Contro il bipopulismo perfettoVolt spiega perché non si fonderà con altri partiti

Il partito europeo, nato 3 anni fa e radicato in 30 Paesi, ha deciso di collaborare con le forze richiamate dall’appello de Linkiesta per una nuova alleanza riformista e liberal democratica. Ma non diventerà parte di unioni stabili in un nuovo soggetto politico. Un partito europeo non può farlo perché perderebbe la propria natura, non potendo replicare l’unione negli altri Paesi

Pixabay

Abbiamo letto con interesse l’appello “Ora si può fare, per una nuova alleanza riformista e liberal democratica” ospitato sulla vostra testata pochi giorni fa.

Con questa lettera, nello spazio che gentilmente ci concedere, vorremmo chiarire alcuni aspetti che ci stanno a cuore e che ci chiamano in causa direttamente.

I sottoscrittori dell’appello auspicano la ricomposizione di un progetto politico unitario per creare uno spazio politico alternativo ai due populismi.

L’appello viene rivolto sia a partiti già esistenti, come appunto Volt, Azione, IV, +E, e in parte il PD e FI; sia altre forze come: Base Italia, Voce Libera, LibertàEguale, Insieme, i Circoli dell’Avanti, Demos, Alleanza Civica, Ali, Liberioltre.

Di fronte a questo appello Volt ritiene non ci sia bisogno di fare alcun richiamo identitario. Siamo forze aderenti allo schieramento progressista, distinguo e puntualizzazioni sarebbero di scarso interesse.

Dobbiamo invece dedicare le energie a costruire proposte e risposte concrete ai problemi che affliggono il Paese da decenni e alle nuove istanze mai affrontate dalle ideologie del passato come la crisi ambientale, il distacco dei cittadini dalla partecipazione politica, l’equità intergenerazionale, i mutamenti introdotti dall’innovazione tecnologica.

Tali sfide vanno regolate e governate perché siano leve di opportunità per tutti e strumenti per la riduzione delle diseguaglianze sociali.

Noi siamo interessati a una politica propositiva, con una forte componente di attivismo, e che non si definisce come opposizione a qualcun altro.

Se saremo bravi a costruire e portare nella società le nostre proposte, ci posizioneremo automaticamente agli antipodi delle forze sovraniste, delle culture votate alla chiusura e non all’inclusione, delle culture antiscientifiche e che spingono in ultima analisi i cittadini ad abbandonarsi a uomini “forti” dalle presunte capacità salvifiche, anziché a riavvicinarsi e partecipare alla gestione della cosa pubblica.

Gli estensori dell’appello hanno correttamente premesso che non potevano fare la lista di tutte le forze che hanno i titoli per rappresentare il rinnovamento nella politica; a noi piace aggiungere alcune organizzazioni che sembrano poter dare un gran contributo in questo senso: il Forum Diseguaglianze Diversità, per esempio, o l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, o ancora Europa Verde.

Quindi qual è il posto di Volt in questo scenario? Tutte queste forze, politiche e associazioni sono naturalmente amiche.

La vicinanza in termini di valori è ampia e infatti ci siamo alleati spesso, con molti di loro. È accaduto in diverse competizioni elettorali passate, ad esempio le regionali in Emilia Romagna, durante le quali abbiamo sostenuto Bonaccini. In Puglia abbiamo corso con IV, in Trentino con +E; saremo insieme ad Azione a sostegno di Beppe Sala a Milano, e il dialogo prosegue per le comunali di Roma, Torino, Bologna e Trieste.

È accaduto e accade che la collaborazione si sia concretizzata in singole battaglie, come il referendum vinto a Roma con i Radicali per la messa a gara del servizio di trasporto pubblico, o quella per la legalizzazione della Cannabis a sostegno del disegno di Legge cd “Magi” a fianco, tra gli altri, di Radicali e +Europa e altri parlamentari.

Al netto di questo sembra però doverosa un’annotazione su Volt, sulla sua natura e sulle modalità di collaborazione, senza alcuna pretesa di purezza o superiorità ideologica.

Volt è un partito europeo, nato 3 anni fa e già radicato in 30 Paesi, anche fuori dall’Unione (come Svizzera, UK, e Albania). Un partito con visione e programma unico, un’unica governance, un’unica assemblea.

Un partito europeo come speriamo ne nascano molti in Europa, cosa che sarebbe già accaduta se fosse passata nel 2018 la proposta di Letta e Gozi, di riservare i seggi lasciati liberi dalla Brexit a liste transnazionali, orientate per loro stessa natura a fare gli interessi dell’Unione e non semplicemente a fare gli interessi del proprio Paese di elezione.

Motivi amministrativi ci obbligano a una nomenclatura in capitoli nazionali, ma Volt Italia e – a titolo di esempio – Volt Germania sono e si considerano lo stesso partito, esattamente come i membri di Volt Sicilia e Volt Toscana.

I nostri gruppi di lavoro, per la definizione delle proposte politiche o delle campagne di attivismo sono spesso transnazionali. La ricerca delle best practices, attraverso il confronto continuo tra tutti i territori europei, è uno dei fondamenti delle nostre proposte politiche, come si può vedere facilmente dai programmi presentata a Milano, Roma, Bologna, Torino e Trieste per le comunali del 2021.

Riteniamo che la politica sia chiamata a interpretare forze economiche e sociali talmente dirompenti che potranno essere governate solo a livello continentale, mettendo a fattor comune le migliori pratiche da tutti i territori e rappresentando spesso istanze di macro-regioni, con problemi e opportunità che travalicano i confini delle mappe politiche attuali.

Se questo chiarimento è stato efficace, si capirà perché già oggi ci alleiamo e collaboriamo con le forze richiamate dall’appello, ma non possiamo essere invece parte di unioni o fusioni stabili in un nuovo soggetto politico. Un partito europeo semplicemente non può farlo perché perderebbe la propria natura, non potendo replicare l’unione negli altri Paesi.

Speriamo veramente che questo chiarimento sia utile da un lato per sgomberare il campo dei ripetuti inviti a unirci (come quelli di questo appello o come quelli spesso reiterati da Carlo Calenda, che interpretiamo come un attestato di stima ed interesse) e dai potenziali equivoci che potrebbero derivare dai nostri rifiuti. Dall’altro, per continuare a lavorare insieme a tutte le forze che sono state citate in maniera ancor più costruttiva, a partire dall’opportunità unica che ci viene offerta dal piano Next Generation Eu, e che deve già caratterizzare programmi e visioni che animeranno le campagne comunali del 2021 dello schieramento progressista, europeo, ecologista e riformista.

Per adesioni all’iniziativa di Milano: AlleanzaPerlaRepubblica@Linkiesta.it

Per aderire all’appello: Unireiriformisti@gmail.com

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