Il Viminale pensa alle zone rosseL’appello di Enrico Letta a Draghi per sciogliere Forza Nuova con un decreto

Il segretario chiede «a tutti i partiti» di votare la mozione del Pd: «Non abbiamo intenzione di trasformare questo atto parlamentare in un atto di parte, non lo facciano nemmeno gli altri». E, in vista del fine settimana di cortei contro l’introduzione del Green Pass, la ministra Lamorgese prevede di limitare la concessione delle autorizzazioni, blindando le istituzioni

(LaPresse)

Dopo la visita di Mario Draghi alla sede della Cgil devastata dai manifestanti neo-fascisti e no Green Pass, il segretario del Partito democratico Enrico Letta sulla Stampa chiede al governo di «sciogliere Forza Nuova» e «unità in Parlamento per sostenere il governo in questa decisione». Nonostante i no dal centrodestra, Letta auspica sia unitaria anche la manifestazione indetta dalla Cgil per sabato prossimo: «Nessuno la interpreta in chiave elettorale, sull’antifascismo non devono esserci divisioni politiche», dice.

Draghi sta valutando se possano esserci gli estremi per l’applicazione del comma 2 dell’articolo 3 della legge Scelba per sciogliere Forza Nuova con un decreto legge, anche senza la sentenza della magistratura. La norma prevede che ricorrano ragioni di necessità e urgenza e che il movimento politico oggetto dello scioglimento persegua finalità «antidemocratiche proprie del partito fascista» attraverso azioni violente.

Le mozioni per sciogliere Forza Nuova
«Mi ha colpito molto il dibattito che è seguito ai fatti di sabato scorso, pieno di nodi non sciolti: il fatto che ancora oggi ci sia chi dice no alla violenza squadrista ma no anche a qualcos’altro, come se serva sempre aggiungere un altro concetto, per compensare. Vuol dire che un certo schema non è superato e questo mi suscita angoscia e tristezza», dice Letta.

E su Giorgia Meloni che ha addirittura detto di non conoscere la matrice delle violenze, Letta risponde: «Una frase infelice, un gravissimo errore, che riporta indietro le lancette dell’orologio, anche rispetto a un percorso che stava cercando di fare. La matrice è chiarissima, questo è squadrismo fascista e il fatto di non riuscire a condannarlo e punto, senza tentennamenti, mi fa pensare. E aggiungo che questo non c’entra nulla con il Green Pass o con il malessere sociale, proprio nulla».

Vale per Meloni, ma anche per Salvini. «Vuol dire che esiste un legame con una parte di elettorato che non considera il fascismo come il male assoluto», dice il segretario Dem. «Non riesco a vederla in modo diverso. Ma per Meloni posso capire, c’è un legame diretto, c’è la fiamma nel loro simbolo, per la Lega no: ai tempi di Bossi tutto si poteva dire tranne che avessero connivenze di questo tipo. Mi chiedo francamente a cosa serva a Salvini questo tipo di atteggiamento».

Il Pd intanto ha presentato al Senato, a prima firma Malpezzi-Parrini, una mozione in cui chiede al governo di sciogliere l’organizzazione. Un’altra mozione simile è stata presentata in Senato da Nencini (Psi) e Faraone (Iv), e dal gruppo LeU – Misto. I Cinque Stelle hanno comunicato la sottoscrizione, mentre il centrodestra ha negato il suo appoggio.

Ora però, dice Letta, «penso che noi dobbiamo fare di tutto per evitare di dividerci dentro il Parlamento, dobbiamo essere inclusivi, siano gli altri a decidere se staccarsi: trasformare questa vicenda in una questione destra-sinistra sarebbe un errore. È evidente che, dopo il gesto criminoso compiuto dai capi di Forza Nuova, quell’organizzazione è fuori legge: quello che è successo è inequivocabile e deve portare allo scioglimento».

Letta lancia un appello «a tutti i partiti» a votare la mozione che il Pd ha presentato in Parlamento. «Non abbiamo intenzione di trasformare questo atto parlamentare in un atto di parte, non lo facciano nemmeno gli altri. Non vogliamo essere solo noi i guardiani della Costituzione. Ma, se ci costringeranno, lo saremo».

E il governo potrebbe procedere subito allo scioglimento con un decreto. «Sì, è quella la strada da seguire e chiediamo al presidente Draghi di farlo», dice Letta. «Ma noi abbiamo presentato questa mozione perché penso sia importante per il governo avere un ampio sostegno parlamentare rispetto a questa decisione. Deve esserci e sarebbe incomprensibile se non ci fosse».

Letta fa il paragone con le destre degli altri Paesi europei: «Prendiamo la Francia e la Spagna, dove l’estrema destra esiste e ha dei voti. A Parigi nessuno della destra repubblicana, che ha governato per 50 anni, si sognerebbe mai di fare alleanze con Le Pen o Zemmour. Stessa cosa in Spagna con Vox, al cui congresso era ospite Meloni: nessuno pensa possa essere forza di governo. Il mio timore, che è uno dei motivi che mi hanno spinto a tornare a marzo, è che il nostro Paese abbia a destra un modello come quello ungherese e polacco, con cui Salvini e Meloni non nascondono la relazione politica. Io lo considero la cosa peggiore che c’è oggi in Europa».

Letta annuncia che sabato sarà in piazza con la Cgil. «Nessuno di noi interpreta la manifestazione in chiave elettorale», dice. «Chi dice questo di fatto assume che la divisione tra fascisti e antifascisti sia presente anche tra le attuali forze politiche, mentre l’antifascismo dovrebbe unirci tutti». E aggiunge: «È scontato che siamo contro tutti gli estremismi, ma qui è stato attaccato un sindacato dai fascisti, quindi bisogna condannare e prendere un’iniziativa su questo».

Resta però un fatto: in piazza del Popolo a Roma c’erano tante persone che manifestavano contro il Green Pass obbligatorio dal 15 ottobre. «Quella piazza esiste ed esistono minoranze, di questo si tratta», dice Letta. «A mio avviso, bisogna avere atteggiamenti inclusivi, di tolleranza nei confronti di coloro che faticano a stare dentro questo quadro di regole. Nei primi giorni dopo il 15 ottobre la parola chiave deve essere buon senso». Ma «credo sia importante applicare queste regole con un atteggiamento di buon senso e spiegarle bene. Sta al governo diramare nei prossimi giorni tutte le circolari applicative, le domande/risposte, ma soprattutto evitare di imporre le norme in modo troppo formalistico».

E se non dovesse funzionare, l’obbligo vaccinale resta «l’extrema ratio, io sono ancora per dare una chance. Poi, se nelle prossime settimane le cose continueranno a essere complesse, con un impatto pesante dal punto di vista dell’ordine pubblico e della ripresa economica, non credo possiamo pagare un prezzo elevato per una cattiva gestione di questa ripartenza».

Tornano le zone rosse 
Ma Letta parla anche di una «evidente» carenza nella gestione dell’ordine pubblico, sabato scorso a Roma. E dal Viminale si starebbero prendendo provvedimenti. Secondo quanto scrive il Corriere, la ministra Luciana Lamorgese ha chiesto una relazione su quanto accaduto nell’attività di prevenzione delle forze dell’ordine e dell’intelligence, in vista del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza convocato per domattina al Viminale.

La tensione è «altissima», scrive il quotidiano. Nel fine settimana sono state annunciate diverse proteste, a partire da venerdì quando entrerà in vigore l’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori. Le questure di mezza Italia stanno ricevendo richieste di autorizzazione per manifestazioni e cortei. E la riunione con i vertici di polizia, carabinieri, guardia di finanza e 007 servirà proprio a rivedere la strategia per la gestione della piazza.

La linea di intervento è stata tracciata dal presidente del Consiglio Mario Draghi d’intesa con Lamorgese e prevede di limitare al massimo la concessione delle autorizzazioni a manifestare, impedendo i cortei e lasciando soltanto la possibilità di sit in organizzati in luoghi distanti dalle sedi istituzionali che dovranno essere protette con presidi fissi e blindati come appunto nelle «zone rosse».

Tra venti giorni inoltre Roma ospiterà il G20, evento internazionale con i capi di Stato e di governo che arriveranno nella capitale con centinaia di persone al seguito. È l’appuntamento più atteso ma anche più temuto dagli apparati di sicurezza perché l’attenzione del mondo sarà concentrata sull’Italia e le frange estreme della protesta mirano a prendersi la scena. Intorno alla Nuvola — luogo che ospiterà il summit — sarà istituita una «zona rossa», ma uno spiegamento di forze dovrà essere predisposto anche a protezione di tutti gli altri obiettivi sensibili, dei percorsi riservati ai leader e alle loro consorti, ai luoghi dove saranno organizzate le cene e gli incontri di gala.

L’attività di prevenzione sarà decisiva per evitare che la città sia messa a ferro e fuoco dai gruppi di estremisti che già minacciano di arrivare per «assaltare e sfasciare», come annunciano da giorni sui profili social e nelle chat. Ma la pianificazione dovrà comunque fare i conti con i vuoti in organico. Le ultime stime sui dipendenti pubblici parlano del 10% di lavoratori che non ha il green pass. Soltanto a Roma si calcola che potrebbero essere circa 600 i poliziotti che non hanno la certificazione verde e dovrebbero rimanere a casa.