Confusione mainstreamNon c’è pensiero unico su cosa sia il pensiero unico

Da Pippo Franco a Matteo Salvini fino a Papa Francesco, sono in molti a dire di sapere cosa sia questa pericolosa dittatura culturale che impone alle persone cosa pensare. Alcuni la definiscono neoliberista, altri statalista, altri ancora antifascista

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«Che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa». Quel che 290 anni fa Metastasio diceva della fede degli amanti e dell’araba fenice, potremmo ora applicarlo al pensiero unico.

Chi vi sia, ciascun lo dice. È una specie di pensiero unico, che vi sia un pensiero unico: malvagio, per di più. Quale sia, è vero, in molti dicono di saperlo. Però qua il pensiero unico sul pensiero unico viene meno, perché per ognuno è qualcosa di diverso.

Attingiamo, rigorosamente a casaccio, dai media degli ultimi giorni. «Il pensiero unico c’è ed è quello del neoliberismo», scrive ad esempio il 18 ottobre sul Fatto nientemeno che il Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena.

Secondo lui, «la propaganda neoliberista ha talmente offuscato le menti degli italiani da impedire non la manifestazione del pensiero, ma la stessa formazione di questo, rendendo inutile addirittura l’articolo 21 della Costituzione per mancanza del suo presupposto, cioè della pluralità di pensiero».

Si potrebbe obiettare che semmai insistere a usare il termine «neoliberismo» invece del corretto «liberismo» italiano, solo per stare dietro al calco di uno spagnolo «neoliberalismo», da noi arrivato attraverso ambienti terzomondisti, potrebbe essere considerato indice di pigrizia mentale.

Ma tant’è. Il fatto è che, secondo il ragionamento di Maddalena, manifestazione di «pensiero unico» sarebbero le proteste dei No Vax! Sì, proprio quelli secondo i quali invece sono Green Pass e vaccini l’imposizione di una «dittatura sanitaria», manifestazione di un «pensiero unico» Big Pharma che, anzi, in alcune interpretazioni sarebbe esso stesso frutto del «neoliberismo».

«Ciò è avvenuto al porto di Trieste, dove si manifestava, con poco approfondimento della realtà economico-sociale del momento, contro il Green Pass e dove sono arrivati in massa i No Vax, i No Green Pass, alcuni soggetti ammalati di protagonismo che vogliono sfruttare la situazione per emergere politicamente, nonché infiltrati di destra e di sinistra», continua Maddalena.

Dunque, secondo lui, «nel difetto di un pensiero chiaro e plurimo può avvenire di tutto, e a Trieste, una manifestazione dalle non chiare finalità, ha richiesto lo sgombero dei manifestanti medianti gli idranti della polizia. E così tutto è tornato come prima».

Per Maddalena i No Vax sono «pensiero unico» perché sono No Vax. Per i No Vax Maddalena è «pensiero unico» perché Pro Vax. Ma cosa c’entrano i No Vax con il «neoliberismo»? 

Secondo Maddalena, «fatto gravissimo è che i politici, alla pari dei manifestanti, dimostrano di aver perso il discernimento e di essere vittime anch’essi, sia quelli della maggioranza che quelli dell’opposizione, di soggiacere alla pesantissima incombenza del pensiero unico dominante. È bene chiarire che tale pensiero ha occupato totalmente il settore dell’economia e si poggia sulla teoria neoliberista, che vuole (e lo sta facendo) trasferire le fonti di produzione di ricchezza nazionale dalla proprietà pubblica del popolo nelle mani di pochi speculatori, che devono agire in concorrenza tra loro, mentre viene vietato l’intervento dello Stato-Comunità, cioè del popolo, nell’economia. Insomma obiettivo del neoliberismo è l’eliminazione del popolo, il crollo dello Stato-Comunità, la distruzione del senso di solidarietà fra i cittadini, in modo che ci siano soltanto singoli produttori e singoli consumatori».

Da quel che si capisce, i No Vax sono «pensiero unico» perché protestano contro vaccini e Green Pass, piuttosto che contro le scelte «neoliberiste». «Mentre si protesta contro il Green Pass, ai lavoratori di un’azienda strategica quale la Whirlpool di Napoli vengono confermati i licenziamenti. La stessa sorte è avvenuta per i dipendenti di Alitalia».

Ma, appunto, Alitalia è a sua volta un simbolo anche per coloro secondo i quali il «pensiero unico» è piuttosto quello di uno statalismo e assistenzialismo per il quale anche dopo l’ennesima morte e trasfigurazione si continua a spendere per una compagnia di Stato.

«Alitalia è viva e spreca intorno a noi» è ad esempio il saluto dell’Aduc. «Alitalia, ma quanto mi costi!», è quello di Ulisse online. «Per 75 anni ha portato l’Italia nel mondo (ed è costata allo Stato 13 miliardi)», quello del Messaggero. «L’ossessione della politica italiana per l’era della compagnia troppo piccola per essere grande, e troppo cara per essere low cost, è costata 13 miliardi di euro allo Stato», ricorda anche l’Istituto Bruno Leoni proprio su Linkiesta.

Peraltro, Maddalena parla di «pensiero unico neoliberista» proprio nel momento in cui Biden e l’Unione Europea stanno stanziando somme in quantità per un massiccio intervento pubblico di risposta alla pandemia che si configura davvero come un ritorno al New Deal di Roosevelt.

Giusto un paio di anni fa, però, era stato il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador a uscirsene che sarebbero «colpa del neoliberalismo» pure i femminicidi.

Né mancano una quantità, di analisi secondo le quali è colpa del «neoliberismo»«neoliberalismo» pure il Covid: manco non fosse stato scatenato dalla mancanza di trasparenza di un regime comunista, ancorché “di mercato”!

Comunque secondo Andrea Bernaudo, candidato sindaco che per i Liberisti Italiani ha preso a Roma 1.046 voti, «noi liberisti in Italia ci sentiamo degli eretici rispetto al pensiero unico dominante statalista, socialista, corporativo e contro le libertà economiche». Ma, appunto, a riprova che poi per ognuno il «pensiero unico» è cosa diversa, sul Giornale Marco Gervasoni appioppa il termine alla fissazione dell’antifascismo

O meglio, in realtà non è che la locuzione appare nell’articolo: una requisitoria contro «l’uso politico della storia, cioè propaganda, clava mediatica usata contro il centrodestra dal mainstream, che è quasi totalmente di sinistra», che magari potrebbe anche essere condivisibile, se si aggiungesse che spesso chi si lamenta per l’abuso dell’antifascismo nelle campagne elettorali finisce per dare del comunista in modo altrettanto isterico.

Però, appunto, ha pensato di ricorrere al termine il titolista. E probabilmente «mainstream» è davvero quello il modo migliore per tradurlo. «Il mainstream del pensiero unico» dice infatti direttamente qualcun altro. Chi? Il comunista Marco Rizzo, secondo cui questo «pensiero unico controlla l’Europa Unita».

Dunque, il «pensiero unico» oltre che neoliberista, statalista e antifascista può essere anche anticomunista. «Viviamo periodo cupo con pensiero unico», osserva anche Salvini. Stando anche il suo partito in un governo di larghissime intese, va letto come autocritica?

«In Europa la presenza di Dio è annacquata dal pensiero unico», dice pure Papa Francesco. «L’Uaar si distingue dalla maggior parte delle religioni anche perché non aspira a “omogeneizzare” il pensiero dei suoi aderenti. Anzi, è contraria a ogni forma di pensiero unico, in qualsiasi campo lo si voglia imporre» gli risponde l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionali.

«Vi svelo il pensiero unico della sinistra» è stata pure una chiave della campagna elettorale con cui Pippo Franco ha preso 32 voti. E, sempre pescando a caso, troviamo un duro attacco alla «economia capitalista, pensiero unico oggi dominante» da parte, non di un Centro Sociale, ma di Radio Radio: quella da cui veniva il candidato del centro-destra romano Enrico Michetti.

Su cui ancora ferve il dibattito: perché ha perso? Già. Perché?