Il nostro orgoglioIn esplorazione, seguendo il gusto di un sorso

Sei giornate per scoprire e ammirare la Sardegna più autentica, ruvida e selvaggia in tre luoghi iconici dell’isola: ecco come una birra può valorizzare un territorio

Parco di Porto Conte

La Sardegna non è solo spiagge vip, yacht e Billionaire (per fortuna). L’isola custodisce luoghi poco addomesticati, dall’aspetto quasi “infernale” eppure autentici e rivelatori della straordinaria bellezza di questa terra. Se i simboli enogastronomici della regione sono tanti e più vicini, come il Casu Marzu o l’etichetta di birra legata alla famosa bandiera dei quattro mori, la Ichnusa, l’esplorazione della Sardegna resta sempre difficile per chi non la conosce bene e spesso finisce per limitarsi a visitare le spiagge più note. Così, dopo averci confortato a casa, facendoci sognare spazi di libertà tra pendii e mare cristallino, Ichnusa ha deciso di portarci in Sardegna per offrirci sei giornate di escursioni gratuite in tre luoghi che gli abitanti dell’isola hanno definito “Il nostro orgoglio”.

Canyon di Gorropu

La prima tappa è Canyon di Gorropu. Siamo nel centro dell’isola, a 46 km da Nuoro. Come raccontano Luciano Murgia e Francesco Vella, le guide che seguiranno queste escursioni, quello di Gorropu è uno dei canyon più spettacolari d’Europa. Questa gola scolpita dal vento e dal Rio Flumineddu in 200 milioni di anni, tra i comuni di Orgosolo e Urzulei, nel cuore di Supramonte, è un capolavoro della natura e scrigno di biodiversità, dall’aspetto virgineo e selvaggio. «Gorropu per i sardi ha un forte valore simbolico e identitario. Almeno una volta nella vita ogni sardo dovrebbe andarci. I vecchi lo definivano un inferno, perché luogo ostico e inospitale. Ma oggi il suo isolamento sta diventando uno dei punti di forza del luogo». Secondo una ricerca Doxa/Ichnusa il 40% degli italiani sogna una vacanza fuori dalle rotte e l’84% sogna di vivere un’esperienza di contatto con la natura in una meta nota ai più. Il Canyon di Gorropu è perfetto per loro. Le escursioni, tutte prenotabili dal sito, si terranno in due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio per a durata di due ore ciascuno, nei giorni 12 e 13 giugno.

Capo pecora

Puntando verso Sud, verso la Costa Verde, si raggiunge Arbus per scoprire Capo Pecora. Qui le protagoniste sono le scogliere a picco sul mare circondate da una natura generosa. Le escursioni si terranno il 26 e il 27 giugno, al mattino e al pomeriggio, per una durata di 2 ore e mezzo, con la possibilità di fare una breve passeggiata a cavallo. A guidare le escursioni ci saranno tre esperti Fabio Ravot, pescatore e surfista; Stefano Meloni e Ivan Tanda, entrambi esperti di arrampicata e di Capo Pecora. Fabio dichiara di conoscere Capo Pecora «da sempre» e che si tratta di un luogo che: «Nessuna cartolina può descrivere». L’esperienza migliore che, secondo Fabio, si può fare a Capo Pecora? «Trattenersi fino al tramonto, un tempo particolare in cui ci si sente parte di qualcosa di più grande: la natura». Per Ivan, infine, se si va a Capo Pecora: «Non si può non visitare la cosiddetta spiaggia delle uova, che con i suoi enormi ciottoli bianchi levigati dal tempo rappresenta un luogo che ogni sardo dovrebbe vedere».

Parco di Porto Conte

Il 10 e l’11 luglio si potrà esplorare l’arco di Porto Conte, un luogo in cui la natura unisce suggestive falesie e macchia mediterranea. Per l’ultima tappa del tour “Il Nostro Orgoglio” le guide saranno Irene Salis e Antonella Derriu, entrambe educatrici ambientali ed esperte del parco. Per Irene, il Parco ha talmente tanto da offrire che «è impossibile visitarlo in un solo modo: Cala Barca, Torre della Pegna e Monte Timidone si raggiungono da sentieri diversi ed è per questo che bisogna fare una scelta. Vedere le falesie, la macchia Mediterranea o avvistare un grifone». Sulla stessa lunghezza d’onda Antonella, che sottolinea come camminando nel Parco si ha la sensazione di «essere avvicinati dai suoni del mare e travolti dall’energia dei luoghi. Questo perché si è nel luogo ideale per essere abbracciati dalla natura e dimenticarsi di tutto il resto». L’escursione dura 3 ore e mezzo, con la possibilità di fare un percorso in e-bike.

Durante tutte le esperienze, al termine dei percorsi, ci sarà una ricompensa: saranno donate le bottiglie celebrative, dedicate a questi tre luoghi simbolo della bellezza sarda, a cui sarà abbinata una degustazione di formaggi e prodotti locali. Ma niente cucina: sarà tutto molto selvaggio (nel rispetto delle normative anti-Covid, s’intende).

Un murales per rendere eterno l’orgoglio

La caducità dell’esperienza viene bilanciata dalla parte artistica dell’iniziativa. Infatti, in collaborazione con il progetto 100 muri 100 murales, promosso da Farmacia politica, a ogni luogo sarà dedicato un murales che omaggerà un elemento della tradizione sarda. Silvia Maxia curerà  Mamoiada, dedicato al Canyon di Gorropu. Per il murales celebrativo del Parco di Porto Conte, la cui realizzazione è prevista ad Alghero, è stato scelto Daniele Pillitu, artista che vanta esperienza decennale nella decorazione pittorica. A Mauro Patta, infine, esperto dell’arte muraria e che ha come punti focali delle sue opere i sentimenti, gli stati d’animo e le emozioni, sarà affidato il compito di realizzare il murale collegato a Capo Pecora, che sarà ‘accolto’ dal Comune di Arbus.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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