Il governo è prontoGreen Pass e sanzioni per i dipendenti pubblici

Giovedì in consiglio dei ministri arriva un nuovo decreto, che estende il certificato verde obbligatorio agli statali. Ma non è esclusa l’ipotesi di un decreto unico che riguardi anche le aziende private. Giorgetti si dice d’accordo. Il presidente degli industriali veneti chiede a Salvini di smetterla di rincorrere i No Vax

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il governo accelera sull’obbligo di Green Pass per il lavoro pubblico e privato. Giovedì 16 settembre in consiglio dei ministri arriva un nuovo decreto, che estende il certificato verde ai dipendenti della pubblica amministrazione. Incluse anche, probabilmente, le società partecipate dallo Stato. Ma già si parla di un ulteriore allargamento alle aziende private. E non sarebbe esclusa neanche l’ipotesi di un provvedimento unico.

Le sanzioni per i lavoratori pubblici che non si adegueranno saranno «molto severe», scrive il Corriere. Sia di carattere pecuniario che amministrativo: si parla di multe dai 400 ai 1.000 euro e della sospensione dello stipendio.

Dopo la frenata della settimana scorsa, insomma, innescata anche dalla contrarietà di (una parte) della Lega, ora il governo allunga il passo. Si parte dagli statali, ma non è escluso che si riesca a chiudere questa settimana anche sul settore privato, arrivando a estendere il passaporto a tutto il mondo del lavoro. Il che vorrebbe dire un decreto unico.

«Estendere il Green Pass a tutti i lavoratori è un’ipotesi in discussione», dice il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. «L’esigenza delle aziende è di avere la sicurezza per chi opera nei reparti». In linea con i governatori leghisti del Nord, il ministro leghista pensa che «si andrà verso un’estensione senza discriminare nessuno». E anche il presidente degli industriali del Veneto, Enrico Carraro, su Repubblica invita Salvini a dare retta ai suoi governatori, smettendo di rincorrere i voti di No Vax e No Pass. «Estenderei subito l’obbligo a tutto il mondo del lavoro. Non capisco la differenza tra amministrazione pubblica e imprese private. È l’intero Paese ad avere il diritto di essere messo in sicurezza», dice.

Anche perché l’autunno è alle porte, bisogna spingere sui vaccini e aumentare il più possibile il numero degli italiani immunizzati. «La soglia del 90% va raggiunta entro quattro settimane e mezzo, prima che il ritorno del freddo faccia aumentare la circolazione del virus e delle varianti», spiegano gli scienziati citati dal Corriere. «Altrimenti la lotta al Covid diventerà una rincorsa difficilissima». A Palazzo Chigi si lavora «alacremente», perché la materia è delicata e Draghi vuole scrivere un provvedimento «ben fatto» e inattaccabile sotto il profilo giuridico, che potrebbe entrare in vigore tra il 10 e il 15 ottobre: questo per dare il tempo di vaccinarsi anche a chi non ha ancora fatto la prima dose.

Per consentire che l’85% dei lavoratori della pubblica amministrazione possa tornare in presenza, come vorrebbe Brunetta, bisogna prima rendere obbligatorio il Green Pass. Il problema che Palazzo Chigi sta incontrando è definire il perimetro. L’idea è estendere il certificato obbligatorio ai magistrati e a chi lavora nei tribunali, ma non ai protagonisti dei processi, come imputati e testimoni. Per gli organi costituzionali invece dovrebbe esserci una norma che rinvii alla loro autonomia.

Ma se il capitolo dei lavoratori pubblici è pronto, sul privato «ci sono approfondimenti in corso». Palazzo Chigi aspetta una proposta dal ministero del Lavoro, che da settimane tratta con Confindustria e sindacati. Se tutti i nodi saranno sciolti entro giovedì, si farà un provvedimento unico: un super green pass, che porterebbe l’Italia a un passo dall’obbligo vaccinale. Altrimenti Draghi procederà per step. In questo caso, anche il Green Pass per i settori al chiuso dove il certificato viene già richiesto ai clienti (ristoranti, palestre, cinema, teatri, treni, aerei, navi) verrebbe affrontato nel decreto ad hoc sul mondo del lavoro privato. Un’altra ipotesi è che venga inserita nel decreto sulla pubblica amministrazione una previsione di legge in cui sia scritto che «tutti i lavoratori del settore privato devono avere il Green Pass».

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