GastroPolitikaAma gli altri come ami il loro cibo

Un motto che non lascia dubbi quello di Ester Azzola, una giovane biologa che, nell’ambito delle attività proposte dal Centro Ex Dogana Austroungarica del Parco del Ticino, ha realizzato un menu d’asporto etnico per una cena o un aperitivo senza pregiudizi e frontiere

In questi giorni media e social network sono invasi dal dibattito intorno alla discussione, più volte rinviata, del DDL Zan, il disegno di legge sulle “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.

Ne abbiamo scritto anche in queste pagine, a seguito della civile presa di posizione di Carlo Cracco, e non possiamo che ribadire quanto opportuno sia che il procedimento vada avanti.

Il fatto che anche un imprenditore della ristorazione ci abbia messo la faccia è importante, perché, come spesso ricorda Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, mangiare è un “atto politico”.

Fatta questa premessa, vogliamo raccontare un’esperienza che dimostra, una volta di più, come anche il cibo possa essere un importante veicolo di messaggi politici nel senso più letterale del suo significato, il perseguimento del bene comune.

Parliamo di un progetto di cibo d’asporto, una proposta originale, finalizzata a far riflettere oltre che a riempirci pancia e occhi in modo creativo e nata durante questi mesi di “torpore a cui rispondere con una risposta attiva”, sono queste le parole dei suoi ideatori

L’idea è di Ester Azzola, una giovane biologa che, nell’ambito delle attività proposte dal Centro Ex Dogana Austroungarica del Parco del Ticino, non lontano da Malpensa, ha realizzato un menu d’asporto etnico che contribuisca ad “amare gli altri come amiamo il loro cibo”.

Un kit continua la descrizione “per una cena o un aperitivo senza pregiudizi e frontiere”, composto da alcuni dei piatti più rappresentativi di tante parti del mondo, affinché consumandolo, magari in modo conviviale, si impari a comprendere la cultura di un’altra popolazione, riuscendo, attraverso il cibo, a essere più tolleranti rispetto all’altro da sé.

Il progetto aderisce alla campagna internazionale #bakersagainstracism che, in tutto il mondo promuove azioni contro il razzismo grazie all’intermediazione del cibo.

Acquistare questo kit per 2 persone (4 per aperitivo) a 40 € contribuisce, tra l’altro, a sostenere l’associazione “Il razzismo è una brutta storia”, impegnata nel contrastare razzismo e discriminazioni attraverso iniziative culturali e progetti educativi.

Per il momento la proposta è limitata al mese di aprile, ma noi auguriamo il successo sufficiente per renderlo stabile.

Questo il menu in corso cn proposte per onnivori (O) e vegani (V):

Empanadas di carne dall’Argentina (O)
Bao ai funghi Shitake dalla Cina (V)
Gỏi cuốn verdure e fragole dal Vietnam (V)
Wat di manzo alle spezie Berberè e injera dall’Etiopia (O)
Crackers di Za’atar e Baba Ganoush dal Medioriente (V)

Dolci:

Ponteduro de palomitas dal Messico (V)
Kheer al cardamomo dall’India (O)
Qata dalla Georgia (O)

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