Corona EconomyLa flessibilità che manca sull’orario di lavoro, il decreto energia e le prossime mosse anti-crisi del governo

Nella newsletter di questa settimana: come organizzare la giornata in base al proprio cronotipo, i provvedimenti contro il caro bollette e carburanti e la controversia sulla tassazione degli extraprofitti delle società energetiche, la fiammata dei mutui, l’indagine sui facchini di Mondo Convenienza, la proroga dello smart working semplificato e la lezione di Marco Biagi. Ascolta il podcast!

(Unsplash)

LA FLESSIBILITÀ NON È SOLO DOVE, MA ANCHE QUANDO, LAVORARE
Il 30% dei lavoratori di tutto il mondo lo scorso anno aveva già detto senza mezzi termini che avrebbe preso in considerazione l’idea di cambiare lavoro se fosse stato costretto a tornare in ufficio a tempo pieno.

Luogo flessibile Ora, tanti datori di lavoro hanno offerto la possibilità di svolgere una formula ibrida di lavoro, metà in presenza-metà da remoto. Ma il punto è un altro, scrive il New York Times: in un posto di lavoro realmente flessibile, non solo si ha la possibilità di scegliere dove lavorare, ma anche quando.

Ma il tempo? Eppure sul tempo di lavoro la flessibilità concessa è molto rara. Certo, alcuni ruoli dipendono giustamente dagli orari. Gli insegnanti, per fare un esempio, devono essere a scuola al mattino. Ma per tanti altri non è così. E secondo molti esperti, questo sarebbe un errore: se più datori di lavoro adottassero davvero orari flessibili e consentissero ai dipendenti di lavorare negli orari più adatti a loro, il vantaggio sarebbe quello di avere una forza lavoro più sana, più produttiva, più creativa.

A che ora vai a letto? C’è chi si deve prendere cura di figli o familiari. O semplicemente ha bisogno di fare una commissione nei giorni feriali. Ma la questione riguarda anche il funzionamento dei nostri corpi. Ognuno di noi ha un proprio cronotipo, ovvero è più attivo e vigile in un momento esatto della giornata. Per più della metà degli adulti, l’addormentamento naturale cade dopo la mezzanotte, il che significa che un tipico programma di lavoro dalle 9 alle 17 non garantisce le ore di sonno necessarie.

Falsi miti E il fatto che i mattinieri siano considerati più bravi di altri colleghi non sembra reggere. Uno studio del 2014 ha rilevato che i datori di lavoro percepiscono i dipendenti che arrivano più tardi come meno disciplinati, indipendentemente dalle prestazioni lavorative. Altri studi mostrano invece che i lavoratori sono più creativi e i leader più carismatici quando non sono privati del sonno e quando i loro programmi di lavoro e di sonno biologico si allineano.

Impariamo dalle galline Dawna Ballard, professoressa dell’Università del Texas, esperta di tempo e lavoro, di solito racconta una storia personale per illustrare l’importanza di lasciare che le persone lavorino secondo i propri ritmi. Diversi anni fa, la sua famiglia si è appassionata alle buonissime uova vendute in un mercato locale. Ma ci fu una settimana in cui non c’erano uova perché, le fu detto, le galline stavano cambiando la muta. Un processo così impegnativo che molte smettevano di deporre fino al termine. Le fattorie industriali accelerano il cambio della muta, ma il piccolo allevatore locale dimostrava che se vengono lasciate libere di seguire il loro ciclo naturale, le galline possono produrre uova superlative.

Non siamo macchine Ballard ci ha subito visto un’analogia con le persone. Sebbene siamo spesso costretti a routine rigide e standardizzate, siamo esseri biologici la cui produttività va e viene non solo nel corso di un singolo giorno, ma anche quando settimane di intenso lavoro creano il bisogno di ricaricarsi. «Le galline avevano un ritmo specifico per funzionare bene. In realtà lo abbiamo tutti», dice Ballard. «Ogni giorno, ogni minuto non può essere lo stesso». Così funzionano le macchine. Ma noi «non è così che lavoriamo».

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PIANO ANTI-CRISI
Il governo ha approvato il “decreto energia”, una misura da 4,4 miliardi di euro, che ha l’obiettivo di contenere gli effetti della guerra in Ucraina sull’economia italiana.

  • Le misure Il taglio delle accise comporterà uno sconto di 25 centesimo di euro al litro per un mese, ma potrebbe partire non prima di mercoledì. Si allarga poi la platea delle famiglie che, grazie al bonus sociale, non avranno aumenti su luce e gas. Le imprese potranno rateizzare fino a 24 mesi le bollette, e le aziende energivore e gasivore avranno un credito d’imposta sulle maggiori spese per gas e elettricità.
  • La tassa che divide Altra novità importante è la tassa del 10% sui «profitti straordinari» delle imprese energetiche, dai quali il governo prevede un incasso di 4 miliardi. La norma uscita dal consiglio dei ministri va a colpire sia la produzione e la vendita di elettricità e gas, sia la distribuzione e il commercio di prodotti petroliferi. La base imponibile del “contributo straordinario” è rappresentata dall’aumento del saldo tra operazioni attive e passive. Non si tratta insomma di un vero e proprio utile – spiega Il Messaggero – e questo è uno degli elementi che ha attirato le critiche di Confindustria, che ha paventato anche l’eventuale incostituzionalità di un approccio del genere. Qualche aspetto del decreto potrebbe quindi essere ritoccato prima della “bollinatura”.
  • Norma controversa Nel decreto compare anche l’articolo sull’export extra Ue di materie prime strategiche, che dovrà essere notificato a Mise e Farnesina almeno dieci giorni prima. Il governo potrà porre il veto, imporre prescrizioni o autorizzare. Ma si rischia una bocciatura da parte della Commissione europea.
  • Lo scudo Il governo ha ampliato anche i poteri del golden power. Nel decreto legge anti-rincari si introducono sostanziose modifiche: non più solo comunicazioni, energia, trasporti, ma anche «salute, agroalimentare e finanziario, ivi incluso quello creditizio e assicurativo». Attenzione speciale a 5G, cloud e sicurezza cyber.

Agenda Martedì 22 marzo a Montecitorio è attesa l’informativa urgente del ministro Roberto Cingolani sui rincari dei costi dell’energia e sulle misure adottate per contrastarne gli effetti.

Prossimi passi A Palazzo Chigi intanto si ragiona già sui prossimi interventi per sostenere l’economia. Ma bisognerà aspettare il Consiglio europeo del 24 e 25 marzo – prevista anche la partecipazione di Biden – nel quale Draghi chiederà il tetto all’importazione di gas (dopo l’incontro con Sanchez, Costa e Mitsotakis). E bisognerà attendere anche il Documento di economia e finanza, che potrebbe arrivare a fine marzo. I partiti spingono per un nuovo scostamento di bilancio, Draghi frena. E poi c’è lo scoglio della delega fiscale, sulla quale ci sarà una riunione di maggioranza per evitare di ritrovarsi a rischio su ogni emendamento, come accaduto per il catasto.

Frenata I progetti per le grandi opere legate al Pnrr, però, vanno a rilento. Il problema non sono solo le lentezze burocratiche che coinvolgono le amministrazioni locali, ma anche il caro materie prime che frena i cantieri. Mancano i bandi per 24 miliardi di lavori. L’Ance chiede di rivedere il listino dei prezzi. Una risoluzione di maggioranza, intanto, chiede al governo di valutare pure una revisione del Pnrr.

Cig allargata Il decreto sostegni ter, che ha ricevuto il via libera dal Senato, ha aumentato il numero di settori che possono beneficiare della cassa integrazione scontata, cioè senza contributo addizionale, fino al 31 marzo. Si va dal commercio all’ingrosso all’alberghiero. Ma si sta pensando a nuovi interventi anche per il settore delle ceramiche e il siderurgico.

 

ECONOMIA DI GUERRA
Qui Mosca La Borsa di Mosca ha riaperto oggi dopo tre settimane di fermo, ma solo per i titoli di Stato russi, mentre resta chiuso il mercato azionario. La scorsa settimana il pagamento delle cedole su due bond russi in dollari è stato eseguito. Il mancato pagamento avrebbe potuto causare il primo default in valuta estera della Russia da oltre un secolo. Il ministero delle Finanze russo ha detto di aver rispettato appieno i suoi obblighi. Le cedole dovevano essere pagate mercoledì, ma la Russia disponeva di un periodo di grazia di 30 giorni per portare a termine il pagamento. Ma ci sono altri imminenti pagamenti che andranno onorati e molto dipenderà anche dall’inasprimento delle sanzioni.

Qui Europa Secondo l’Ocse, la guerra in Ucraina rischia di cancellare l’1,4% del Pil dell’Eurozona, con l’Italia che è uno dei Paesi più esposti. Dall’Eurogruppo della scorsa settimana è arrivato l’allarme sulla crescita europea del 2022: il +4% non è più realistico, ha detto Gentiloni.

Riarmo Dopo l’ok a portare al 2% del Pil la spesa militare, il ministero della Difesa è a caccia di risorse. La Stampa parla di un fondo di 60 miliardi circa in cinque anni destinati a investimenti lunghi un ventennio su ricerca, industria, tecnologia, mentre gradualmente si fa crescere il bilancio ordinario annuale.

La fiammata dei mutui L’indice di riferimento del tasso fisso è salito sopra l’1%, ai massimi da tre anni. La rata del mutuo di aprile sarà più cara. Con l’avvicinarsi della stretta sulle politiche monetarie delle banche centrali (la Fed ha già alzato i tassi di 25 punti base) e le ripercussioni della crisi ucraina, le banche sono pronte a rivedere le cifre sui nuovi contratti.

 

DOSSIER CALDI
Patto d’acciaio Nel dl energia sono previste anche due misure in soccorso dell’ex Ilva: la possibilità per l’azienda di accedere al credito con la garanzia pubblica Sace per il 90%, ma anche l’uso, per la decarbonizzazione di Taranto, di 150 milioni del patrimonio destinato (i fondi dei Riva) amministrato da Ilva in amministrazione straordinaria. Dal 28 marzo, però, è previsto un altro periodo di 12 mesi cassa integrazione straordinaria per quasi 3mila lavoratori.

Ita può aspettare Il ministero del Tesoro, intanto, prende tempo per valutare il futuro partner di Ita. Msc-Lufthansa ed Air France-Delta sono in pole position. Continuano gli incontri per l’operazione che dovrebbe chiudersi entro un paio di mesi. Anche Indigo Partners, il fondo di private equity statunitense che investe in alcune delle principali compagnie ultra low cost come Wizz Air, ha inviato una manifestazione d’interesse.

Risiko Tim Diversi fondi d’investimento infrastrutturali avrebbero mostrato il loro interesse per la rete di Telecom Italia. Mentre si attende la replica di Kkr a quanto deciso dal cda: l’offerta dello scorso novembre non dovrebbe essere riproposta allo stesso modo.

Forzieri triestini 39 giorni dall’assemblea Generali, 26 nomi e due liste rivali sono in campo per aggiudicarsi la gestione dei 680 miliardi della società. Il gruppo Caltagirone ha presentato una lista di 13 nomi per il prossimo cda. Claudio Costamagna è indicato come presidente e Luciano Cirinà, triestino, come amministratore delegato.

 

COSE DI LAVORO
Lavoro agile La possibilità di ricorrere allo smart working nel settore privato senza l’accordo individuale tra datore e lavoratore, quindi ancora con un regime semplificato, è prorogata anche dopo il 31 marzo (fine dello stato d’emergenza) fino al 30 giugno 2022. Intanto, la commissione Lavoro della Camera ha trovato l’accordo su un disegno di legge sullo smart working.

Occhio ai mobili La Procura di Bologna ha chiuso un’indagine sul gruppo dell’arredamento Mondo Convenienza, dopo gli esposti ai carabinieri dei facchini di un magazzino di Calderara. Viene ipotizzato il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro a carico di 21 persone, tra cui il presidente del cda della holding e rappresentanti delle coop a cui sono appaltati i lavori logistici.

Capire Marco Biagi Il giuslavorista e consulente del governo Marco Biagi venne ucciso a Bologna il 19 marzo del 2002, vent’anni fa, da parte delle Nuove Brigate Rosse per la Costruzione del Partito Comunista Combattente. Un «maestro di riformismo per un diritto del lavoro fuori dai formalismi», ha scritto di lui Il Sole 24 Ore. Falso e infamante considerarlo «padre del precariato», ha detto la vedova Marina Orlandi. C’è un grande tradimento, però, all’eredità di Biagi, ha spiegato Giuliano Cazzola: «In vent’anni le politiche attive per il lavoro non hanno fatto un passo in avanti». Ma il suo Libro Bianco sul mercato del lavoro in Italia, del 2001, è tutt’ora una fonte inesauribile di proposte concrete sulle sfide del lavoro.

 

AGENDA
21 marzo – A Venezia incontro “Italia Domani – Dialoghi sul Pnrr”, con la partecipazione di Franco, Brunetta e Messa. Atteso il discorso del governatore della Fed Jerome Powell. Mentre a Parigi la presidente della Bce Christine Lagarde interviene a un evento a porte chiuse dell’Institut Montaigne.

22 marzo – Dall’Inps arrivano i dati dell’Osservatorio su reddito e pensione di cittadinanza.

23 marzo – A Milano si tiene “Italy Capital Markets Forum 2022” con Franco, Visco e Gentiloni. La Fipe Confcommercio presenta il Rapporto ristorazione 2021. L’Inps diffonde i dati sulle pensioni. Arriva il dato sulla fiducia dei consumatori Ue a marzo.
24 marzo – Asta Bot.

25 marzo – Dall’Istat, dati sulla fiducia dei consumatori e delle imprese a marzo.

 

Alla prossima settimana,

Lidia Baratta

 

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