La ripartenza del 26 aprileLa ministra Bonetti spiega che l’aumento dei contagi è possibile, ma sarà controllato

«Con la vaccinazione stiamo mettendo in sicurezza anziani e fragili», dice alla Stampa. Quindi se i casi aumenteranno non andranno «a incidere su un aumento dei decessi e sulle terapie intensive. Si devono tenere in conto anche elementi di tenuta sociale e di ripresa economica»

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia di Italia Viva e professoressa di Analisi matematica all’Università Statale di Milano, è tra gli aperturisti del governo. E in un’intervista alla Stampa spiega l’idea del governo di una ripartenza per tappe successive. Nessuna accelerazione, però. «Oggi mettiamo in campo aperture che daranno sollievo a chi ha sofferto e ristori per chi sta soffrendo ancora e poi, via via che i dati lo consentiranno, si farà un percorso per la riapertura di tutte le attività, a partire dal turismo. Nessuno al governo ha rivendicato vittorie personali, e onestamente credo sarebbe poco utile», dice.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga però sostiene che è giusto che il leader leghista Matteo Salvini rivendichi le aperture. «È lecito che ognuno faccia valutazioni per sé, ma questa non è una vittoria di nessuno, qui vince l’Italia», dice la ministra. «Stiamo giocando in Nazionale, non ciascuno per la propria squadra. Questo è lo spirito che ci ha chiesto il presidente Mattarella».

Secondo Bonetti, siamo arrivati davvero a un punto di svolta. Il Paese, dice, «può iniziare finalmente ad avere una prospettiva, in modo da disegnare un percorso di ritorno alla vita e alla serenità dopo la drammatica esperienza che abbiamo tutti condiviso».

Bonetti parla di «forte discontinuità» con con il governo precedente «perché il presidente Draghi ha portato quella visione che prima è mancata, come Italia Viva aveva denunciato. C’è una strategia che fa scelte sulla base del contesto epidemiologico, dei dati, del malessere sociale, e le decisioni sono indirizzate a mettere in sicurezza il Paese. Il grande nemico di oggi è l’insicurezza: di un ristoratore che non sa quando aprirà il suo locale, di un giovane che non sa cosa sarà la sua vita domani. Dobbiamo dare una prospettiva, e lo stiamo facendo coi provvedimenti che stiamo mettendo in campo, con una progettualità complessiva che tenga insieme salute, lavoro, contesto educativo: tutto è correlato».

Gli scienziati però sono in allarme, molti parlano di riaperture azzardate e pericolose. La ministra risponde così: «Da donna di scienza dico che non abbiamo ragionato su opinioni ma su dati: le previsioni di andamento in discesa dell’Rt. Oggi con la vaccinazione stiamo mettendo in sicurezza anziani e fragili, quindi sappiamo che un eventuale aumento dei contagi non andrà a incidere su un aumento dei decessi e sulle terapie intensive. Si devono tenere in conto anche elementi di tenuta sociale e di ripresa economica. È chiaro che se anche le riaperture, tra cui la scuola, incidessero sui contagi, sarebbe in modo marginale e comunque controllato. Nella prima fase i ristoranti riapriranno all’aperto, dove è dimostrato che è difficile contagiarsi».

La decisione delle riaperture del 26 aprile, come emerso dai retroscena, sarebbero però anche il frutto di uno scontro tra nel governo tra i “rigoristi” e gli “aperturisti”. «Non c’è stato uno scontro aspro, ma un dibattito aperto sulle differenti posizioni perché il governo è fatto da forze politiche con sensibilità diverse», spiega Bonetti. «Credo che la vera novità sia nella sintesi che il presidente Draghi è capace di fare, trovando una oggettiva ricomposizione. Ma è sbagliato dividere il governo in “rigoristi” e “aperturisti”. Io sono una donna di scienza, guardo ai dati. Si è potuto aprire un percorso di ripartenza prendendo dei rischi ragionati, un percorso compatibile con la tenuta dell’epidemia sotto controllo. Ma questa tenuta ci sarà se ci sarà il rispetto delle regole da parte di tutti, o lo schema salterà. Noi abbiamo scommesso su questa responsabilità».

Poi difende il ministro Speranza, finito nel mirino della Lega: «Speranza gode della piena fiducia di Draghi e del governo, e la gestione dell’emergenza ha coinvolto ministero, le Regioni, tutto il sistema Paese. Si è impegnato giorno e notte in una situazione drammatica, ha ricevuto addirittura minacce. Italia Viva ha chiesto una commissione d’inchiesta sulla gestione precedente della pandemia, ma mai abbiamo fatto critiche personali: ragioniamo invece su qual è la strategia per la sanità del Paese».

Draghi ha invitato i partiti a evitare dispetti. «Ha richiamato alla responsabilità collettiva», conferma Bonetti. «Ognuno mantiene la propria identità, ma è importante che sia fatta la sintesi necessaria per fare un passo avanti tutti insieme. La scommessa è che ognuno possa contribuire a costruire un percorso per il Paese, e io non nascondo che mi sono fortemente battuta per la dare priorità alle scuole e per l’apertura dei ristoranti anche nelle fasce serali». E «ho posto il tema dei movimenti tra le regioni gialle, un tema importante per moltissime famiglie».

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