Conings e i suoi fratelliLa crescita preoccupante della destra xenofoba in Belgio

Secondo il centro federale belga che valuta e monitora i rischi in campo terroristico ci sono almeno 50 estremisti di destra che potrebbero compiere un attentato. E il web e i social media si stiano dimostrando strumenti utilissimi per fare proselitismo

Wikimedia Commons

Negli ultimi anni, e in particolar modo dopo gli attentati del 2016, il pericolo principale per il Belgio è sempre stato identificato nei possibili attentati di matrice islamista. In un Paese dove per anni il livello di allerta terrorismo è stato molto alto, anche a causa di timori legati alla presenza delle istituzioni europee, e dove l’esercito ha a lungo pattugliato le strade, questo pericolo è sempre stato immaginato come proveniente da elementi radicalizzati dei settori islamisti. 

Alcune novità emergono però dal nuovo report annuale dell’Unità di Coordinamento per l’Analisi delle Minacce (UCAM), il centro federale che valuta e monitora i rischi in campo terroristico e che fa capo ai ministeri della Giustizia e dell’Interno. Il jihadismo, certo, esiste ancora, ma è molto cambiato dal 2016, affidandosi ora solo a cani sciolti piuttosto che a individui legati a organizzazioni terroristiche (come invece avvenne nel 2016). Secondo il rapporto, però, negli ultimi anni è aumentata molto la pericolosità di elementi razzisti e cospirazionisti di estrema destra. 

In particolare, il rapporto ha evidenziato come, a differenza degli islamisti, per gli estremisti di destra il web e i social media si stiano dimostrando strumenti utilissimi per fare proselitismo. I jihadisti non sono certamente inesistenti sul web, ma secondo l’UCAM incontrano più difficoltà a usare internet per diffondere idee e per fare reclutamento anche a causa di un maggiore livello di allerta sul tema, mentre l’estrema destra ha una presenza online più marcata che le permette di avvicinare persone, specie i giovani, con più facilità, anche grazie a meme e materiale virale che possono veicolare contenuto razzista e violento. 

«L’aumento dell’attività degli estremisti di destra su internet, anche nel nostro Paese, mette in evidenza il pericolo rappresentato dall’esistenza di arsenali privati in possesso degli estremisti», si legge nel rapporto. Tre anni fa, nel suo database l’UCAM indicava venti persone come estremisti di destra con potenzialità in senso terroristico; oggi, quel numero ha superato le cinquanta unità. 

Nel rapporto si legge come un evento particolarmente significativo, per l’estremismo di destra in Belgio, sia stato rappresentato dalla morte di Jürgen Conings, il soldato che a maggio aveva rubato diverse armi da un deposito militare a cui aveva accesso e, dopo aver pubblicato sui social alcuni messaggi con argomentazioni ricorrenti nell’estrema destra, era sparito con un messaggio in cui faceva pensare che avrebbe messo in atto un attacco di qualche tipo. Già nei mesi precedenti, Conings aveva minacciato politici e virologi per le restrizioni imposte per via della pandemia, e al momento della scomparsa le autorità ritenevano concreta l’ipotesi che avrebbe cercato di attaccare Marc Van Ranst, famoso virologo belga e consulente del governo. 

Conings si è poi suicidato, e il suo cadavere è stato ritrovato in un bosco circa un mese dopo. Nei giorni della sua fuga, però, circa quarantamila persone gli avevano mostrato vicinanza e supporto in alcune pagine social legate all’estrema destra, arrivando persino a organizzare una manifestazione in sua memoria dopo la sua morte. 

Il caso Conings, in effetti, è un esempio del campo di coltura dell’estremismo di destra: secondo quanto emerge dal rapporto, le teorie cospirazioniste di cui questo si avvale hanno trovato nuova linfa nell’opposizione alle misure restrittive attivate durante la pandemia e nella confusione informativa generata in questo contesto da alcune pagine social, divenendo la principale minaccia per eventuali attentati in Belgio.

Al di là del pericolo terroristico, comunque, l’estrema destra xenofoba è molto cresciuta in Belgio negli ultimi anni. Sul piano elettorale, ad esempio, è cresciuto molto Vlaams Belang, il partito fiammingo separatista e anti-immigrazione i cui militanti, che sono soliti fare il saluto romano durante le proprie manifestazioni e che al Parlamento Europeo siedono nello stesso gruppo della Lega, hanno causato violenti scontri con la polizia nel 2018 a Bruxelles, durante una manifestazione contro le politiche migratorie europee. 

Parallelamente, inoltre, sono aumentati i casi di aggressioni e intimidazioni in tutto il Paese. Oltre a diversi episodi di attacchi a singoli, nel 2019, ad esempio, nella città di Aalst alcuni cittadini di origine straniera hanno trovato nella cassetta delle lettere un messaggio che li informava che «Vlaams Belang è il primo partito ad Aalst e ha preso 41.771» alle ultime elezioni, concludendone che «è chiaro che non siete più benvenuti in Europa. Nessuno vi vuole». Il testo delle lettere conteneva una serie di insulti, e tutte erano intestate con nome e cognome, una circostanza che rivela una certa organizzazione e una chiara intenzione intimidatoria.

Il rapporto UCAM evidenzia come l’aumento del numero di estremisti di destra conosciuti al governo si spieghi anche attraverso una maggiore capacità delle forze dell’ordine di monitorare e mappare i soggetti pericolosi. In effetti, lo stesso Conings era noto all’intelligence belga per esserci radicalizzato; questo, però, non si è tradotto in azioni concrete, come dimostra il fatto che abbia avuto accesso al deposito di armi.

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