Pace insindacabile La coraggiosa condanna della Cisl all’invasione russa in Ucraina

Il segretario generale Luigi Sbarra spiega che non si può rimanere neutrali rispetto a quanto sta facendo il Cremlino. E annuncia che il sindacato sta lavorando per istituire un fondo di solidarietà che permetta ai profughi di sopravvivere «Al punto in cui siamo, la testimonianza da sola non può bastare»

LaPresse

L’aggressione russa all’Ucraina porta nel cuore dell’Europa una guerra che rischia di destabilizzare un intero continente e che sta provocando migliaia di vittime. Sotto le bombe di Putin cadono in queste ore moltissimi civili, tra cui tante donne e tanti bambini; centinaia di migliaia di profughi si ammassano sui confini occidentali del Paese e si riversano negli Stati limitrofi per fuggire alle truppe russe.

Quello che sta accadendo non ammette ambiguità o equidistanze. Uno Stato sovrano e democratico e il suo popolo sono sotto attacco, vittime di un’offensiva folle, ingiustificabile, incomprensibile, se non con il criterio di un nuovo imperialismo russo e della volontà, da parte del Cremlino, di indebolire l’Europa, la sua piena integrazione politica, le democrazie liberali che la compongono, il modello di libertà e partecipazione che incarna.

La Cisl è con i lavoratori e gli studenti, le pensionate e i pensionati, le donne e gli uomini che in Ucraina lottano contro chi vorrebbe negare l’identità di un popolo spezzarne l’unità e privarlo della libertà.

Al punto in cui siamo la testimonianza da sola non può bastare. Tanto più se tale testimonianza rischia di essere inquinata da pesanti pregiudizi e derive ideologiche che sottintendono una sostanziale equidistanza tra le parti in guerra, che ci allontanano dallo spirito della manifestazione di sabato 5 marzo a Roma.

Dopo un lungo confronto con tutte le associazioni partecipanti alla Rete della Pace e Disarmo e dopo innumerevoli tentativi di modificare una piattaforma irricevibile ci vediamo, nostro malgrado, costretti a non procedere con un’adesione formale della CISL alla annunciata Manifestazione di sabato prossimo a Roma.

Non possiamo certo riconoscerci in parole d’ordine come “neutralità attiva”.

Una solidarietà vera, tangibile, richiede piuttosto l’attivazione delle articolazioni sociali per aiutare concretamente donne, uomini, bambini che in questo momento hanno bisogno di un supporto urgente e tangibile. Per tale ragione in queste ore stiamo lavorando per aprire una sottoscrizione e per istituire un fondo di solidarietà che permetta ai lavoratori, pensionati, imprese, strutture di dare il proprio contributo per la realizzazione di programmai umanitari e di aiuti a profughi e famiglie coinvolte.

È tempo di stringere le maglie della cooperazione e della concertazione, valorizzando il ruolo e il protagonismo di Parti sociali capaci di esprimere responsabilità e progettualità vera e di contribuire alla buona battaglia per un’Europa pacifica, democratica, inclusiva.

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