G20 YouthLe proposte dei giovani europei al tavolo dei leader del mondo

La Young Ambassadors Society. l’associazione giovanile no-profit, fondata nel 2011, organizza lo spazio di discussione che raccoglie le voci e le opinioni delle nuove generazioni provenienti dai paesi del G20 tramite i loro delegati. «Per noi giovani questo può essere una sfida, ma anche una grande opportunità. Possiamo diventare il motore della rinascita e contribuire a dare forma a una società più inclusiva ed equa», spiega la presidente Alberta Pelino

Y20

All’interno del processo del G20, è presente lo Youth 20 (Y20), uno spazio di discussione che raccoglie le voci e le opinioni delle nuove generazioni provenienti dai paesi del G20 tramite i loro delegati. Lo Y20 ha l’obiettivo di dar voce alle loro istanze in merito a priorità in linea con le tematiche del G20. Così facendo, i giovani hanno modo di entrare direttamente nel processo del forum internazionale, sollecitando politiche che tengano in considerazione il loro punto di vista. Quest’anno la Presidenza del G20 è affidata all’Italia e la Young Ambassadors Society è l’associazione italiana che presiede lo Y20. 

Young Ambassadors Society è un’associazione giovanile no-profit, fondata nel 2011 con l’obiettivo principale di dar voce alle idee delle giovani generazioni e di avvicinare i giovani alla politica internazionale e alla diplomazia.  Attivo da oltre 10 anni, lo Y20 è stato uno dei primi engagement group del G20 ad essere istituito. Il gruppo di lavoro è nato da un’idea di Young Ambassadors Society che, assieme ad altre associazioni giovanili e sotto l’egida dell’ufficio Sherpa della Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha contribuito alla creazione degli engagement group dei giovani dei Vertici G7/G20. 

All’interno dello Y20 si svolgono le negoziazioni tra i giovani delegati che si concludono con una nota ufficiale poi recapitata al Summit conclusivo dei capi di stato e di governo. Quest’anno, il compito del tavolo dei giovani è significativo. Come riferisce Alberta Pelino, chair dello Y20 nonché Presidente di Young Ambassadors Society: «Lo Y20 e Young Ambassadors Society sono chiamati ad affrontare questioni essenziali che riguardano le nostre economie e società. La crisi ha colpito particolarmente i giovani: molti hanno perso il loro impiego o hanno subito una diminuzione delle ore di lavoro, altri hanno inoltre subito rallentamenti nel loro processo di apprendimento a causa della chiusura delle scuole. Tutto ciò ha contribuito a incrementare le ineguaglianze presenti nella nostra società e a dare origine a nuovi problemi che si sommano a quelli già esistenti come i cambiamenti climatici».

Alberta, come è nato lo Y20 e cosa ha spinto associazioni come Young Ambassadors Society a costituire il forum giovanile?
Prima dello Y20 non era presente un canale ufficiale per trasmettere le nostre opinioni e le proposte dei giovani provenienti dai paesi del G20 ai leader mondiali. Abbiamo quindi ritenuto necessario istituirne uno perché anche le voci dei giovani devono essere considerate. In fin dei conti, nel 2012, metà della popolazione mondiale era under 30 un  numero che sta crescendo, specialmente nei paesi in via di sviluppo. In Europa, questa parte della popolazione rappresenta poco meno di un terzo di quella totale, un numero di certo non irrilevante. Tenuto conto di questo, abbiamo sollecitato l’istituzione di un forum dedicato ai giovani parallelo al G20 e che venisse riconosciuto ufficialmente. 

Di cosa si occupa lo Y20?
Lo Y20 intende sviluppare idee e proposte che rappresentano le posizioni dei giovani sulle tematiche cardine dell’agenda del G20. Ciò avviene tramite negoziazioni tra giovani delegati, consultazioni con esperti di organizzazioni internazionali, come OCSE e UNICEF, e attraverso il dialogo  con esponenti della Presidenza del G20 di turno. Il tutto viene poi integrato in una serie di raccomandazioni incluse in comunicato finale che viene presentato ai capi di stato e di governo. Young Ambassadors Society, in quanto chair dello Y20 2021, è chiamata quest’anno a partecipare a diversi gruppi di lavoro del G20. L’associazione ha così portato direttamente la voce dei giovani all’interno del processo del G20.

E lo Y20 di quest’anno?
L’agenda dello Y20 2021 si occupa di innovazione, digitalizzazione, azione per il clima, sostenibilità e inclusione. Oltre a corrispondere alle tematiche del G20 (People, Planet, Prosperity), esse sono il risultato di un sondaggio condotto da Young Ambassadors Society a cui hanno partecipato più di 10.000 giovani italiani. Secondo i partecipanti alle consultazioni, tra i temi fondamentali ci sono i cambiamenti climatici e le questioni ambientali (87%), seguiti da disuguaglianze (39%), guerre e terrorismo (39%) e sviluppo dei paesi emergenti (30%). 

Hai menzionato la vostra partecipazione ai lavori del G20, come siete stati coinvolti?
Come chair dello Y20 e grazie alla volontà della Presidenza italiana del G20 di includere molteplici voci all’interno del processo, abbiamo avuto l’occasione di presentare le nostre proposte al’interno di gruppi di lavoro ministeriali e di task force come quelli dedicati all’ambiente, all’istruzione, alla cultura, all’economia digitale, allo sviluppo, alla salute e all’occupazione. Un esempio recente è stato il nostro coinvolgimento nell’incontro con i Ministri G20 del Lavoro e dell’Istruzione, tra cui i ministri Orlando e Bianchi, che si è tenuto a Catania a giugno. In tale occasione abbiamo presentato le nostre proposte per un mondo del lavoro e dell’istruzione più inclusivi e in linea con le necessità dei giovani, con particolare attenzione al tema della transizione scuola-lavoro. Nei prossimi mesi parteciperemo anche ad altri gruppi di lavoro ministeriali come ad esempio l’incontro dei Ministri della Cultura a Roma a fine luglio.

Quale sarà la sfida principale da affrontare?
Stiamo vivendo un momento cruciale di transizione verso un ritorno alla normalità post-pandemia. Per noi giovani questo può essere una sfida, ma anche una grande opportunità. Possiamo diventare il motore della rinascita e contribuire a dare forma a una società più inclusiva ed equa che ponga maggiore attenzione a questioni come la salvaguardia del pianeta, la digitalizzazione, temi molto vicini alla nostra generazione. Per esempio, per quanto riguarda i cambiamenti climatici, l’obiettivo dello Y20 quest’anno è di sviluppare idee innovative a proposte che sottolineino l’importanza di promuovere un’economia circolare e produrre energia pulita.  

Qual è l’obiettivo di Young Ambassadors Society come organizzatore dello Y20 di quest’anno? 
Noi vogliamo riuscire a coinvolgere il maggior numero di giovani, italiani e non, all’interno del processo. Per questo abbiamo deciso di avviare delle consultazioni su base sia nazionale che internazionale attraverso cui altre associazioni giovanili che trattano una o più delle priorità del summit giovanile di quest’anno possano esprimersi e partecipare ai lavori dello Y20. Inoltre, abbiamo lanciato di recente anche un sondaggio e un contest social sulle tematiche del Y20 cosicché i singoli individui possano contribuire al comunicato finale. Riteniamo che queste iniziative contribuiscano a rendere tutti parte del processo e, in un certo senso, a dar forma al proprio futuro. 

Come Young Ambassadors Society quale considerate un obiettivo raggiunto in questi primi 10 anni?
Siamo riusciti a raggiungere il nostro scopo principale, cioè quello di portare la voce dei giovani al tavolo dove vengono prese le decisioni che definiscono il nostro futuro.  Siamo felici di aver instaurato un rapporto costruttivo con le istituzioni sia italiane che internazionali che ci permetterà di continuare ad avanzare le idee e proposte di migliaia di giovani nei prossimi anni. Per questo vorrei ringraziare il ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Ufficio Sherpa della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il supporto che ci hanno dato in questi dieci anni e il team della Young Ambassadors Society che ha lavorato, e continua a farlo, senza sosta.