Un passo indispensabileIl governo ha l’opportunità di far prevalere il merito nelle nomine pubbliche

Nella scorsa tornata (con il governo Conte) i criteri previsti dalla legge, che comprendono professionalità e indipendenza, non erano stati seguiti. Veniva preferita, a danno della collettività, l’affidabilità politica. Italiastatodidiritto chiede al presidente del Consiglio un virtuoso cambio di passo

Olivier Hoslet, Pool via AP

Nelle prossime settimane il governo dovrà provvedere a molte nomine per coprire significative cariche pubbliche, presso enti e istituzioni pubbliche, in settori delicati della pubblica amministrazione e dell’economia. Le persone che saranno nominate svolgeranno ruoli di controllo, talvolta cruciali, e dovranno assicurare elevata competenza, indipendenza e terzietà.

Quando – e accade spesso purtroppo – le persone chiamate a ricoprire cariche pubbliche sono prive di queste caratteristiche, ne risente la credibilità sia del governo che dell’istituzione o dell’ente interessato.

Il processo che conduce alla scelta delle persone da nominare è importante, perché dovrebbe garantire un confronto fra candidati, sulla base di criteri predeterminati, tale da giungere alla selezione della personalità più idonea a ricoprire la carica e a svolgere le funzioni pubbliche. Il rispetto di procedure predeterminate è importante affinché il criterio della appartenenza politica (e della spartizione e dello scambio delle nomine fra partiti) non travolga ogni altro parametro.

Senza voler in alcun modo demonizzare il ruolo della politica, occorre assicurare che il processo di selezione dei rappresentanti in enti e pubbliche istituzioni garantisca pienamente le ovvie e indefettibili esigenze di adeguatezza delle persone rispetto agli incarichi.

Italiastatodidiritto, che ha lo scopo sociale di difendere i principi dello Stato di diritto e della democrazia liberale rappresentativa, presta particolare attenzione a questo snodo cruciale, e recentemente ha sollevato il velo di opacità che offuscava le nomine dei componenti all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) effettuate dal Governo Conte bis.

L’ANAC è un’autorità indipendente che svolge funzioni fondamentali per la prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche e per la regolazione dei contratti pubblici; prima della recente tornata di nomine era presieduta da Raffaele Cantone, magistrato di grande fama, che ha guidato con riconosciuta autorevolezza l’Authority, essendo coadiuvato da altri non meno autorevoli componenti.

Le nomine che sono seguite alle sue dimissioni, e alla scadenza degli altri componenti, hanno lasciato interdetti gli osservatori, che hanno faticato a riconoscere nelle personalità prescelte, quella «notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione» che la legge invece richiedeva (la questione fu immediatamente sollevata da una lettera aperta del 13 agosto 2020 sottoscritta da diversi giuristi e pubblicata su numerosi quotidiani).

Italiastatodidiritto ha chiesto di accedere alla documentazione relativa alle nomine e ha così scoperto che nessuna pubblica call preventiva le aveva precedute, nessun confronto fra candidature si era svolto, nessun criterio di valutazione, atto ad assicurare che i soggetti designati possedessero i requisiti prescritti dalla legge, era stato predeterminato: semplicemente i due ministri responsabili (Ministro della Giustizia e Ministro per la Pubblica Amministrazione) si erano scambiati laconici cenni di assenso intorno ai nomi dei prescelti.

È seguito un ricorso al Tar della Associazione che ha contestato le nomine per non essere stata accertata la sussistenza, in capo ai designati, dei requisiti di «elevata professionalità», «indipendenza» e «comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione» richiesti per legge.

È indispensabile, per il buon funzionamento e la manutenzione della nostra democrazia, che i procedimenti di nomina a pubbliche cariche – tanto più (ma non soltanto) quando abbiano ad oggetto gli organi apicali di istituzioni così delicate e prestigiose come le Autorità indipendenti – diano invece apertamente atto delle procedure di valutazione, che esplicitino il metodo e i criteri da cui possano trarsi le motivazioni che sorreggono le designazioni e la loro rispondenza ai requisiti di legge.

Per questo motivo Italiastatodidiritto si è rivolta con un appello pubblico – che affida a Linkiesta – al Presidente del Consiglio Mario Draghi, affinché, nella occasione dell’imminente tornata di nomine, venga invece assicurata la ricerca del merito, dell’esperienza e della competenza, così come della sensibilità politica, ovviamente e quando necessaria, attraverso procedure ampie e trasparenti, capaci di attrarre le migliori risorse nazionali disponibili.

In questo senso, va letta con favore la direttiva emanata lo scorso 31 marzo dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, con riferimento alle nomine che riguardano società partecipate da detto Ministero.

Anche questo è un passo indispensabile per rafforzare le istituzioni e responsabilizzare e coinvolgere la società civile, nello sforzo collettivo e nazionale di risollevarci e rigenerare l’Italia.

L’appello pubblico, che vi invitiamo a sottoscrivere, nonché gli atti che riguardano l’azione intentata avanti al Tar da Italiastatodidiritto sono consultabili collegandosi al sito www.Italiastatodidiritto.it

* presidente Italiastatodidiritto