Green Pass obbligatorioCosì si evitano nuove chiusure e il ritorno al coprifuoco, spiega la ministra Gelmini

«L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire», ha detto Draghi con durezza contro la campagna no vax di Salvini per i giovani. È d’accordo la responsabile degli Affari regionali, che però frena sulle decisioni fai-da-te dei governatori. Mentre Toti propone già il lockdown chi rifiuta la somministrazione

«L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire. Sostanzialmente è così: non ti vaccini, ti ammali e muori. Oppure: non ti vaccini, contagi, lui o lei muore. E poi senza vaccinazione si deve chiudere di nuovo tutto». Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo ha detto con durezza nella conferenza stampa di presentazione del nuovo decreto che introduce il Green Pass obbligatorio dal prossimo 6 agosto sopra i 12 anni. Mentre l’indice di contagio Rt nell’ultimo monitoraggio segna 1,26, contro lo 0,91 della scorsa settimana.

Il passaporto vaccinale non sarà alla francese, ma non si allontana molto da quello di Macron. Draghi ha voluto la certificazione verde con l’obiettivo di aumentare gli immunizzati. E ha stroncato con poche parole lapidarie la campagna no vax di Matteo Salvini sul vaccino non necessario per i giovani.

Mariastella Gelmini, ministra degli Affari regionali di Forza Italia, non la pensa diversamente dal premier. «Penso che dovremmo aver fiducia nella scienza e vaccinarci tutti, compresi i giovani», dice al Corriere. «Forza Italia ha ampiamente espresso la sua linea favorevole ai vaccini e al Green Pass». E al leader della Lega, che ha detto che il certificato verde «toglie diritto alla vita a 30 milioni di italiani», risponde: «No, non è così. Agli oltre 36 milioni di italiani che hanno ricevuto almeno una dose e quindi possono avere già il Green Pass vanno aggiunti i guariti. Se poi consideriamo che ci sono circa 7 milioni di bambini sotto i 12 anni, i numeri si riducono di molto. Il Green Pass serve a scongiurare nuove chiusure, a evitare il coprifuoco, ad aumentare la capienza all’aperto di stadi e impianti sportivi. E grazie al pass i vaccinati aumenteranno».

Dal 6 agosto si dovrà presentare il Green Pass se si vuole andare al ristorante al chiuso e negli altri locali come bar, pub, pasticcerie e gelaterie al chiuso e sedersi al tavolo. Ma non sarà necessario per chi sta all’aperto e per le consumazioni al bancone. I dipendenti dei luoghi di ristorazione invece dovranno averlo e indossare la mascherina. Sarà inoltre obbligatorio per spettacoli aperti al pubblico, musei, istituti e luoghi della cultura, mostre, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi limitatamente alle attività al chiuso, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Su treni e aerei, invece, la decisione è rimandata a un provvedimento successivo.

Ottiene il Green Pass chi ha ricevuto la prima dose di vaccino, ha un certificato di guarigione nei precedenti sei mesi oppure ha effettuato un test molecolare o antigenico o salivare nelle 48 ore precedenti e ha avuto esito negativo. E «i tamponi saranno a prezzo calmierato per i giovani, per chi non può vaccinarsi», spiega Gelmini. «D’altronde la variante Delta imperversa e rischiamo grosso se le persone che ancora non l’hanno fatto non si convincono a vaccinarsi».

La Lega, spiega la ministra, «ha sostenuto la ragionevolezza delle richieste delle regioni, che in buona parte sono state accolte. Al bar, nei servizi alla persona come parrucchieri ed estetisti, sui mezzi di trasporto non c’è bisogno di Green Pass. È un buon punto di mediazione anche quello raggiunto sui parametri. Non possiamo sottovalutare che senza questo decreto ci saremmo trovati con regioni di nuovo in giallo già da lunedì prossimo. E questo sì, in piena stagione turistica, sarebbe stato un problema enorme».

La mediazione individuata sui nuovi parametri prevede che per rimanere in zona bianca «l’incidenza settimanale dei contagi deve essere inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive. Se l’incidenza è superiore a 50 casi, il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 non deve superare il 15% e quello in terapia intensiva il 10%».

Intanto Toti in Liguria ha già detto che vuole il lockdown per chi non si vaccina. «Escludo il fai da te regionale», dice Gelmini. Oggi «sarò in Liguria e incontrerò anche il presidente Toti, il quale ha espresso un concetto sensato. La libertà di ognuno di noi finisce dove iniziano i pericoli per la salute degli altri». Ma sul pass obbligatorio per chi lavora proposto da Confindustria, «il tema per ora non si pone. Abbiamo 36 milioni di italiani che hanno fatto almeno una dose e con il Green Pass incentiveremo ulteriormente le vaccinazioni. Dobbiamo avere fiducia nella scienza e vaccinarci tutti».

Sulla scuola, «spero che tutto il personale scolastico avverta il richiamo della responsabilità e questo non renda necessario l’obbligo di vaccinazione. C’è ancora un po’ di tempo, possiamo e dobbiamo convincerli». Sì anche alla proposta di Maria Elena Boschi che ha scritto al presidente Roberto Fico perché alla Camera si entri col Green Pass e si pubblichino i documenti con l’avvenuta vaccinazione dei parlamentari. E i capigruppo di Forza Italia Occhiuto e Bernini hanno chiesto ai propri deputati e senatori di dotarsi di Green Pass.