I ponti che servonoDalla università all’azienda, ecco come Garanzia Giovani può funzionare davvero

«Sono riuscita finalmente a uscire da quel momento di spaesamento tipico di chi passa dalla fase di studio a quella del lavoro», racconta Nicoletta, che ha avuto l’opportunità di svolgere uno stage attraverso il programma europeo per gli under 29, grazie a un percorso di politiche attive avviato dall’agenzia IG Samsic HR

(Unsplash)

Il passaggio dall’università al mondo del lavoro è un problema per tanti ragazzi e ragazze. Per aiutarli in questa fase di transizione, è stato da poco rifinanziato il programma Garanzia Giovani, iniziativa europea rivolta agli under 29, sorta per rispondere alla necessità di fronteggiare sia le difficoltà di inserimento lavorativo sia la disoccupazione giovanile. 
I finanziamenti sono destinati in particolare ai Paesi con un tasso di giovani senza lavoro superiore al 25 per cento, e l’Italia è uno di questi.

A fine maggio 2021, secondo il monitoraggio di Anpal, erano 1.683.399 i Neet italiani registrati dal programma Garanzia Giovani, un numero superiore di 9.592 unità rispetto al mese di aprile. Tra questi, sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego 1.347.608 giovani. E il 61,9 per cento dei Neet presi in carico è stato avviato a un intervento di politica attiva, in prevalenza tirocini extracurriculari (56 per cento dei casi), incentivi occupazionali (21,2 per cento) e formazione (il 17,5 per cento).

È quello che è successo a Nicoletta Volontè, stagista, che ha avuto l’opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro attraverso il programma Garanzia Giovani grazie a un percorso di politiche attive avviato dall’agenzia IG Samsic HR.

«L’azienda mi ha aiutata tantissimo e, grazie al percorso di Garanzia Giovani, sono riuscita finalmente a uscire da quella fase di spaesamento tipica di chi passa dalla fase di studio a quella del lavoro», racconta Nicoletta, che ha alle spalle una laurea triennale in Lettere e una magistrale in Marketing e comunicazione.

«Alla fine degli studi mi sentivo infatti un po’ persa, proprio in virtù di questa doppia laurea così diversa. Di sicuro mi era chiaro il settore dove avrei voluto lavorare ma, a un certo punto, ti chiedi giustamente se mandare in giro il curriculum sperando di essere richiamata sia la mossa giusta», dice.

Una misura come Garanzia Giovani è stata la soluzione per Nicoletta e altri suoi coetanei. In primis, perché ha permesso di favorire l’occupabilità in una fascia certamente particolare come quella degli under 30, che spesso vive la mancanza di lavoro con un pizzico di pessimismo. Nel 2020 i giovani italiani che non studiano né lavorano (Neet) nella fascia tra i 15 e i 24 anni hanno raggiunto il 20,7 per cento, un dato che pone il nostro Paese al primo posto in Europa.

«Grazie al percorso fatto con Garanzia Giovani sono riuscita a comprendere quali obiettivi professionali pormi, quali sono i miei punti di forza e di debolezza e come spendermi sul mercato del lavoro», racconta Nicoletta. «Il passaggio tra l’ambito scolastico-universitario, fase in cui ci si pone in maniera proattiva immaginando che basti lo studio per riuscire nell’ambito, e quello lavorativo, in cui non basta studiare e serve spesso qualcosa di più per riuscire a trovare il proprio posto, non sempre è agevole».

Grazie a un percorso di politiche attive di Garanzia Giovani attivato da IG Samsic HR, Nicoletta è riuscita così a trovare lavoro. «È stata una grandissima soddisfazione. La prima fase di tirocinio mi ha aiutato molto in questo passaggio: spesso non sai se fai la cosa giusta e quindi questo è stato un momento di crescita importante a livello sia personale sia professionale. È un momento importante, perché provare lavori diversi ed esperienze diverse permette di confrontarti con approcci radicalmente differenti. Una cosa così all’università te la sogni, perché lì la visione è più teorica e priva di concretezza», dice la giovane.

Il bilancio, perciò, è più che positivo. «L’esperienza del tirocinio mi ha permesso di imparare e di valorizzare le mie competenze. Il processo di monitoraggio continua ad andare comunque avanti: infatti ho ancora la possibilità di confrontarmi con il mio tutor che controlla lo svolgimento del mio stage in azienda. Un follow up che continuerà anche nei prossimi mesi». E il meglio probabilmente deve ancora venire.

A oggi, sugli oltre 700mila giovani che hanno concluso l’intervento con Garanzia Giovani, si contano più di 459mila occupati, con un tasso di inserimento lavorativo del 62,8 per cento. E oltre la metà dei nuovi rapporti di lavoro è a tempo indeterminato (53,6 per cento).

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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