Cercasi palinsestoDazn è il principale broadcaster della Serie A, ma ancora non sappiamo cosa propone per la prossima stagione

La piattaforma streaming trasmetterà tutte le partite del campionato italiano, ampliando di molto la sua offerta: passa dalle tre partite a giornata al pacchetto completo. Resta da capire chi saranno i telecronisti, gli opinionisti, i presentatori, e come sarà coordinato tutto il lato editoriale

Lapresse

Dalla prossima stagione calcistica il palinsesto che farà da contorno alle partite di Serie A sarà completamente diverso da quello che ha accompagnato il campionato negli ultimi anni. Dazn ha acquisito i principali pacchetti per i diritti di trasmissione della Serie A per il triennio 2021-2024, diventando così il più importante broadcaster della competizione.

La piattaforma trasmetterà in streaming tutta la Serie A per un totale di 10 partite a giornata (7 in esclusiva e 3 in co-esclusiva): è il più grande pacchetto di diritti sportivi mai assegnato a una piattaforma di streaming, un punto di svolta verso una nuova fruizione del calcio.

«Siamo entusiasti del fatto che Dazn sia per la Serie A la principale destinazione sportiva in Italia. L’investimento è strategico per accelerare ulteriormente la crescita in uno dei nostri mercati principali mentre prosegue con successo e si consolida lo sviluppo a livello globale», ha detto James Rushton, Co-CEO di Dazn Group.

A partire dal 1 luglio l’offerta di Dazn costerà 29,99 euro al mese e, per i nuovi clienti che si abboneranno dall’1 al 28 luglio, è prevista un’offerta di 19,99 euro al mese per 14 mesi. Chi è già abbonato invece pagherà 19,99 al mese per 12 mesi a partire da settembre: luglio e agosto saranno gratis.

Inoltre gli eventi su Dazn saranno visibili su un massimo di sei dispositivi, con la possibilità di visione in contemporanea dello stesso evento su due dispositivi.

È chiaro però che la crescita esponenziale nei contenuti di Dazn dovrà necessariamente essere accompagnata da un adeguamento dell’organico, quindi della redazione e di tutto il personale che dovrà dare forma all’intero pacchetto di offerta. Al momento è ancora un’incognita: il gruppo Dazn non ha ancora annunciato telecronisti, giornalisti e commentatori che seguiranno gli eventi a partire dalla prossima estate. Anzi, sono state smentite le voci riguardo un possibile approdo di Sandro Piccinini – ex telecronista Mediaset, al momento a Sky Sport – e di Massimo Ambrosini, oggi commentatore di Sky Sport.

Avere tre partite per ogni giornata – peraltro divise nell’anticipo del sabato sera, il lunch match di domenica e una alle 15 di domenica – è ben altra storia rispetto a dover organizzare collegamenti e dirette dai 10 campi impegnati in ogni turno di Serie A. Inevitabilmente anche il coordinamento tra i campi e le partite dovrà essere diverso e richiederà varie professionalità, non soltanto giornalistiche.

È qui che entra in gioco il capitolo studio, uno dei segni distintivi delle emittenti televisive che Dazn non ha mai voluto adottare, come per tracciare una linea di demarcazione rispetto a un prodotto considerato vecchio, non più al passo con i tempi.

Ancora lo scorso inverno – prima dell’assegnazione dei diritti tv – durante un’Assemblea di Lega, Veronica Diquattro, Executive Vice President Southern Europe di Dazn, aveva parlato della volontà di Dazn di rimanere fedele alla sua politica di non avere uno studio. Poi in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport aveva detto: «Ci sarà un “luogo Dazn”, ma sempre con un linguaggio fresco e giovane. Sicuramente non lo chiameremo studio».

Forse nell’aspetto sarà diverso dagli studi tipici delle tv, ma un luogo fisico da cui coordinare la programmazione ci sarà. Non a caso sul profilo Linkedin di Dazn Group nelle ultime settimane state pubblicate diverse offerte di lavoro – con sede a Milano – con molte posizioni dedicate in particolare alla Serie A e al lavoro di produzione.

Tra le figure ricercate c’è – o c’è stato – quello di “Facilities Coordinator”, che si occuperà di fornire supporto agli uffici di Madrid e Milano; poi “Serie A Live Producer”, “Football Producer” e “Assistant Football Producer”; “Head of Studios” e “Senior Incident Commander”. Infine un “Production Coordinator”, cioè una figura che possa gestire logistica e coordinamento dei vari progetti, e un “Post Production Coordinator”.

La sensazione, però, è che manchino ancora diversi tasselli a Dazn prima di poter confezionare per intero la sua offerta calcistiva e sportiva. A domanda specifica de Linkiesta, l’azienda fa sapere che sarà annunciato tutto a tempo debito. Ma intanto la partita per i diritti tv si è conclusa da oltre due mesi, e tra 80 giorni circa inizierà la prossima stagione.

Ancora un paio di argomenti, di natura tecnica. Si è parlato a lungo del possibile aggancio di Dazn al digitale terrestre. «Per poter servire tutti i nostri clienti, anche nelle aree con qualche difficoltà di copertura ci stiamo adoperando per assicurarci di avere una soluzione di backup specificatamente per questi casi, che sarà il digitale terrestre. In mancanza di alternative si attiveranno offerte di questo tipo», aveva detto Veronica Diquattro al Sole 24 Ore.

Insomma, l’idea di base è che il campionato di Serie A 2021-22 sarà trasmesso in streaming, e i canali del digitale saranno una soluzione di ripiego: non saranno sintonizzabili da un televisore o da un decoder del digitale terrestre, e non saranno aperti a tutti. Tutto però è ancora in divenire: l’azienda non ha ancora chiuso alcun accordo per il digitale terrestre.

Da un punto di vista strettamente tecnico, per quanto riguarda la trasmissione delle partite, sarà fondamentale la collaborazione con Tim. Ne aveva scritto Calcio e Finanza poche settimane fa: «La compagnia telefonica ha acquistato nei giorni scorsi una soluzione “camless” per la codifica del flusso digitale terrestre. Il flusso verrà codificato dal Tim Vision Box, aggiornato per l’occasione. E qui scatta la soluzione: laddove la connessione IP non fosse sufficiente a gestire lo streaming, il sistema passerà alla soluzione di backup. Dazn rimarrà dunque un operatore streaming, e la sua offerta passerà esclusivamente dalla sua applicazione. Salvo, appunto, il caso sopra citato. La proposta, del resto, era già presente nel documento che Dazn ha presentato alla Lega Calcio in occasione del bando per i diritti 2021-2024».

Quest’ultimo punto rimanda al dibattito sulla qualità del servizio streaming che potrà offrire Dazn. Ancora lo scorso aprile c’erano stati problemi tecnici con l’app di Dazn, e molti utenti non erano riusciti a vedere Inter-Cagliari (anticipo della 30esima giornata di Serie A).

Ma nel nuovo accordo per i diritti tv da 840 milioni di euro c’era stato l’intervento decisivo da parte di Tim. Non solo da un punto di vista economico: la compagnia di telecomunicazioni infatti supporterà il passaggio delle trasmissioni da satellite a piattaforme di streaming grazie all’implementazione della rete su tutta Italia, aprendo il 90% delle linee del Paese alla sua Ultrabroadband.