«Ora o mai più»Bisogna introdurre l’obbligo vaccinale, dice Carlo Bonomi

In una intervista al Messaggero il presidente di Confindustria chiede al governo di obbligare tutti gli italiani a ricevere il vaccino: «Bisogna darsi degli obiettivi, è importante comprendere che è una battaglia di medio/lungo periodo ed evitare che i no vax vanifichino i sacrifici fatti fin qui»

LaPresse

In una intervista al Messaggero il presidente di Confindustria ha chiesto al governo d’introdurre al più presto l’obbligo vaccinale. «Bisogna darsi degli obiettivi, è importante comprendere che è una battaglia di medio/lungo periodo ed evitare che i no vax vanifichino i sacrifici fatti fin qui. Stiamo pagando, penso ai numeri in crescita di questi giorni sui contagi e alle quarantene, i ritardi del passato. Non dobbiamo mettere il Paese in pericolo, non possiamo farlo. Ora è il momento di costruire l’Italia del futuro, nell’interesse di tutti, senza alcuna bandierina di sorta», ha spiegato Bonomi. 

Secondo il presidente di Confindustria finora abbiamo perso troppo tempo e il rischio concreto è quello di frenare la ripresa e di lasciare nuovamente spazio alla pandemia: «Capisco che è difficile per qualsiasi democrazia spiegare la necessità dell’obbligo vaccinale, ma penso si debba fare. Ora o mai più, ripeto. Gli italiani  hanno dato prova di grande responsabilità».

Nell’intervista al Messaggero Bonomi ha commentato le Legge di Bilancio criticando l’atteggiamento egoistico dei partiti che ha depotenziato la misura Industria 4.0 e ha impedito di tagliare in modo considerevole il cuneo fiscale, ovvero la differenza tra lo stipendio lordo pagato dalle aziende e l’importo netto percepito in busta paga dai lavoratori. 

Il presidente di Confindustria chiede un sostegno forte agli investimenti privati per trainare la crescita e ripagare il debito contratto con il piano nazionale di ripresa e resilienza: «Non si può fare debito all’infinito  prima o poi bisognerà farci i conti. Lo spread sta tornando a crescere, nonostante il presidente Draghi. I partiti devono riflettere su questo invece che litigare. Anche perché l’anno prossimo si tornerà a discutere del Patto di Stabilità e delle nuove regole sugli aiuti di Stato e gli acquisti della Bce inizieranno a calare»