DribblingDove vedremo le partite di calcio l’anno prossimo e come districarci tra Dazn, Sky, Tim e Amazon (non facile)

Dazn si è aggiudicata i diritti tv della Serie A. I vertici della piattaforma streaming hanno dichiarato che per vedere le partite si pagherà meno rispetto a oggi. Ma ci sono ancora dubbi sulla tenuta della rete con un numero di utenti molto più alto. E per seguire le altre competizioni diventa indispensabile legarsi a Sky o Mediaset e, novità, Amazon

Tano Pecoraro / Lapresse

Dazn ha vinto la partita dei diritti tv della Serie A per il triennio 2021-2024: la piattaforma streaming riconducibile al magnate ucraino Len Blavatnik si è aggiudicata i diritti televisivi del massimo campionato di calcio italiano con un’offerta da 840 milioni di euro a stagione.

In particolare, grazie a 16 voti favorevoli dell’assemblea di Lega, Dazn potrà trasmettere le dieci partite di ogni giornata di Serie A, di cui sette match in esclusiva e tre in co-esclusiva (pacchetti 1 e 3). Un ribaltamento sostanziale rispetto allo scenario attuale: dal 2018 la piattaforma streaming propone tre partite di campionato a giornata, e le altre sette sono un’esclusiva Sky.

Proprio la pay tv satellitare potrebbe aggiudicarsi l’ultimo pacchetto disponibile, quello con a co-esclusiva delle altre tre gare. L’offerta di Sky è di 70 milioni a stagione: in caso l’affare andasse in porto la somma per i diritti tv nazionali della Lega Serie A arriverebbe a 910 milioni, inferiore rispetto ai 973 incassati nel 2018-21.

Ma per il pacchetto 2 Sky dovrà battere la concorrenza di Mediaset, che sembra interessata ad aggiungere anche le tre partite di Serie A ai suoi palinsesti.

L’esito dell’assemblea di Lega, con l’assegnazione della maggior parte degli incontri di campionato a Dazn rappresenta una svolta epocale per i diritti di trasmissione della Serie A. Le dirette di tutto il campionato risalgono al 1996 e per i primi tre anni sono state un’esclusiva Tele+. Poi arrivò la concorrenza di Stream, con le due emittenti a dividersi le gare. Dal 2003 la fusione delle due tv in Sky creò un gigante che ha sempre fatto la voce grossa nelle gare di assegnazione dei diritti.

La vittoria di Dazn adesso cambia il panorama, anche nella fruizione del pubblico. Intanto si inizia a discutere dei possibili problemi, per la compagnia controllata da Access Industries, di portare sulla sua piattaforma un numero molto maggiore di utenti rispetto a quanto fatto finora.

Si tratta di un servizio in streaming che per rendere al meglio avrebbe bisogno di una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale della rete ad alta velocità. E almeno per il momento gli utenti sarebbero costretti a rinunciare al 4K – in alcuni casi addirittura all’alta definizione – per limiti di rete.

In settimana era stato proprio il ministro per l’innovazione tecnologica Vittorio Colao a dire che ancora «circa 16 milioni di famiglie (il 60% del totale) non usufruiscono di servizi Internet su rete fissa o non hanno una connessione fissa a banda ultra larga. Questo è inaccettabile».

A oggi l’impegno di Dazn sembra tanto un rischio quanto un’ottima occasione per una modernizzazione delle infrastrutture digitali dell’Italia. Ma al fianco della piattaforma di Len Blavatnik potrebbe arrivare Tim, che ha dichiarato di voler assistere Dazn come partner strategico in un progetto in cui si prevede «un bacino di utenza di circa 5 milioni di famiglie fino ad oggi in prevalenza via satellite».

L’agenzia Bloomberg ha detto che la compagnia di telecomunicazioni potrebbe farsi carico del 40% del corrispettivo annuale, per un importo di circa 340 milioni l’anno.

«Tim supporterà la migrazione da satellite a piattaforma streaming, grazie alla copertura Ultrabroadband disponibile in Italia attraverso la rete fissa: oltre il 90% delle linee fisse attive è già pronto a fornire l’accesso Ubb, a queste si aggiunge la rete mobile, il Fixed Wireless Access e il WiFi satellitare, dando la possibilità di offrire a tutti i clienti la migliore user experience», fanno sapere dalla compagnia di telecomunicazioni.

Per i consumatori, la fase del doppio abbonamento Sky-Dazn potrebbe essere giunta al termine: da settembre sarà possibile assistere a tutte le partite di campionato pagando un solo canone, quello di Dazn.

Ma il prezzo è destinato inevitabilmente a crescere: la piattaforma online permette di usufruire dei suoi contenuti con una spesa da 10 euro e un’offerta che raccoglie 3 partite di Serie A, la Liga spagnola, la Ligue 1, la Serie B e altri sport. Dalla prossima stagione, con 10 partite di Serie A nell’offerta, le cifre cambieranno. Alcune fonti riferiscono di una quota, non ancora certa, vicina ai 30 euro mensili. Insomma, vicina a quella già presente sul mercato per un servizio simile come quello di NowTv.

Oggi su Dazn non è possibile acquistare un solo match, ma non è escluso che la piattaforma apra alla formula dei micropagamenti. Inoltre la stessa Tim ha garantito che per i prossimi tre anni i contenuti del servizio streaming di Dazn saranno integrati nel pacchetto degli abbonati TimVision.

Intanto l’ad di Dazn Veronica Diquattro ha detto all’Ansa che per l’utente «l’esperienza del calcio in tv sarà più ricca e interattiva, grazie all’integrazione di contenuti originali e nuove funzionalità. E il prezzo rifletterà la nostra filosofia, sarà più accessibile di quello attuale. Sicuramente per tutta la serie A si pagherà meno di ora».

Ma la cifra dell’abbonamento a Dazn non potrà bastare per i tifosi che vogliono seguire anche le coppe europee. La Champions League infatti non sarà visibile sulla stessa piattaforma streaming: i diritti per il prossimo triennio li hanno Sky, Mediaset e Amazon.

In particolare, Sky ha i diritti di 121 partite a stagione (con il solito servizio via satellite, digitale e streaming), visibile anche su NowTv con un abbonamento che potrebbe arrivare a 12,99 euro al mese.

Anche Mediaset avrà 121 sfide di Champions, di cui 17 (16 del martedì sera e la finale) gratuite e in chiaro e le altre 104 a pagamento in streaming. Queste ultime potrebbero rientrare in un abbonamento da 7,99 euro al mese (o 69 annui) della piattaforma streaming Infinity.

A Sky e Mediaset però mancheranno le 16 partite all’anno acquistate in esclusiva da Amazon. La compagnia di Jeff Bezos trasmetterà la migliore partita del mercoledì (italiane comprese) più la Supercoppa europea. Amazon ha già dichiarato che il servizio sarà compreso nell’abbonamento Prime Video da 36 euro l’anno (o 4,99 mensili).

Restano ancora le due coppe europee minori, Europa League e la nuova Conference League. Sky si è già aggiudicata tutte le partite delle due competizioni, che dunque rientreranno nel pacchetto sport. Ma non può trasmettere tutte le partite in esclusiva su Iptv per via della sentenza del Consiglio di Stato.

Allora lo scenario è ancora in evoluzione: si parla di un’offerta di Dazn, che nel caso in cui dovesse aggiudicarsi le partite delle due coppe europee andrebbe a rafforzare ulteriormente la sua offerta di calcio in streaming.

In estate invece si giocheranno gli Europei rinviati un anno fa. La massima competizione continentale per nazionali vedrà la partecipazione di 24 squadre, suddivise in 6 gironi da 4 squadre ciascuno: sarà un torneo allargato rispetto al solito. Le partite saranno tutte trasmesse da Sky Sport, che avrà tutti i 51 match del torneo, di cui 24 in esclusiva.