Sparkling wineCi piace vincere difficile

Siamo campioni del mondo di bollicine! Al The Champagne & Sparkling Wine World Championship l’Italia si aggiudica 58 medaglie d’oro e 129 d’argento, sui 139 ori e i 268 argenti assegnati. Tanto TrentoDoc – con la cantina Ferrari Trento su tutte – ma anche Emilia e Sicilia, in un successo che percorre la penisola da Nord a Sud

Il fatto di essere produttori di vini ottimi non ha bisogno di riconoscimenti, ma quando questi arrivano – ammettiamolo – non si cela un qual certo orgoglio nazionale. E se poi arrivano da una delle istituzioni più prestigiose in fatto di bollicine&champagne, ancora di più. È il caso di The Champagne & Sparkling Wine World Championships , la più importante competizione a livello internazionale dedicata solo alle bollicine, che ha da poco svelato la lista dei vincitori per il 2021. Tanta competizione, tanta qualità e tanta professionalità, merito dell’immenso e meticoloso lavoro di selezione del suo fondatore, il giornalista inglese Tom Stevenson, che dal 2014 porta prestigio e autorevolezza nello sparkling world.

The Champagne & Sparkling Wine World Championships è infatti l’unica competizione internazionale che vede in giuria solo specialisti di bollicine – per citarne qualcuno possiamo fare i nomi di Essi Avellan Mw o George Markus – e quest’anno raggiunge un record personalissimo di assegnazione dei trofei, già, perché per il 2021 ci sono 139 medaglie d’oro e 268 medaglie d’argento attribuite a 19 paesi differenti.

La vetta più sparkling del mondo è stata conquistata dall’Italia con un totale di 58 medaglie d’oro e 129 d’argento, seguita da vicino dalla Francia con 52 ori e 50 argenti. Il terzo posto va al Regno Unito, con alle spalle Australia e Stati Uniti. Ma se in termini di numeri Italia e Francia dominano, non mancano vere e proprie sorprese come la partecipazione del Giappone, per la prima volta in gara, con l’argento per il suo Ajimu Budoushu Koubou 2019 della cantina Sanwa Shurui, e paesi come la Romania e la Russia, quest’ultima vincitrice del World Champion Tony Jordan Rising Star con l’Abrau-Durso Russian Sparkling Wine House.

La cantina nostrana più premiata è Ferrari Trento con oltre 1000 spumanti giudicati in due settimane, che hanno portato chez-nous il maggior numero di medaglie,12 ori in tutto. E se il Supreme World Champion è Dom Ruinart 2004 Rosé Magnum, gli italiani di Ferrari Trento sono Sparkling Wine Producer of the Year 2021, ovvero la cantina con il maggior numero di medaglie d’oro vinte, oltre a vedere sul podio il loro Ferrari Perlé Nero Riserva 2021 formato Magnum nella categoria Blanc de Noirs – una bottiglia creata con sole uve Pinot Nero nei vigneti di proprietà della famiglia Lunelli – che il magazine americano Wine Enthusiast aveva già giudicato fra i “100 vini migliori del mondo”.

Ma l’Italia non si ferma qui e nell’Olimpo dello sparkling entra a pieno titolo un altro italiano, il World Champion Sparkling Red, assegnato infatti alla Cantina Settecani di Modena con Cantina Settecani NV Vini del Re Grasparossa, mentre il premio Best Italian Sparkling Wine va Ca’ del Bosco 2011 Annamaria Clementi in bottiglia Magnum.
Che dire, è tutto un trionfo di bollicine qui, c’è il Prosecco Superiore di Valdobbiadene, il Metodo Classico di Franciacorta, ma soprattutto c’è tanto, tantissimo TrentoDoc. Non mancano però sorprese come l’Emilia con il Lambrusco e il Pignoletto, Asti e la Sicilia con la cantina G. Milazzo.

I Best in Class per l’Italia sono infatti ben 34, e il Bel Paese è presente tutto, da Nord a Sud, dove, sul fronte regionale, troviamo Kettmeir 2015 Pas Dosé per il miglior Alto Adige, Ca̕ del Bosco 2011 Annamaria Clementi in Magnum, sempre per il miglior Franciacorta, e Cantina Settecani NV Vini del Re Grasparossa, come miglior Lambrusco. Vincitore del premio miglior prosecco è Andreola 2020 Vigna Ochera Riva di Rolle, il miglior Trentodoc è il Ferrari 2014 Perlé in Magnum, e il miglior siciliano arriva dalla cantina Agricola azienda G. Milazzo 2011 Federico II in Magnum, che si porta a casa inoltre 5 ori e 11 argenti.

«La nostra mission non è solo quella di promuovere vini di classe mondiale» commenta Tom Stevenson, patron della competizione «ma anche scoprire e premiare vini nuovi ed entusiasmanti, provenienti da regioni affermate o emergenti, in tutto il mondo». Una vittoria (anzi tante) e una conferma, che in questo 2021 non guasta.