Vendesi capolavoroCom’è finita l’asta di Villa Aurora e cosa succederà a breve

Dopo che l’edificio è stato messo in vendita per un prezzo base di 471 milioni, cifra spropositata dovuta alla presenza dell’unica pittura murale attribuita a Caravaggio, la gara è andata deserta. Si farà un nuovo tentativo il 7 aprile, con un prezzo più basso del 20 per cento. Ma anche questa quota sembra troppo alta per qualsiasi compratore, Bill Gates compreso

AP/Lapresse

A Roma si può comprare un Caravaggio, un Caravaggio originale, ma non lo si può spostare in altre abitazioni né in altri luoghi. Deve stare lì dov’è. Perché l’opera non è solo realizzata da Michelangelo Merisi, è anche l’unica pittura murale che porti la sua firma: per comprare l’opera bisogna acquistare l’intero immobile.

Villa Aurora si trova tra via Vittorio Veneto, porta Pinciana e Villa Borghese, in una delle zone più eleganti della Capitale, è l’unico edificio rimasto dell’antico complesso che copre una superficie totale di circa 2.800 metri quadrati.

È considerata una delle più importanti opere architettoniche della Roma pre-unità, ospita sale affrescate dal Guercino e, appunto, l’unico murale esistente al mondo del Caravaggio, raffigurante Giove, Plutone e Nettuno al centro di un globo terrestre circondato dai segni dello Zodiaco: non è un affresco ma una pittura a olio, l’unica opera di questo tipo riconosciuta al Caravaggio.

La villa è nota anche come Villa Ludovisi, perché appartiene alla famiglia dal XVII secolo. Nel 1621 fu Papa Gregorio XV, nato Alessandro Ludovisi, a commissionare al Guercino l’Aurora affrescata nel grande salone centrale al pianterreno che da il nome alla villa (nota anche come Casino dell’Aurora).

L’edificio però risale al XVI secolo ed è stato costruito per il Cardinale Francesco Maria del Monte che abitava a Palazzo Madama – sede del Senato – e aveva nella villa la sua dimora di campagna, all’epoca chiamata anche Casino del Monte.

Il Cardinale era appassionato d’arte, un collezionista e un mecenate – era stato anche protettore di Galileo Galilei – e proprio a Palazzo Madama ospitava Michelangelo Merisi.

Verso la fine del secolo – forse nel 1597, ma la data è ancora incerta – avrebbe commissionato il murale, da realizzare nella stanza in cui il Cardinale del Monte si dilettava con l’alchimia. Per questo motivo l’artista dipinse un’allegoria della triade alchemica di Paracelso: Giove, personificazione dello zolfo e dell’aria, Nettuno, personificazione del mercurio e dell’acqua, e Plutone, personificazione del sale e della terra. L’opera si chiama “Camerino di Giove, Nettuno e Plutone o Gabinetto alchemico”

L’unicità del murale moltiplica il prestigio e il valore all’intera villa: nonostante il grande giardino sempre curato, altri capolavori, busti e sculture, la particolarità del Casino dell’Aurora è proprio quella di ospitare quella particolare opera di Michelangelo Merisi.

(Lapresse)

Alla morte dell’ultimo proprietario, il principe Niccolò Boncompagni Ludovisi – deceduto nel 2018 a 77 anni –, c’è stata una disputa tra i suoi figli e la sua terza moglie, l’attrice americana Rita Capenter: dopo numerose liti e il pignoramento di una parte della proprietà che nessuno degli eredi è riuscito a riscattare, a ottobre 2021 il Tribunale di Roma ha deciso di mettere in vendita all’asta Villa Ludovisi.

Come racconta l’ex capo del Bureau italiano del New York Times, Rachel Donadio, «i tre figli del principe sembrano desiderosi di vendere per incassare una bella somma, ma la vedova, la principessa Rita Boncompagni Ludovisi, nata Rita Carpenter, vive ancora nella villa e non vuole andarsene».

Parlando al telefono con Donadio, la principessa Boncompagni Ludovisi ha detto chiaramente che il suo sogno «è che la villa diventi un museo, un monumento storico nazionale che riflette la gloria del Guercino e del Caravaggio». Inoltre rivela di essere stata presa alla sprovvista dall’asta perché, per la legge italiana, le vedove hanno il “diritto d’uso” della casa del coniuge. Ma poiché le quote di proprietà della villa sono ancora in discussione, tutto è diventato più complicato.

Quando la casa è stata messa all’asta il prezzo stimato è sembrato altissimo a tutti gli esperti del settore: 471 milioni di euro, per un edificio che avrebbe bisogno di una corposa manutenzione – stimata intorno agli 11 milioni. Il valore dell’immobile sarebbe decisamente più basso ma le opere di Guercino e Caravaggio hanno convinto il perito a stimare una cifra altissima.

Ecco perché l’asta del 17 gennaio è andata deserta: né Bill Gates né il sultano del Brunei, che sembravano tra i potenziali acquirenti, né altri miliardari si sono avvicinati. Un epilogo tutto sommato prevedibile: a partire dall’asta successiva il valore della villa sarà ridotto del 20%. La data fissata è il prossimo 7 aprile, allora si capirà se si troverà un acquirente disposto a spendere 377 milioni di euro (ancora altamente improbabile).

Nel frattempo l’idea che un compratore straniero possa acquistare la dimora ha scatenato le proteste di alcuni cittadini. Nelle ultime settimane è stata lanciata una petizione su Change.org – già oltre quota 39mila firme – per chiedere al ministero dei Beni Culturali di esercitare il suo diritto di prelazione sul bene.

Il ministero potrà dichiarare entro 60 giorni la propria intenzione di acquistare l’immobile allo stesso prezzo dell’offerta, e aggiudicarselo per quella somma.

Solo che per le casse del ministero sarebbe una spesa troppo alta: per un esborso di questo tipo bisognerà aspettare ancora un po’, qualche altra asta a vuoto, un ulteriore sforbiciata ai prezzi, sperando in un acquisto a cifre più sostenibili.