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Un ponte tra formazione e aziendeParte da Napoli il progetto delle Academy di Adecco per creare le competenze del futuro

Si è appena conclusa l’esperienza della Academy “Robotics and Industry 4.0”, dedicata alla programmazione e manutenzione della robotica industriale, promossa da Adecco in collaborazione con Comau Academy, Skills4u, Asse4 e Università degli Studi di Napoli Parthenope. Ora il progetto sarà replicato anche in altri territori

(Unsplash)

Trenta allievi, sei settimane, 240 ore di lezioni teoriche e pratiche. Sono i numeri della Academy “Robotics and Industry 4.0” di Napoli, dedicata alla formazione sulla programmazione e manutenzione della robotica industriale, promossa da Adecco in collaborazione con Comau Academy, Skills4u, Asse4 e Università degli Studi di Napoli Parthenope.

Il progetto, appena conclusosi, era rivolto ai diplomati degli Istituti tecnici industriali con l’obiettivo di formare due tra i profili professionali più ricercati oggi sul mercato del lavoro: il programmatore 4.0 e il manutentore 4.0. Così da fare da ponte tra mondo della scuola e mondo delle imprese, sempre più alla ricerca di competenze specifiche difficili da intercettare.

«Questo è il futuro del lavoro: se vogliamo sviluppare competenze nuove, l’automazione è il settore su cui dobbiamo puntare», ha detto Donatella Pinto, Consultancy & Education Business Leader di Comau, durante l’evento di presentazione del progetto. «E bisogna farlo esattamente così: con pragmatismo e tessendo una rete tra aziende e università».

Perché, nonostante la crisi e l’elevato tasso di disoccupazione giovanile, il problema delle aziende italiane oggi non è tanto quello di investire in tecnologie, ma quello di «avere i profili professionali che diano continuità agli investimenti e sappiano gestire e implementare queste tecnologie», ha spiegato Andrea Malacrida, Country Manager di The Adecco Group Italia. «Il rimbalzo dell’economia oggi è importante e con il Pnrr si velocizzerà ancora di più, aprendo nuove opportunità. Ma quello delle competenze resta un tema critico. Il lavoro in questo momento c’è, va reindirizzato e riverticalizzato in alcuni settori». In quest’ottica, gli attori come The Adecco Group possono fare la differenza, ma «se si sedessero attorno al tavolo anche le istituzioni», ha spiegato Malacrida, «si potrebbero mettere in pratica programmi più forti per costruire ponti tra scuola e lavoro e creare così le competenze del futuro».

L’Academy “Robotics and Industry 4.0” rappresenta una best practice. Il primo ciclo si è appena concluso, ma entro il 2022 ci sono ben dieci edizioni in programma. L’esperienza campana servirà anche per replicare lo stesso tipo di progetto in altri territori in tutta Italia: un caso virtuoso di innovazione che nasce al Sud per essere trasferita poi anche al Nord.

Il progetto, ha spiegato Lidia Molinari, People Advisor Director Adecco Italia, «mostra come la collaborazione tra diverse agenzie del territorio sia in grado di creare occasioni per i giovani con una attenzione specifica ai temi e ai profili professionali più cercati oggi e nel prossimo futuro». Un «progetto concreto in grado di ridurre il mismatch tra domanda di professionalità da parte delle imprese del territorio e la formazione offerta dal mondo scolastico».

L’Academy mette in luce anche come la formazione oggi debba vedere nuovi attori coinvolti oltre a quelli tradizionali. «Giovani, università e aziende sono il nuovo perimetro formativo», ha spiegato Ezio Fregnan, Academy & Education Business Director di Comau. «I protagonisti sono i giovani, poi c’è il mondo della formazione e dell’università per mettere a disposizione teorie, metodi e modelli, e poi l’azienda, che conosce bene l’integrazione necessaria tra teoria e pratica».

Per avvicinare i giovani al mondo dell’automazione, Comau ha creato anche Edo, «un robot industriale antropomorfo che viene usato per fare formazione», ha spiegato Lucia Marchesi, Academy & Education Senior Consultant di Comau. «In questo modo riusciamo sia a fornire ai ragazzi una formazione sui programmi di robotica, sia ad aiutare le nuove generazioni ad approcciarsi al mondo della robotica collaborativa e dei nuovi linguaggi di programmazione».

Perché, come ha sottolineato Luigi Altamura, Training Manager di Skills4u, «non sono importanti solo i contenuti dei percorsi di formazione rivolti ai ragazzi, ma anche i contenitori. Innovazione e formazione devono andare di pari passo per costruire vere e proprie competenze, frutto della collaborazione degli attori coinvolti».

E l’attore principale da coinvolgere è la scuola. Antonio Miele, Hr Manager di Asse4, lo ha confermato: «La scuola è un ecosistema fondamentale. Con Asse4 siamo consapevoli dell’importanza di entrare in contatto con le caratteristiche del mondo del lavoro sin dalle scuole medie e superiori, offrendo non solo opportunità teoriche ma anche pratiche e sperimentali, in modo che i ragazzi possano conoscere subito quel mondo del lavoro che prima o poi li vedrà protagonisti». Senza dimenticare un nuovo approccio creativo alla formazione rivolta alle giovani generazioni. «La chiave di volta è la capacità di raccontare in un modo nuovo le dinamiche del mondo del lavoro», ha spiegato Miele. «Usare la creatività e il divertimento per arrivare ai giovani».

Sono loro, soprattutto dopo la lunga esperienza della didattica a distanza a causa dell’emergenza sanitaria, che oggi hanno più bisogno di progetti che li mettano in contatto con il mondo delle aziende. Rompendo il muro dei libri e delle aule scolastiche per aprire le porte delle aziende che un giorno li vedranno protagonisti.

«Il nostro obiettivo è andare avanti», ha concluso Lidia Molinari. «Creando altre Academy e portando a termine tutti gli altri progetti di Adecco legati all’orientamento dei giovani nello scegliere percorsi professionali coerenti con le richieste del mercato. È questa la direzione giusta: il risultato è che le persone che frequentano corsi di formazione ad hoc di questo tipo vengono poi inserite in azienda».