Nuove cucineMeta a Milano non è un luogo del gusto come gli altri

Un modello di ristorazione diverso nel panorama milanese, che unisce alla ghost kitchen le food court, per creare un collettivo indipendente, flessibile e funzionale, che possa adattarsi ai continui cambiamenti imposti dall’emergenza sanitaria, senza rinunciare all’eccellenza culinaria

Spazio. Mai come nell’ultimo anno ne abbiamo avuto bisogno. Spazio casalingo, spazio di lavoro, spazio riconquistato all’esterno. Ma anche spazio sociale e spazio per vivere in modo straordinario quello che prima era all’ordine del giorno. La ristorazione raccoglie una buona fetta dei dibattiti di questo ultimo periodo, soprattutto adesso, quando chi può usufruire di un dehors, di un marciapiede o di un cortile può lavorare, mentre gli altri sono fermi ad asporto e delivery.

Pensare a un nuovo modo di concepire e vivere uno spazio ristorativo arriva grazie a due giovani imprenditori. Ludovico Leopardi, classe 1996, e Leo Schieppati, classe 1995, hanno importato a Milano il concept, molto londinese, delle food court. Con un progetto ambizioso che è in dirittura d’arrivo (si pensa per gli inizi di giugno). META Merging Taste rimodula lo spazio, è un format ibrido, liquido, multitarget. Nato per portare varietà e dinamicità nel panorama meneghino, è soprattutto un luogo di scambio, che punta in alto. E coglie l’eredità di chi prima sorgeva al suo posto. META infatti aprirà i battenti in via Bonvesin de La Riva 3, lo stesso civico dove un tempo Gualtiero Marchesi fece la storia con il suo ristorante.

Il progetto è stato avviato la scorsa estate. Idea di partenza: ghost kitchen. Ma il fenomeno era già troppo presente per i due giovani soci: «Il trend era già spremuto. E poi abbiamo a disposizione cinque vetrine, lanciarsi in un progetto di ghost kitchen sarebbe stato uno spreco. Così abbiamo deciso di cambiare modello».

Come funzionerà META? Il progetto ruota attorno a cinque cucine, una per ogni vetrina, che verranno appaltate a chef importanti, rappresentanti dell’alta ristorazione italiana ed internazionale. L’idea è quella di snellire quelle cucine più prettamente gourmet e renderle accessibili all’ampio pubblico, sia dal punto di vista della proposta alimentare sia per l’aspetto economico. «Vogliamo rendere più popolare un certo tipo di cucina, renderla fruibile anche attraverso il delivery o il take away e dare una nuova vetrina (in questo caso a tutti gli effetti) a volti magari già noti. Oltre al progetto di real estate, vorremmo che META fosse riconosciuto come un posto sicuro per gli chef per sviluppare nuovi format indipendenti», ci racconta Leo. «Il tutto ruota attorno ad un concetto chiave: quello di flessibilità. Sia nella collaborazione con gli chef ospiti che con i fornitori. Pensiamo a META quasi come ad un collettivo, in cui miriamo ad un ritorno verso la qualità, alla cura per la materia prima anche tramite un modello di direct sourcing e farm to table»– prosegue Ludovico. «Sostenibilità e tracciabilità delle materie prime sono ormai imprescindibili. Per questo i produttori e i fornitori con cui ci interfacciamo devono condividere gli stessi nostri ideali e valori».

Per quanto riguarda la collaborazione con gli chef, oltre agli ospiti fissi, l’idea è anche quella di aprirsi a progetti pop-up. «Pensiamo a quegli chef di passaggio che desiderano presentare la propria filosofia culinaria, pensiamo a proposte stagionali come la gelateria (uno dei primi partner sarà proprio un gelatiere), ma anche a quei professionisti che mirano a testare la clientela milanese. Le combinazioni sono tante e tutte possibili!».

Entrando nel merito delle questioni pratiche, ad ogni partner verranno richiesti un canone d’affitto e una piccola percentuale del fatturato. Quello che offre META è ovviamente la cucina completa di attrezzature, ma anche l’apparato digitale e di marketing proprietario. È proprio questa la seconda grande novità dietro al progetto dei due fondatori. «Il nostro sistema interno di marketing e logistica ci permette di gestire in totale autonomia il servizio di delivery, sempre più limitato alla ristorazione commerciale. In tal modo i nostri partner avranno accesso in esclusiva a questa possibilità di espandere ulteriormente i propri confini. Ed il bello è che si possono effettuare ordini diversi da un’unica App, per provare le proposte di ogni chef ospite, e per accontentare i gusti di tutti i commensali!».

La ristrutturazione è stata affidata agli architetti franco-libanesi David/Nicolas, tra i 100 migliori designer al mondo, che hanno aperto una succursale del loro studio anche a Milano. Oltre allo spazio delle cinque cucine, META vanta anche la parte centrale della food court. Qui è prevista una sala retail con angolo caffetteria pronto a seguire la tendenza degli specialty coffee, un corner dedicato alle birre artigianali e in generale alla parte beverage. Contando anche il dehors, potranno essere ospitate circa 120 persone.

A Milano, dopotutto, si torna sempre a parlare di nuove aperture.

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