Dare to be differentÈ arrivato il momento di fissare i vostri obiettivi per il 2022

Come insegnano le storie di Arnold Schwarzenegger e del fondatore di Starbucks per avere successo nella vita bisogna porsi traguardi ben definiti e non troppo facili da raggiungere. Così il potere motivazionale spingerà a cambiare in meglio

Unsplash

Alla fine di ogni anno molte persone fanno un bilancio dei dodici mesi trascorsi e fissano gli obiettivi per l’anno successivo. Io faccio esattamente questo da decenni. Per me è ormai tradizione scrivere i miei obiettivi durante il pomeriggio di Capodanno. E, naturalmente, quello stesso pomeriggio verifico anche quali dei miei obiettivi dell’anno precedente ho raggiunto. Conosco molte persone di successo che fanno lo stesso. Ma è probabile che un numero maggiore di persone non ci pensi minimamente a fissare i suoi obiettivi.

Nel mio Paese, tra qualche giorno, i programmi televisivi manderanno i loro reporter per le strade – come fanno ogni anno – per chiedere a chi sta facendo acquisti e alle persone che tornano al lavoro quali obiettivi si sono posti per il 2022. Di volta in volta, queste interviste mostrano figure stereotipate come l’uomo in sovrappeso che dice di essersi posto l’obiettivo di perdere peso mentre si mette in bocca una patatina fritta e ride. Sta ridendo di se stesso perché ha già abbandonato il suo proposito per il nuovo anno subito dopo averlo formulato.

Secondo uno studio condotto dall’Università di Scranton, solo l’8% delle persone raggiunge effettivamente i suoi propositi per l’anno nuovo entro la fine dell’anno solare, mentre circa l’80% ha abbandonato i buoni propositi già a metà febbraio, dice lo psicologo americano Joseph Luciani. Considerati questi risultati, alcuni “esperti” consigliano alle persone di non fissare alcun obiettivo, oppure di fissarne di modesti e facilmente raggiungibili, per evitare rimorsi e frustrazioni dovuti al senso di colpa. Quando si tratta di fissare obiettivi, i termini “modesto” e “realistico” sono spesso usati come sinonimi. Secondo questa logica, i piccoli obiettivi sono considerati ragionevoli e raggiungibili, mentre gli obiettivi ambiziosi sono irrealistici e irraggiungibili.

Tuttavia, la teoria scientifica del “Goal-Setting” dice esattamente il contrario: «C’è una relazione lineare tra il grado di difficoltà dell’obiettivo e la performance. Obiettivi specifici e difficili portano a prestazioni più elevate rispetto a nessun obiettivo o a obiettivi vaghi e astratti come “fai del tuo meglio”».

Edwin A. Locke e Gary P. Latham sono i pionieri della teoria del “Goal-Setting”. In queste due frasi, Locke riassume il nucleo di una teoria che è stata confermata da centinaia di esperimenti psicologici negli ultimi decenni: primo, gli obiettivi che ci si pone devono essere ben definiti e, secondo, non devono essere troppo facili da raggiungere. Le persone che non si pongono obiettivi, oppure che si pongono obiettivi poco ambiziosi o vagamente formulati otterranno meno risultati nella vita rispetto alle persone che si pongono obiettivi specifici e impegnativi. 

Per molti versi è in realtà più facile raggiungere obiettivi impegnativi che modesti, perché gli obiettivi più grandi sono la fonte di un potere motivazionale molto più grande dei piccoli obiettivi. Arnold Schwarzenegger ne è un grande esempio. Nel 1966, quando aveva solo 19 anni, ebbe una conversazione con Rick Wayne, anch’egli all’epoca bodybuilder. In seguito quest’ultimo ricordò che in tale occasione Schwarzenegger gli aveva chiesto: «Pensi che un uomo possa ottenere tutto ciò che vuole?». La domanda aveva lasciato perplesso Wayne, che aveva risposto: «Un uomo deve conoscere i suoi limiti». Schwarzenegger non era d’accordo con lui: «Ti sbagli». Wayne, che era più vecchio e più esperto e aveva viaggiato molto, si trovò sempre più infastidito dal giovane presuntuoso austriaco: «Cosa vuol dire che ho torto?». Al che Schwarzenegger rispose: «Un uomo può ottenere tutto ciò che vuole – purché sia disposto a pagarne il prezzo».

Questo episodio è tratto dalla biografia di Laurence Leamer Fantastic. The Life of Arnold Schwarzenegger. Quando il libro di Leamer fu pubblicato nel 2005, Schwarzenegger era governatore della California, allora all’ottavo posto nella Top Ten delle economie più ricche del mondo. Prima di intraprendere la carriera politica, era stato una star di Hollywood che guadagnava 30 milioni di dollari per ogni suo film, praticamente era uno degli attori più pagati al mondo. Schwarzenegger, che si era trasferito negli Stati Uniti all’età di 21 anni, era diventato multimilionario investendo nel settore immobiliare, e fino a oggi anche grazie a questa sua attività ha guadagnato diverse centinaia di milioni di dollari.

Schwarzenegger stesso attribuisce il suo successo in gran parte alla determinazione e all’impegno con cui ha cercato di realizzare i suoi obiettivi: «Stabilisco un obiettivo, lo visualizzo molto chiaramente, e creo la spinta, la voglia, per trasformarlo in realtà». Non ha detto: «Beh, sarebbe bello se riuscissi a raggiungerlo, forse dovrei fare un tentativo». Questo tipo di atteggiamento non vi porterà da nessuna parte. 

Arnold Schwarzenegger è solo una delle persone di successo che compaiono nel mio libro Dare to Be Different and Grow Rich. Un altro è Howard Schultz, che è nato Brooklyn nel 1953, figlio di un operaio non qualificato, ed è cresciuto in un quartiere disagiato. Ha trasformato la sua azienda Starbucks in un marchio leader con più di 33.000 filiali in tutto il mondo. Ha introdotto la sua autobiografia consigliando ai lettori: «Sognate più di quanto gli altri ritengano possibile. Aspettatevi più di quanto gli altri ritengano realizzabile». Larry Page, il cofondatore di Google, è un forte sostenitore di quello che definisce «un sano disprezzo per l’impossibile». E vive secondo la massima: «Dovresti provare a fare cose che la maggior parte delle persone non farebbe». 

L’unico motivo per cui alcune persone non fissano obiettivi ambiziosi è perché hanno paura di non riuscire a raggiungerli. È così anche per voi? Gordon Moore, il pioniere americano dell’informatica e cofondatore di Intel, una volta ha osservato che: «Se tutto quello che provi funziona, allora non ti stai impegnando abbastanza». Ed Elon Musk ha detto: «Il fallimento è un’opzione. Se le cose non falliscono, non stai innovando abbastanza».

Essere una persona di successo non significa essere qualcuno che non fallisce mai. Al contrario, si tratta di persone che si pongono obiettivi ambiziosi e si danno da fare finché non li raggiungono. Non chiedono garanzie infallibili prima di tentare qualcosa. Si rendono conto e accettano che molte delle cose che provano potrebbero non funzionare. Come disse una volta Woody Allen: «Se non fallisci ogni tanto, è segno che stai andando sul sicuro». Quindi, fissate obiettivi molto più grandi per la vostra vita – e iniziate ora. Se non lo fate perché avete paura del fallimento, allora la verità è che avete già fallito.

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter