ConcorrenzaIn consiglio dei ministri le nuove regole per le concessioni balneari

Le gare dovrebbero partire dal 2023. L’idea che emerge è di tenere conto degli investimenti fatti dai concessionari uscenti fissando punteggi da attribuire in base all’impegno finanziario e con la possibilità di prevedere indennizzi. Ma gli attuali gestori restano comunque contrari all’intervento

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Il governo prova lo sprint sul dossier balneari. Già nel consiglio dei ministri convocato per oggi saranno messe sul tavolo le norme che dovrebbero consentire lo svolgimento delle gare per le concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo. Molto probabilmente, scrive Il Sole 24 Ore, si tratterà di un emendamento da presentare al disegno di legge concorrenza all’esame del Senato, con una accelerazione dettata anche dall’esigenza di scongiurare un’ingente sanzione europea collegata alla procedura di infrazione in corso sulla direttiva Bolkestein.

Le nuove concessioni dovrebbero partire dal 2024, le gare un anno prima. L’idea che emerge è di tenere conto degli investimenti fatti dai concessionari uscenti fissando punteggi da attribuire in base all’impegno finanziario e con la possibilità di prevedere indennizzi. Ma gli attuali gestori restano comunque contrari all’intervento.

Prima del consiglio dei ministri oggi ci sarà un incontro tra ministero degli Affari regionali, Regioni, Province e Comuni. Ma sembra passare la linea di Palazzo Chigi rispetto invece all’ipotesi più morbida, avanzata dalla Lega, di un ddl delega di 24 mesi per il riordino complessivo del demanio marittimo e del codice della navigazione.

La questione bollette invece verrà affrontata nel prossimo consiglio dei ministri, che dovrebbe tenersi venerdì. Mentre ieri sono proseguite le riunioni tecniche con il ministro dell’Economia, Daniele Franco, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, che hanno incontrato anche la direttrice generale di Confindustria Francesca Mariotti.

Il governo starebbe pensando a un intervento emergenziale come quelli già messi in campo, da affiancare con un ulteriore potenziamento dello sconto in bolletta per le famiglie con disagio economico. Magari alzando anche l’Isee con cui si decide chi può usufruire dell’agevolazione. Bisognerà ovviamente fare i conti con le risorse a disposizione. Al momento, si starebbe ragionando su una cifra pari a 4-4,5 miliardi, ma l’obiettivo è portare l’asticella fino a 7 miliardi.

Mentre si punta anche a un pacchetto per incrementare la produzione nazionale di gas per 3 miliardi di metri cubi l’anno per poi cederla all’industria gasivora con contratti a lungo termine e tariffe basse. Ma servirà un confronto con Bruxelles. Così come servirà un confronto sulla richiesta di incremento delle agevolazioni agli energivori per le voci parafiscali in bolletta.

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