I nodi da sciogliereSlitta il decreto sostegno per gli aiuti alle imprese

Serviranno ancora simulazioni e un confronto nella maxi-maggioranza per mettere a punto il nuovo sistema di finanziamenti. Si starebbero facendo i calcoli per portare la soglia dei ristori a fondo perduto fino a 10 milioni di fatturato

(AP Photo/Vincent Thian)

Mentre prende forma l’ipotesi di un decretone di accompagnamento al Recovery plan, il decreto sostegno sembra invece destinato a slittare – scrive Il Messaggero. Il provvedimento finanziato grazie ai 32 miliardi autorizzati con l’ultimo scostamento di bilancio era atteso per la fine di questa settimana, ma in queste ore si parla di un rinvio all’inizio o addirittura alla fine della prossima.

I nodi da sciogliere sono ancora molti. Se l’impianto è condiviso, sui dettagli dei singoli interventi ancora non si è raggiunta una sintesi, né tecnica né politica. Serviranno ancora simulazioni, approfondimenti e un momento di confronto nella maxi-maggioranza per mettere a punto il nuovo sistema dei sostegni.

Una delle questioni più importanti riguarda i criteri di assegnazione dei ristori a fondo perduto. Nello schema messo a punto nei giorni scorsi era stato stabilito che gli indennizzi dovessero spettare alle attività con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro e con perdite minime del fatturato del 33%. Ma questa impostazione viene giudicata troppo restrittiva dalle categorie e da ampi settori della maggioranza.

Si starebbero facendo i calcoli infatti per vedere di portare la soglia fino a 10 milioni, e non rischiare di lasciare fuori ad esempio attività del turismo che superano in tempi normali il limite dei 5 milioni.

Due sono le certezze al momento: i ristori potranno essere erogati come contributo diretto, oppure riconosciuto sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione. Inoltre l’importo dovrebbe essere calcolato in maniera decrescente con l’aumento del fatturato (annuo, parametrato sul 2019): al 20% fino a 400mila euro, al 15% fino a 1 milione e al 10% fra 1 e 5 milioni. In ogni caso il sostegno sarebbe compreso fra un minimo di mille euro (2mila per le società) e un massimo di 150mila euro.

Per il pacchetto lavoro, nello schema del Conte due si era pensato di concedere 26 settimane di cassa integrazione aggiuntive estendendo il percorso iniziato con le 12 settimane inserite in legge di bilancio. Il nuovo consecutivo progetta di andare oltre fissando il termine a fine anno. In parallelo dovrebbe anche essere confermato, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro, l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid. Il blocco dei licenziamenti, attualmente fissato al 31 marzo, dovrebbe essere prorogato fino al 30 giugno, ma non è ancora chiaro se la misura sarà applicata in maniera selettiva o meno. Un punto non di poco conto.

Ci sono poi in arrivo il rifinanziamento del reddito di cittadinanza e due nuove mensilità (febbraio e marzo) del reddito di emergenza. La Naspi sarà prorogata per due mesi e ci sarà il rinnovo dei congedi straordinari al 50% della retribuzione per i genitori con figli in quarantena o in dad.

Sul fronte fisco è prevista una rottamazione ad hoc per la partite iva che nel 2020 hanno registrato una diminuzione del volume d’affari superiore al 33%. La norma consentirebbe ai beneficiari il pagamento senza sanzioni e interessi delle somme dovute nei periodi di imposta 2017-2018. Le scadenze per i versamenti legati alle cartelle esattoriali verranno sospesi fino al 30 aprile.

E il decreto potrebbe mettere nero su bianco anche il nuovo rinvio, annunciato dal Mef, per la digital tax che andrà versata entro il 16 maggio, mentre la dichiarazione andrà fatta entro il 30 giugno.