Da Volturara Appula con amoreI russi minacciano di svelare gli accordi sulla missione militare in Italia, siamo tutt’orecchi

L’ex console russo a Milano Alexei Paramonov, un personaggio con doppia onorificenza voluta da Di Maio, ci avvisa che se non ci fermiamo con le sanzioni è pronto a raccontare che cosa si sono detti Putin e Conte prima dell’oscura sfilata dell’esercito di Mosca mascherata da assistenza sanitaria. Ma magari

LaPresse

Proviamo a raccontarla così, senza fare per qualche riga i nomi e i cognomi della potenza straniera e del governo sovranista coinvolti in questa vicenda, così da far capire anche agli irriducibili di casa nostra quanto è grave ciò che è successo questo fine settimana.

Sabato, un diplomatico straniero che ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito e di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia ha minacciato il nostro governo di «conseguenze irreversibili» in caso di nuove sanzioni al suo paese. E ha aggiunto che potrebbe rivelare quali accordi ha preso la delegazione straniera formata da 72 militari, 28 medici e 4 infermieri che nel 2020 ha girato per due mesi indisturbata per tutta Italia, all’apice della pandemia. 

Tre giorni dopo, invece di chiedere subito la revoca delle due onorificenze all’ex console russo a Milano Alexei Paramonov, tutto tace, a parte le lodevoli eccezioni di PiùEuropa e Italia Viva. E tra i commentatori c’è chi prega di non aumentare le sanzioni per non surriscaldare il clima politico. 

E no. Altro che fermare le sanzioni contro la Russia, il governo italiano ha il dovere di aumentarle per scoprire quali sono stati gli accordi presi tra il governo Conte e Vladimir Putin.

Stando alle insinuazioni russe, ci sono alcune cose da chiarire, a cominciare da che cosa ha promesso l’allora presidente del Consiglio Conte a Putin nella telefonata del 21 marzo 2020 per concordare l’arrivo della delegazione russa il giorno dopo all’aeroporto militare di Pratica di Mare.

Il New Yorker ha rivelato che Mosca ha elaborato il vaccino Sputnik partendo dal dna di un cittadino russo ammalatosi in Italia il 15 marzo. La delegazione russa in quei due mesi ha avuto accesso a dati sensibili riguardo a pazienti affetti da covid presenti nelle strutture sanitarie italiane? E poi ci sono stati scambi di dati sensibili tra le strutture sanitarie italiane e quelle russe?

Quali sono stati i compiti dei 72 militari presenti nella delegazione e perché, come ha rivelato La Stampa, è stata l’Italia ad accollarsi le spese di vitto e alloggio e pare anche di viaggio e trasporto? Quanti di questi militari che hanno sfilato da Roma a Bergamo facevano (e fanno) parte del servizio di informazioni delle forze armate russe (GRU)? 

A quali informazioni sensibili ha avuto accesso nei due mesi della sua permanenza il capo della delegazione, il generale Sergey Kikot, vicecomandante del reparto di difesa chimica e batteriologica dell’esercito russo?

Quanti e quali sono stati gli accordi commerciali e strategici presi dal governo italiano e russo durante i due mesi della delegazione “Dalla Russia con amore”. Tra questi c’è anche l’accordo siglato poi nell’aprile del 2021 tra l’Istituto Spallanzani di Roma e l’Istituto Gamaleya di Mosca? 

Quindi, cominciamo con il revocare istantaneamente le onorificenze conferite a Paramonov nel 2018 e nel 2020 e accettare la sfida: altro che minaccia, sveli tutti i dettagli dell’accordo tra Putin e Conte. Grazie.