Variante DeltaLa discesa dei contagi in Italia si è fermata, spiega Brusaferro

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità ricorda che la curva dei casi ha smesso di calare. Per questo serve rafforzare il monitoraggio e il sequenziamento da parte delle Regioni. Ma abbiamo gli strumenti per gestire i ritorni dall’estero ed evitare focolai, dice

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, commenta sul Corriere le riaperture nel Regno Unito dal 19 luglio nonostante il nuovo aumento di contagi da Covid-19 dovuti alla variante Delta. «Credo che la valutazione debba essere fatta in base alla situazione epidemiologica locale, dunque bene per gli inglesi se possono riacquistare alcune libertà», taglia corto. Ma l’Italia deve restare in allerta, perché da noi i contagi non calano più.

Ecco perché, nonostante l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto sia stato allentato, «anche in una fase di circolazione contenuta del virus come l’attuale resta fondamentale mantenere l’attenzione nelle situazioni a rischio, vale a dire quando ci ritroviamo nella folla o in situazioni che non consentono il distanziamento», raccomanda Brusaferro. «Non bisogna stancarsi di ricordarlo. Stanno emergendo nuove varianti che, come abbiamo visto, sono capaci di conquistare il campo con grande rapidità».

Sulle caratteristiche della variante Delta, in realtà, è ancora necessario un approfondimento – dice il presidente dell’Iss: «Al momento non abbiamo evidenze sufficienti per affermare che dal punto di vista clinico sia meno aggressiva, perché le infezioni si inseriscono in un contesto di popolazione vaccinata in percentuali elevate. Servono più dati per comprendere il reale impatto clinico del ceppo mutante. Sappiamo però che se siamo immunizzati al completo con doppia dose, la protezione dalla variante è molto alta, specie per quanto riguarda effetti più gravi, ricovero e mortalità».

Brusaferro spiega che al momento «noi contiamo molto sul nostro sistema di monitoraggio, che copre tutte le Regioni e garantisce dati attendibili. È basato su due pilastri. Il sequenziamento quotidiano da parte delle Regioni su campioni casuali e categorie particolari, ad esempio persone che si infettano una seconda volta o contraggono l’infezione anche se vaccinate. Questi dati confluiscono nel bollettino quindicinale. L’altro pilastro sono le indagini flash su un campione rappresentativo della popolazione. Nell’ultima fotografia la variante Delta risultava in crescita. È un sistema costruito per cercare le varianti ritenute preoccupanti e quelle che potenzialmente lo possono diventare. L’Italia sta ulteriormente rafforzando l’attività di sequenziamento».

L’incidenza dei casi è ferma a nove su 100mila abitanti. «L’auspicio è che si possa scendere ancora», dice Busaferro, «ma i dati al momento mostrano che la discesa si è fermata. La scommessa è mantenerci su numeri più bassi possibile che ci garantiscano di poter tracciare i casi positivi».

Ma, con la stagione estiva iniziata da poco, «dipende da come ci comportiamo ogni giorno, non dai viaggi all’estero. Se partiamo vaccinati e osserviamo comportamenti prudenti, possiamo sentirci più al sicuro. Dipende soltanto da noi. Un rischio potenziale c’è, se ci si addentra senza protezioni fra folle provenienti da altre Paesi. Al rientro sarà importante attuare una strategia di tracciamento dei casi e quarantena».

La scommessa, ora, «è vaccinare più possibile specie nell’ottica delle varianti che non possiamo escludere a priori possano diventare una minaccia molto seria. L’auspicio è che per settembre-ottobre si possa raggiungere una copertura vaccinale che funzioni come scudo». E gli appuntamenti con gli Europei di calcio a Wembley? «Non sono preoccupato», risponde. «Se i protocolli vengono rispettati, anche chi ritorna da Paesi dove la circolazione della variante Delta è sostenuta, come il Regno Unito, può essere intercettato per prevenire la formazione di focolai».