Le nuove restrizioni sui viaggiIl ministro Garavaglia teme l’effetto negativo sul turismo

«È una mazzata inaspettata, purtroppo non se ne è parlato a sufficienza e sarebbe stato meglio discuterne più approfonditamente», dice. «Il problema non è la misura in sé, ma l’assoluta impossibilità da parte degli operatori del settore di programmare l’attività»

Foto Massimo Paolone/LaPresse

Una misura presa «troppo in fretta e con nessun preavviso». Il ministro del Turismo, il leghista Massimo Garavaglia, al Corriere dice di non essere d’accordo con le restrizioni adottate dal governo nelle ultime ore, che prevedono un tampone negativo anche per i vaccinati che provengono dagli altri Stati europei. E teme un effetto negativo per gli operatori del settore.

«È una mazzata inaspettata, purtroppo non se ne è parlato a sufficienza e sarebbe stato meglio discuterne più approfonditamente», dice. «Intendo dire che il problema non è la misura in sé, ma l’assoluta impossibilità da parte degli operatori del settore di programmare l’attività. Una misura così, introdotta dall’oggi al domani, crea enormi problemi a chi doveva mettersi in viaggio. Se proprio andava fatto, poteva essere stabilito con un preavviso di una settimana. In questo momento quello che serve non è una comunicazione martellante, bensì la capacità di trasferire messaggi corretti, come, per esempio, che si può andare in montagna a sciare anche se una regione è arancione».

Nonostante le critiche, Garavaglia però precisa di avere «totale fiducia in Mario Draghi». E spiega che nell’ultimo Consiglio dei ministri è stato concordato uno stanziamento aggiuntivo per il turismo, «in ragione del fatto che il fondo per il Bonus vacanza non è stato interamente utilizzato e che esisteva l’impegno a destinare l’eventuale residuo al turismo». Sarebbero avanzati infatti «circa 280 milioni. Questi fondi non utilizzati vanno in scadenza il 31 dicembre, poiché questo era il termine di validità del bonus, quindi, tanto vale provvedere con una nuova copertura».

Garavaglia non entra nel dettaglio delle cifre, ma – dice – «credo che almeno 100 milioni siano necessari per integrare le risorse già esistenti. A bilancio abbiamo 150 milioni per le aziende in crisi e altri 120 milioni per gli investimenti. Ritengo che 100 milioni aggiuntivi siano indispensabili per dare risposta alle difficoltà che il settore vivrà nei primi mesi del 2022». E sulla proroga della cassa integrazione per i lavoratori del settore, «la prossima settimana è previsto un tavolo con il ministro del Lavoro Andrea Orlando».