Atteso l’ok in consiglio dei ministriDraghi proroga lo stato d’emergenza fino al 31 marzo

I contagi in salita, la variante Omicron e la situazione critica in molte regioni hanno convinto il presidente del Consiglio a procedere senza attendere ancora. Anche per spazzare via dietrologie sul mancato prolungamento del regime straordinario legato alla corsa per il Quirinale

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Proroga dello stato di emergenza, ma di breve durata, probabilmente fino al 31 marzo. E spinta sulle terze dosi per tentare di rallentare la salita dei contagi da Covid-19. Alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per varie categorie di lavoratori, il consiglio dei ministri convocato per oggi dovrà approvare il decreto che fa slittare di tre mesi la fine del regime straordinario ora fissata al 31 dicembre. I dati, la variante Omicron e la situazione critica in molte regioni hanno convinto il presidente del Consiglio Mario Draghi a procedere senza attendere ancora, anche per spingere ulteriormente sulla campagna vaccinale che ormai coinvolge anche i bambini – spiega il Corriere.

Il provvedimento consentirà al generale Francesco Paolo Figliuolo di guidare la struttura commissariale, alla pubblica amministrazione e ai privati di proseguire con le attuali regole dello smart working, alle Regioni di procedere con poteri speciali nella gestione della pandemia. Oggi Figliuolo sarà nominato anche comandante del Covi, Comando operativo di vertice interforze, la struttura militare di organizzazione e logistica di tutte le forze armate.

Alla fine, nonostante la contrarietà di alcuni governatori e leader politici della maggioranza e senza consultare i capi delegazione, Draghi ha deciso. Nessuna unità di missione a Palazzo Chigi, nessuna legge per spostare sotto la Protezione civile la struttura guidata dal generale Figliuolo. Ogni ipotesi alternativa è stata accantonata. Il premier, che pure aveva accarezzato l’idea di togliere al Paese il mantello nero dell’emergenza sanitaria, ha scelto la via della proroga sorprendendo i partiti e spiazzando anche qualche stretto collaboratore.

L’accelerazione si spiega con ragioni scientifiche, organizzative e anche molto politiche. Il messaggio che Draghi manda al Paese è che «la pandemia non è finita, ci siamo ancora dentro» e gli italiani devono saperlo. Fino alla primavera almeno dovremo resistere e convivere con il virus, tenendo i nervi saldi e muovendoci con senso di responsabilità.

La mossa del premier si spiega anche con la volontà di dare un taglio netto alle strumentalizzazioni politiche che da giorni ruotano attorno al rebus dello stato di emergenza. Leggere sul Giornale della famiglia Berlusconi che Draghi non vuole una proroga perché lo inchioderebbe alla poltrona di Palazzo Chigi e non a quella del Quirinale – scrive il Corriere – lo ha convinto che fosse ora di spazzar via dietrologie e informazioni fuorvianti. E così, quando Giuseppe Conte è uscito da Palazzo Chigi dopo il colloquio con il capo del governo, ha in sostanza dato voce alle riflessioni del successore, facendo capire quanto Draghi sia stufo delle «letture distorte e pericolose» di chi lega il sì o il no all’emergenza alla partita del Colle.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, che aveva spinto con forza per la proroga più lunga possibile, è sollevato. D’accordo anche il segretario del Pd Enrico Letta, che era stato il primo a sostenere la proroga. Conte non sembrava convinto, ma ora il prolungamento è «necessario» anche per lui. E Salvini, che era fieramente contrarissimo, non farà le barricate: «Aspettiamo i dati», dice.