Convivere col virusRicciardi propone un super Green Pass per andare al cinema e allo stadio

I tamponi antigenici sono il tallone d’Achille del pass. «È arrivato il momento di introdurre una versione rafforzata, una super certificazione verde», dice al Foglio il consulente di Speranza. Nei luoghi dove c’è un afflusso di massa «si può prevedere l’ingresso solo per chi ha completato il ciclo vaccinale. In Austria e in Germania ci sono già arrivati e credo che ci arriveremo anche noi»

Walter Ricciardi, mmagine tratta da Youtube

«Il Green Pass così com’è ha delle forti vulnerabilità. È arrivato il momento di introdurne una versione rafforzata, una super certificazione verde. Perché siamo in una condizione migliore degli altri Paesi europei, ma non dobbiamo commettere l’errore di pensare che la pandemia sia acqua passata».

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, al Foglio dice che bisogna prepararsi a dovere per fronteggiare un inverno che altrove spaventa già.

«Tutto parte dalla comprensione che questa quarta ondata è causata da un virus completamente diverso, molto più contagioso e anche un po’ più letale», premette. «Se non si capisce che siamo di fronte a una battaglia completamente diversa, corriamo il rischio che hanno corso altri governi. Come la Danimarca, che ha pensato di essersi completamente liberata del problema. O altri, come Austria e Germania, che si sono trovati in grande difficoltà e stanno affrontando un’ondata peggiore delle precedenti. In guerra per prima cosa devi conoscere il nemico: se ti aggredisce con una spada, come il virus di Wuhan. Con una pistola, come la variante inglese. O addirittura con un mitragliatore, come quella delta», spiega il professore, rimandando al mittente le accuse di catastrofismo che più volte hanno accompagnato i suoi altolà sulla pandemia.

Secondo Ricciardi, «c’è bisogno di agire sui controllori in maniera più incisiva. Dopo di che, il certificato verde ha un vero e proprio tallone d’Achille che sono i tamponi antigenici. Non è solo un fatto di onerosità, ma di circolazione del virus. Nel migliore dei casi il tampone antigenico lascia scoperto un 30 per cento di falsi negativi. Che così sono liberi di circolare ed esporre troppi soggetti, magari fragili, al rischio di contagio».

La soluzione, quindi, sarebbe quella di dotarsi di uno strumento più selettivo, permettendo una serie di attività solo ai possessori di questo certificato. «Penso ai luoghi della socialità dove c’è un afflusso di massa. Negli stadi, nei locali e nei cinema, si può prevedere l’ingresso solo per chi ha completato il ciclo vaccinale. In Austria e in Germania ci sono già arrivati e credo che ci arriveremo anche noi. Io per quel che mi riguarda mi auguro che accada il prima possibile».

Ricciardi dice anche di essere d’accordo sulla proposta proposta dei governatori regionali che chiedono un lockdown solo per i non vaccinati. E per i medici No Vax «servono radiazioni tempestive».

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