Vaccini e riapertureSileri dice che a giugno l’Italia sarà come la Gran Bretagna

Il sottosegretario alla Salute spiega che, con la ripartenza di molte attività, i contagi saliranno ma con 500mila vaccinazioni al giorno non ci sarà un effetto sui ricoveri. La preoccupazione però «è che vaccinati anche i trentenni, si penserà che il virus sia scomparso e in pochi sotto i 30 anni si vaccineranno». L’ipotesi del green pass anche con una sola dose di AstraZeneca

(AP Photo/Andrew Medichini)

«Il Covid c’è ancora. Fino a che avremo questi numeri di ricoveri in terapia intensiva e decessi, non possiamo abbassare la guardia. Io dico: continuiamo a non fidarci, questo è un virus cattivo». Pierpaolo Sileri, Cinque Stelle, già viceministro della Salute nel Conte 2, ora sottosegretario alla Salute nel governo Draghi, al Corriere dice che la pandemia è tutt’altro che finita. Resta non è pessimista: «Capisco le persone e il bisogno di ricominciare a fare una vita normale, serve ancora pazienza per 2-3 settimane, aspettare che si concludano le vaccinazioni di tutti gli over 80 e che si arrivi a 30 milioni di italiani coperti con almeno la prima dose di vaccino».

Il sottosegretario rilascia un’intervista anche al Messaggero e dice: «Cosa mi aspetto? Entro due settimane tutte le Regioni in fascia gialla e il coprifuoco alle mezzanotte. E i ristoranti potranno lavorare anche al chiuso. A metà giugno, quando 30 milioni di italiani avranno ricevuto la prima dose, allora vedremo anche Regioni in fascia bianca».

Nel frattempo, avverte, bisogna «continuare a rispettare le regole: mantenere la mascherina; rispettare il distanziamento; pulire sempre le mani; non assembrarsi soprattutto: questa sarà davvero la cosa più importante. Se sono al bar a prendere un caffè e intorno ho molte persone, finito il caffè devo rimettere la mascherina per proteggermi».

Intanto stanno ripartendo tutte le attività, dai ristoranti a palestre, spiagge, piscine. Ecco la previsione del sottosegretario: «I contagi saliranno di nuovo. Ma con 500mila vaccinazioni al giorno, aumenterà anche il numero delle persone vaccinate e l’aumento dei contagi non dovrebbe avere effetti sui ricoveri».

E anche il numero alto dei morti, ancora tra i 200 e i 300 morti, è destinato a scendere. «Quei decessi sono ancora parte della terza ondata. Ma se la campagna vaccinale continua ad andare avanti così, entro la fine del mese quel numero si dimezzerà», spiega. Come è successo in Gran Bretagna, che qualche giorno fa ha contato un solo decesso per Covid: «In giugno anche noi saremo come la Gran Bretagna. L’unica cosa che temo davvero è che vaccinati anche i trentenni, si penserà che il virus sia scomparso e in pochi sotto i 30 anni si vaccineranno».

Ma il «Green pass» per andare in vacanza, che arriverà «entro due settimane» – spiega – sarà un ulteriore stimolo a farsi vaccinare». E visto che il vaccino AstraZeneca offre una buona protezione anche a 15 giorni dalla prima iniezione, non sarebbe giusto consegnare il green pass senza attendere la seconda col rischio di giocarsi l’estate?
«Io sono favorevole, ma a una condizione», dice Sileri al Messaggero. «Bisognerà comunque verificare, con il test sierologico, se la persona che ha ricevuto la prima dose abbia effettivamente sviluppato gli anticorpi in modo consistente. A quel punto, è giusto rilasciare il green pass».

E poi? In autunno potrebbe arrivare una nuova ondata? «Per quei mesi, tutti dovrebbero essere vaccinati, ma dopo potremmo dover fare un nuovo vaccino a vasto raggio che copra tutte le varianti. Bisogna vedere come si comporterà il virus», risponde. Ma non arriveremo mai all’immunità di gregge: «No. Questo è un virus strano. Continuerà ad abitare nelle persone, magari in forma più leggera, ma dovremo continuare a conviverci».

Sullo stop ai brevetti proposto dal presidente Usa Joe Biden: «Penso vada esplorata una forma di sospensione, ma è importante pensare al lavoro fatto finora dalle aziende farmaceutiche, togliere il brevetto non dà un grosso vantaggio nell’immediato e rischia di fermare la ricerca. Piuttosto ora è meglio percorrere altre strade, come la produzione del vaccino per conto terzi, o accordi per produrre vaccini “no profit”: va trovata una via di mezzo».