Il ritorno di DraghiLa ministra Elena Bonetti assicura che il governo regge

La prova del primo consiglio dei ministri, dopo la guerra tra i partiti sul Colle, sembra superata. «Il presidente Draghi ci ha richiamato al lavoro di squadra, alla coerenza dei valori che il presidente Mattarella ha incarnato, a un’azione di servizio alle istituzioni e di responsabilità nei confronti del Paese», racconta. Domani nuova riunione dell’esecutivo con la ricognizione degli obiettivi del Pnrr

La prova del primo consiglio dei ministri, dopo la guerra tra i partiti di maggioranza sul Colle, pare essere stata superata. Il premier Mario Draghi ha sottolineato la centralità della crescita del Pil a +6,5%, frutto dell’operato del governo e della campagna di vaccinazione, e poi ha elencato le scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dando compiti specifici ai ministri.

Lo racconta alla Stampa la ministra della Famiglia e delle Pari opportunità Elena Bonetti, di Italia Viva. Il premier «era cordiale e sorridente come sempre. Ha cominciato con le parole di felicitazione per l’elezione di Mattarella, che tutti abbiamo condiviso con un applauso corale», racconta. «Nessuna battuta, solo l’attenzione al lavoro da fare per il Paese».

E poi, racconta, «il presidente Draghi ci ha richiamato al lavoro di squadra, alla coerenza dei valori che il presidente Mattarella ha incarnato, a un’azione di servizio alle istituzioni e di responsabilità nei confronti del Paese. E siamo passati subito al lavoro, con un ordine del giorno senza provvedimenti particolarmente delicati».

Draghi «ha interpretato con favore il dato di crescita del 2021, in un anno attraversato dalla lotta alla pandemia: i provvedimenti di sostegno hanno dato frutti superiori a quello che ci si poteva immaginare. Questo ci richiama alla responsabilità di continuare con convinzione nell’azione di squadra per rendere stabile questo dato positivo. Tanto che i prossimi passaggi in consiglio dei ministri saranno dedicati agli obiettivi che dobbiamo raggiungere per la seconda tranche di finanziamenti del Pnrr».

Il prossimo cdm, domani, sarà dedicato a una ricognizione degli obiettivi del Pnrr, visto che entro il 30 giugno dovranno essere portati a termine 45 obiettivi per ottenere 24,1 miliardi di euro.

Bonetti nega un rallentamento del governo negli ultimi mesi, «se non in quei passaggi che hanno richiesto un dialogo con le forze politiche, sempre risolto con la capacità di mediazione del presidente, che ha assunto le sue posizioni con prudenza e fermezza».

Ed ora si attende un cambio di passo? «Ora dobbiamo fare certamente un altro passo in avanti nella gestione di alcune situazioni critiche, sulla scuola e sulla didattica a distanza, per semplificare le regole e il carico che grava sulle famiglie, diminuendo la didattica a distanza e incentivando ancora di più la campagna di vaccinazione».

Il premier ha chiesto conto ai ministri dello stato dell’arte dei vari dossier per il Pnrr. «Nel prossimo consiglio dei ministri daremo conto dei progetti di competenza di ciascun ministero, così da valutare eventuali interventi normativi necessari per riscuotere a giugno la seconda tranche di 24 miliardi di finanziamenti. Un appuntamento che non possiamo permetterci di mancare e che va monitorato passo dopo passo tutti i giorni», dice Bonetti.

E sull’insofferenza crescente della Lega, con le voci di dimissioni di Giorgetti, commenta: «Mi aspetto che continui a rispondere al mandato per cui è stato costituito, accompagnare il Paese in questa fase di ripartenza. Facendo corrispondere ogni nostra scelta al fine cui siamo chiamati, la crescita economica, l’attuazione dei progetti del Pnrr e la campagna di vaccinazione. Credo che i problemi di ciascun partito vadano risolti in quella comunità».