al Mise per evitare i licenziamenti per i 406 operai dell’ex Embraco sembra essere il ricorso alla cassa integrazione per Covid, in modo da fermare la procedura di fallimento. Gli operai hanno scritto già al presidente del Consiglio Draghi.

House of Tridico Lo sconto sul costo del lavoro del 30% per le imprese del Sud, introdotto dal decreto agosto ed esteso dalla legge di bilancio, è fermo. Appeso a una circolare dell’Inps, di cui si sono perse le tracce. Tridico fa sapere di essere in attesa del nulla osta del ministero del Lavoro, a sua volta in attesa dei passaggi con la Commissione europea. Ma le aziende dovrebbero versare i contributi entro il 16 febbraio.

 

LAVORO IN QUARANTENA
La giornata di lavoro non c’è più L’americana Salesforce ha comunicato le nuove linee guida sul lavoro ai dipendenti in un documento dal titolo “Work from Anywhere”, offrendo tre opzioni: flex, con la presenza in ufficio da uno a tre giorni a settimana; completamente da remoto (fully remote); e infine ci sarà un sottoinsieme che lavorerà in presenza per quattro o cinque giorni a settimana (office-based).

 

Shecession Il New York Times ha lanciato un allarme: circa 1 milione di madri americane hanno lasciato il lavoro durante la pandemia e molte potrebbero non tornare più alla loro occupazione.

 

Learning Divide L’apprendimento da remoto non è solo per i ragazzi, scrive il New York Times. Che racconta come molti adulti nel mondo siano alle prese con training e corsi online per apprendere nuove competenze o riqualificarsi per trovare un lavoro nei nuovi settori che crescono con la pandemia. Ma l’accesso diseguale alla banda larga rischia di tagliare fuori da questi corsi chi ne avrebbe più bisogno.

 

 

SEGNI DEI TEMPI
Effetto Brexit Amsterdam è diventata il più grande centro di scambio di azioni d’Europa superando Londra.

 

AGENDA Riprende alla Camera l’esame del decreto Milleproroghe, mentre continuano anche le audizioni sulla riforma dell’Irpef e il Recovery Plan. Oggi si tiene l’Eurogruppo, domani l’Ecofin. Mercoledì 17 febbraio arrivano i dati di gennaio dell’Osservatorio Inps sul reddito di cittadinanza. Venerdì 19 febbraio l’Istat diffonde i dati sui prezzi al consumo a gennaio. Negli Stati Uniti, si segnala giovedì 18 febbraio anche l’audizione al Congresso sul caso GameStop.

 

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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