Linea dura contro la variante DeltaGreen Pass esteso alla francese o vaccini obbligatori

Contagi mai così alti dal 6 giugno: ieri i casi sono stati 2.153. No della Lega al modello Macron. La ministra Gelmini chiede di trovare una via italiana. Le regioni sono divise. In alternativa, si pensa addirittura all’obbligo vaccinale

(LaPresse)

Si fa sempre più strada nel governo l’ipotesi di un «Green Pass alla francese», rendendolo obbligatorio per un raggio di attività maggiori rispetto a quanto previsto oggi. Un pass esteso per incentivare le vaccinazioni, ma forse non così esteso come previsto da Emmanuel Macron. Una via italiana, dunque, mentre l’esecutivo è pronto a rinnovare lo stato di emergenza che scade il 31 luglio. L’obiettivo unico è di alzare al massimo le percentuali di copertura degli immunizzati. Tanto che – come scrive Repubblica – in alternativa si pensa addirittura all’obbligo vaccinale.

La posizione è stata illustrata dal governo anche alla Lega, che tra le forze di governo è stata, da subito, la più dubbiosa sull’ipotesi di percorrere la strada di Macron. Del resto, solo con la vaccinazione si contrasta il coronavirus, e in particolare la variante Delta. Ieri i casi sono stati 2.153, cioè oltre il doppio dei 1.010 dello stesso giorno della settimana scorsa, il 7 luglio. Di questo passo, forse già la settimana prossima, alcune Regioni avranno un’incidenza settimanale superiore ai 50 casi per 100mila abitanti che, in base agli indicatori attuali, porterebbe in zona gialla.

Le Regioni si battono per cambiare questo parametro e dare più peso al tasso di ricovero. In effetti, negli ospedali i ricoveri non aumentano (ieri 26 in meno di martedì): secondo gli esperti non dovrebbero crescere quanto i contagi perché vengono infettati soprattutto i giovani. Anche per questo, l’esecutivo non ha intenzione di tornare indietro sulle riaperture già decise e, probabilmente, nemmeno su quelle in programma. La risalita dei casi a luglio era attesa.

Ieri in molti hanno discusso della misura, che porterebbe con sé un problema: i vaccini disponibili da adesso a Ferragosto sono quasi tutti già prenotati. Quindi, sarebbe difficile far partire prima la misura visto che chi fosse intenzionato a rispettarla non potrebbe farlo perché non troverebbe un posto libero per la somministrazione. Se ne parlerà comunque nel corso di una cabina di regia che dovrebbe svolgersi domani.

Intanto, la ministra degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, tenta la mediazione e spiega che «la variante Delta ci preoccupa e quindi credo che si debba trovare una via italiana all’utilizzo ampio del Green Pass. Non inseguiamo modelli stranieri, ma certamente il governo valuterà di estendere l’utilizzo ad altri servizi nella logica di incentivare le vaccinazioni».

Il Pd invece è convinto che il modello Macron sia il più convincente, anche se va adattato all’Italia. Il partito di Letta chiede al governo anche di rendere obbligatorio il vaccino per gli insegnanti, pur sapendo che non si farà in tempo a varare questa misura per il nuovo anno scolastico. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, invece esorta a «fare subito come Macron». Ma uscendo da un incontro con Draghi, Matteo Salvini ha detto che «scelte estreme non piacciono né a me né a lui. Il modello francese è fuori discussione». Le Regioni si schierano su fronti diversi. Lazio, Campania, Emilia Romagna e Liguria, ad esempio, sono favorevoli, mentre Lombardia e Veneto sono contrarie. Il presidente della Conferenza delle Regioni, il leghista Massimiliano Fedriga, dice che «in questo momento non avrebbe senso imporre il pass vaccinale per accedere a bar e ristoranti. Evitiamo gli estremismi di chi dice che serve il pass anche per andare in bagno e di chi dice che non serve a niente».