L’accusa alle RegioniAbbassare la guardia sul Covid serve solo a non perdere consensi, dice Crisanti

«Draghi vuole fare come Boris Johnson senza dirlo», spiega il professore di Microbiologia all’Università di Padova. «La coda della pandemia sta tirando fuori tutta l’ipocrisia della politica italiana. Guarda caso prima che la variante Omicron sconvolgesse i piani vaccinali, mettendo in luce il ritardo delle terze dosi, nessuno si preoccupava di come venivano conteggiati i positivi»

Cecilia Fabiano/LaPresse

«Draghi vuole fare come Boris Johnson senza dirlo. E i presidenti di Regione tentano di non finire vittima dello scaricabarile dei contagi, dei ricoveri e dei morti per evitare di chiudere e non perdere consensi». Lo dice alla Stampa Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova e all’Imperial College di Londra. «La coda della pandemia sta tirando fuori tutta l’ipocrisia della politica italiana, in cui i problemi si nascondono sotto il tappeto e non si prevengono mai, figurarsi se si affrontano. Guarda caso prima che la variante Omicron sconvolgesse i piani vaccinali, mettendo in luce il ritardo delle terze dosi, nessuno si preoccupava di come venivano conteggiati i positivi».

Sulla richiesta delle Regioni di conteggiare solo le persone con sintomi, Crisanti mette in guardia dicendo che si tratta comunque di «malattia trasmissibile, per cui chi è infetto può trasmettere». E poi aggiunge: «La verità è che le Regioni stanno facendo di tutto pur di non diventare rosse dopo che il governo non ha chiuso per tempo ristoranti e locali di ritrovo. A questo punto lasciar correre è una strategia comprensibile, ma lo si ammetta chiaramente. Invece il governo fa finta di nulla. Almeno Johnson ci mette la faccia mentre fa correre il virus con un prezzo da pagare di 15mila morti pur di arrivare all’immunità di gregge. E ce l’ha quasi fatta».

In Italia, continua il professore, «il prezzo di vite sarà simile. Il Green Pass del resto non è una misura di sanità pubblica, ma solo una spinta alla vaccinazione. Il concetto veicolato anche dal premier che il certificato garantisca ambienti sicuri non è vero. Ed è un argomento a cui si attaccano i vari No vax e No pass». Il Green Pass «resta inutile», dice. Spinge alla vaccinazione «ma non blocca il contagio».

Secondo Crisanti, la strada scelta da Draghi e dalle Regioni è «copiata» dall’Inghilterra, ma «senza avere il coraggio di spiegarlo alla gente».

«In Italia si arriva tardi come al solito», continua il professore. «Omicron andava fermata subito chiudendo i ristoranti e rimandando le scuole. Ora è troppo tardi e l’unica è aspettare che passi. Anche un lockdown rimanderebbe solo il problema. Meglio arrivare a 300mila contagiati al giorno, far circolare i non vaccinati per contagiarli tutti e puntare all’immunità di gregge».

E aggiunge: «La stabilizzazione di Omicron per cui si insegue l’immunità di gregge è solo una speranza. Non è detto che Delta sparisca, le due varianti potrebbero convivere e restare pericolose». Certo, «Omicron è meno virulenta, ma più trasmissibile e nel complesso al momento può fare ben più danni del raffreddore. Inoltre, non è detto che sostituisca Delta da cui il dubbio sull’endemizzazione».

«Restare in zona gialla porta voti e nessun presidente di regione vuole perdere consensi», dice. E «i morti non votano purtroppo». «Tutte le associazioni di categoria denunciano da giorni la situazione drammatica degli ospedali. Il Cts all’inizio era incompetente, poi è stato rimpolpato, ma resta appiattito sulla politica. In Inghilterra gli scienziati sono rimasti molto più indipendenti. Sull’obbligo, sulle chiusure, sulle scuole, sui tamponi rapidi e sulle quarantene non si è sentito nulla di scientifico».

L’obbligo, secondo Crisanti, andava «fatto per tutti» e «imporlo in ritardo agli over 50 non impatta sulla dinamica in corso». I ristoranti «andavano chiusi per tempo». E si dovrebbe «ammettere di perseguire l’immunità di gregge con un costo di ricoveri e morti».