Green Pass per lavorareDopo il settore pubblico, sarà obbligatorio anche nelle aziende

Trattativa finale per il decreto che sarà discusso giovedì in consiglio dei ministri. L’obbligo esteso non solo agli statali. I tecnici di Palazzo Chigi lavorano agli ultimi nodi normativi. Salvini prova a resistere, ma i suoi ministri sono pronti a dare l’ok a Draghi

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Dal punto di vista normativo, il provvedimento presenta ancora diversi punti da chiarire. Ma sul fronte politico, le trattative sul decreto che porterà alla estensione del Green Pass obbligatorio al mondo del lavoro proseguono serrate. E il presidente del Consiglio Mario Draghi punta al via libera entro la settimana. Anche se la riunione non è ancora convocata – come ricorda il Corriere – nell’agenda dei ministri domani sono previste cabina di regia e consiglio dei ministri.

L’obiettivo del governo è allargare al massimo il certificato verde. Per farlo, si studia un decreto che introduca il pass per la pubblica amministrazione, ma anche per l’intero settore privato. Con l’obbligo che scatterebbe a metà ottobre. L’idea – scrive Repubblica – è fissare un principio generale valido per tutti i lavoratori, mentre su controlli e sanzioni l’applicazione sarà diversificata. Nelle aziende, sarà demandata alla concertazione tra datore di lavoro e sindacati.

La Lega sul tema rimane divisa. «Io non ho ancora visto nessun documento», ha ripetuto ieri Matteo Salvini. «Prima di dire se sono d’accordo o non sono d’accordo voglio capire di cosa si sta parlando». Mentre dall’altra parte restano il sì del ministro Giancarlo Giorgetti e il pressing dei governatori leghisti.

«Noi chiediamo milioni di tamponi salivari gratuiti o a basso prezzo per altrettante famiglie in difficoltà», alza la posta Salvini. Ma al ministero della Salute dicono già di no, perché disincentiverebbe la campagna vaccinale. Più probabile invece l’introduzione di prezzi calmierati, come si è fatto per gli under 18.

Salvini è pronto a dare battaglia già oggi in Senato, dove si vota la conversione del primo decreto Green Pass, sul quale incombono 103 emendamenti, nessuno però firmato dalla Lega. Ma salvo colpi di scena, la squadra dei ministri leghisti darà il via libera al decreto in consiglio dei ministri.

A Palazzo Chigi, intanto, si starebbe lavorando su due schemi alternativi. Il primo, più contenuto, prevede il pass per la pubblica amministrazione e le sole attività private in cui già vige l’obbligo della carta verde per i clienti. Quindi ristoranti e bar, palestre e piscine, treni e aerei, fiere e stadi. Il secondo, invece, immagina di affiancare all’obbligo per gli statali anche quello per tutte le aziende. Opzione che sembra prevalere. Anche perché evita una doppia frizione con Salvini e risolve da subito il problema dei lavoratori delle aziende partecipate, che non sono giuridicamente assimilabili ai dipendenti pubblici. Perciò il decreto unico è considerata la strada migliore.

L’obbligo per gli statali dovrebbe entrare in vigore da lunedì 18 ottobre, in modo da dare a tutti il tempo di vaccinarsi e far passare i 15 giorni dalla prima dose per ottenere il Green Pass. Chi non ottempera all’obbligo di esibire il certificato verde, non potrà accedere al lavoro e la sua assenza sarà considerata ingiustificata. Al quinto giorno scatta l’aspettativa, con la relativa sospensione dello stipendio. Previste anche multe da 400 a 1.000 euro. E il controllo sarà affidato a un’app simile a quella messa a punto per la scuola.

Per il settore privato ancora si sta lavorando. In ogni caso l’obbligo dovrebbe partire una settimana dopo, il 25 ottobre. I controlli sarebbero affidati ai vari responsabili di reparto e varrebbero le stesse regole del pubblico.

Gli uffici legislativi di Palazzo Chigi e dei ministeri interessati stanno lavorando per sciogliere gli ultimi i nodi. Alcuni sono comunque delicati: come comportarsi con gli eletti che entrano in un ufficio comunale in cui è richiesto il Green Pass ai lavoratori? Oppure: chi paga i tamponi nel settore privato a chi non intende vaccinarsi? E ancora: come controllare autonomi e professionisti?

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