L’esodo da KabulStoltenberg ammette che in Afghanistan la Nato ha commesso degli errori

Il segretario generale sul Sole 24 Ore fa il bilancio della missione, ma difende l’Alleanza atlantica: «Siamo riusciti a evitare che il Paese diventasse un porto sicuro del terrorismo». Ora, dice, «tutti vorrebbero più tempo per evacuare più persone possibile». Ma, nonostante la debacle, «pensare che l’Europa si possa difendere senza gli Stati Uniti o la Nato è sbagliato»

(LaPresse)

«La Nato sta svolgendo un ruolo chiave con la presenza di aeroporto di 200 uomini e donne, contribuendo ai rifornimenti in carburante, al controllo dello spazio aereo, alla protezione contro gli incendi. Sul fronte diplomatico, il nostro rappresentante, l’ambasciatore Stefano Pontecorvo, sta coordinando gli sforzi di tutti i Paesi alleati. Martedì abbiamo evacuato 21.600 persone». Lo racconta il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in un’intervista a un gruppo di quotidiani europei, tra cui Il Sole 24 Ore, a meno di due settimane dalla caduta di Kabul nelle mani dei talebani.

«Siamo dinanzi a un dilemma», ammette Stoltenberg. «Tutti vorrebbero più tempo per evacuare più persone possibile. Al tempo stesso, sappiamo che rimanere oltre il 31 agosto senza il consenso tacito della dirigenza talebana provocherebbe un aumento dei rischi di attacchi terroristici».

Ma nello stesso tempo la vicenda afghana sta mettendo in dubbio come non mai la credibilità della Nato. «Ci sarà tempo per capire gli errori commessi, così come i risultati raggiunti», dice. «Dopotutto, abbiamo permesso importanti progressi sociali. Un’organizzazione democratica come la Nato deve essere umile e saper analizzare le sfide affrontate e gli errori commessi. L’Alleanza Atlantica deve sapersi criticare. Ciò detto, potevamo aspettarci di più dopo 20 anni di investimenti nelle forze armate afghane. Ho incontrato soldati coraggiosi e professionali. Scopriamo però che non erano pagati, riforniti di acqua o munizioni. L’assenza di leadership, politica e militare, ha comportato la disfatta dell’esercito afghano».

Stoltenberg però difende l’Alleanza. «Il nostro obiettivo era di lottare contro il terrorismo», ribadisce. «Ripeto: siamo riusciti a evitare che il Paese diventasse un porto sicuro del terrorismo. Una lezione da imparare è che usare la forza militare è sempre una lezione molto difficile e seria. Non è ovvio quando funzionerà o quando i risultati non saranno quelli sperati. Ciò detto, la Nato deve essere pronta e capace di utilizzare la forza nuovamente, se necessario. Non avremmo potuto sconfiggere il Califfato in Iraq o in Siria senza la forza militare. Insomma, talvolta dobbiamo usare la forza militare ben sapendo che non sempre risolve tutti i problemi».

Ora, quella a cui stiamo assistendo «è una tragedia per il popolo afghano», commenta il segretario generale. «Ed è terribile che i progressi sociali raggiunti in questi anni siano oggi in pericolo. Al tempo stessi credo sia importante capire che la Nato resta un’alleanza molto forte. Abbiamo agito nel 2001 invocando l’articolo 5 del Trattato Atlantico non per proteggere l’Afghanistan, ma per proteggere gli Stati Uniti. Volevamo evitare nuovi attacchi terroristici contro gli Usa e altri Paesi Nato. Negli ultimi vent’anni abbiamo potuto evitare che l’Afghanistan diventasse un porto sicuro del terrorismo internazionale. Indipendentemente da ciò che accadrà nel Paese, il Nord America e l’Europa devono rimanere uniti perché stiamo affrontando un cambio negli equilibri di potere a livello globale sulla scia di una Russia più aggressiva e dell’ascesa della Cina. La scelta di lasciare l’Afghanistan è stata difficile, ma non altera l’impegno degli alleati a difendersi reciprocamente, non cambia la necessità di Nord America ed Europa di rimanere uniti».

Ma «pensare che l’Europa si possa difendere senza gli Stati Uniti o la Nato è sbagliato. L’Unione europea non sarà mai in grado di difendere l’Europa. In parte per motivi finanziari: l’80% della spesa militare della Nato giunge da Paesi membri non Ue. In parte per motivi geografici: la Norvegia a Nord, la Turchia a Sud, il Canada, gli Stati Uniti e il Regno Unito a Ovest contribuiscono alla difesa dell’Europa. Abbiamo quindi bisogno di un legame transatlantico per una credibile difesa dell’Europa. Aggiungo poi che qualsiasi tentativo di indebolire il legame transatlantico non solo indebolirebbe la Nato, ma dividerebbe anche la stessa Europa».