Investire nelle ideePerché a Milano serve un fondo per le startup

In cinque anni le imprese innovative sono più che triplicate: la nuova amministrazione cittadina dovrà creare un sistema di risorse finanziarie in modo da sostenere le intuizioni più promettenti per la città

Gabor Molnar/Unsplash

Da 728 a 2300. In cinque anni le startup a Milano sono più che triplicate. Un crescita record a livello nazionale, che non si è fermata nemmeno durante la pandemia. Se questo “allevamento di idee” funziona così bene a Milano lo si deve, in termini strutturali, all‘impegno strutturato da parte dei principali poli universitari dediti a tecnologia ed economia, ovvero Politecnico e Università Bocconi. Entrambi hanno incardinato ormai stabilmente nelle loro attività di formazione incubatori di startup evolutissimi, che offrono non semplicemente la messa in rete della conoscenze e dei progetti, ma un accompagnamento allo sviluppo, dall‘idea originaria fino alla prospettiva imprenditoriale.

In effetti troppo spesso si parla di incubatori solo per definire delle situazioni logistiche, o poco più. Eppure non è mica un coworking che fa la startup. E questo le università milanesi l‘hanno capito.

Tutto bene, quindi? Non proprio. Perché il mercato della startup assorbe prevalentemente energie giovanili che cercano di capitalizzare le proprie conoscenze e intuizioni per arrivare a uno sbocco d‘impresa. Oggi, però, a Milano si deve fare i conti con un effetto drammatico della pandemia sulla disoccupazione giovanile, salita in un solo anno dal 18% al 22%. E sarebbe sciocco sminuire questo dato, anche perché vi sono chiari indicatori di effetti anche sulle scelte universitarie, come il recente boom di iscrizioni a medicina: se da un lato può avere influito l‘impegno nella sanità, dall‘altro è certamente l‘istintiva considerazione verso una professione tornata a essere considerata “sicura”, perché nuovamente percepita come necessaria.

Un panorama nel quale la formula delle startup acquista ancora più rilevanza, in quanto tentativo di investimento nelle proprie idee, ma diventa ancora più coraggiosa. Ecco allora che Milano deve concentrarsi sull‘aspetto dell‘apporto finanziario. Le idee vanno sostenute economicamente, e rese robuste fino a poter davvero diventare imprese.

La nuova amministrazione cittadina avrà la possibilità di farsi promotrice e coordinatrice di un sistema di risorse finanziarie locali, magari organizzate in un vero e proprio fondo di investimento che sostenga le startup con attività di più immediata ricaduta sulla città.

Le risorse in arrivo lo potrebbero consentire, ma gli attori della finanza milanese da coinvolgere non mancano. Serve un fondo Start Up Milano, con un apposito assessorato a far da riferimento nelle istituzioni. E anche una nuova formula al posto delle troppo vaghe «attività produttive», più mirata e concentrata sulla visione futura e sulle competenze giovanili. È così che le idee diventano realtà.

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