Se non ora, quando?La politica italiana ha bisogno di una Federazione Liberale

Nel nostro Paese ci sono ampie fasce di consenso elettorale che stentano a riconoscersi nelle formazioni politiche maggiori. È arrivato il momento di dare forma e organizzazione al magma di nuovi partiti semi-personali per realizzare le numerose riforme strutturali di cui abbiamo bisogno

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Da tempo si invoca la formazione di un Partito di centro di ispirazione liberale che risponda alle aspirazioni di chi non si riconosce nelle derive populiste che hanno occupato la scena politica negli ultimi anni.

È verosimile che esistano ampie fasce di consenso elettorale latente, che stenta a riconoscersi in alcuna delle formazioni politiche maggiori ma è al contempo indotta a scegliere il male minore turandosi il naso, in nome del voto utile.

È altresì verosimile che dopo aver visto all’opera i due governi Conte, i peggiori della storia repubblicana, tale fascia di elettori si sia ampliata e aspiri a una politica capace di progetti di ampio respiro, pragmatica e soprattutto competente. La complessità del mondo attuale richiede personale politico non solo onesto ed estraneo ai conflitti d’interesse (questa è una precondizione persino ovvia) ma anche in grado di sviluppare una visione di lungo termine senza fermarsi a slogan, selfie e amenità di questo genere.

Il governo Draghi risponde senz’altro a questi requisiti e ha un compito davvero arduo e dovrà necessariamente concentrarsi sulle numerose emergenze lasciate in sospeso dai predecessori, guidati dall’unico criterio-guida: massimizzare il consenso politico immediato cercando di non scontentare nessuno.

Il nostro Paese ha però bisogno di numerose riforme strutturali, che dovranno essere applicate nel tempo da parte di un governo dotato di sufficiente sostegno politico per realizzarle. È pertanto urgente preparare il terreno per le prossime elezioni realizzando finalmente un partito che abbia la massa critica per attrarre il voto di chi teme ora di disperderlo inutilmente.

È ora di dare una forma e un’organizzazione al magma di nuovi partiti semi-personali, di partiti tradizionali in via di trasformazione e delle innumerevoli associazioni di cittadini nate spontaneamente con l’aspirazione di “fare qualcosa” per dare al Paese una guida politica che ne rispecchi le eccellenze che esso notoriamente vanta.

Il Partito Liberale Italiano, erede di questa tradizione, ha rivolto un invito formale in tal senso alle altre formazioni politiche dell’area laico-liberale e ha concluso un accordo di collaborazione con il Partito Repubblicano Italiano, altra formazione storica che non ha mai cessato di sostenere i valori di serietà, onestà e competenza che ispirano l’area liberal-democratica.

Con molto piacere ho letto su queste colonne appelli che vanno nella stessa direzione da parte di Sandro Gozi, che auspica la formazione di un Partito europeo ispirato a questi valori e – più recentemente – da parte dei coordinatori lombardi di Italia Viva e dei massimi dirigenti di Più Europa.

Uniamo le forze e mettiamo da parte i personalismi che hanno talora ostacolato la formazione del nuovo partito: persone capaci e di forte personalità non sono condannate al conflitto perenne ma possono senz’altro convivere in modo costruttivo quando lavorano ad un progetto di ampio respiro!

Passiamo dai proclami all’azione e avviamo da subito un comitato costituente tra le forze politiche che si richiamo al liberalismo europeo. Il Partito Liberale Italiano, conscio della sua tradizione di partito d’opinione, è pronto a dare il suo contributo e la sua credibilità al progetto.

*Alberto Bottolo – Consigliere Nazionale Partito Liberale Italiano

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