La missione in CongoSi avvicina l’accordo europeo sul tetto al prezzo del gas chiesto da Draghi

Durante il vertice con Biden, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha aperto alla possibilità di imporre un limite ai prezzi di importazione del metano russo, in modo da colpire l’economia di Mosca. Cingolani e Di Maio in Africa alla ricerca di nuove partnership energetiche

(La Presse)

Il presidente americano Joe Biden ha riunito ieri in video conferenza alleati e partner. Gli Stati Uniti potrebbero annunciare nuove sanzioni contro la Russia e l’invio di nuove armi in Ucraina per 800 milioni. Ma la notizia per l’Europa è un’altra: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha aperto all’ipotesi di stabilire un un tetto al prezzo di importazione del gas. Una proposta avanzata da tempo dal presidente del Consiglio Mario Draghi.

Durante la telefonata, Biden ha sollecitato l’Unione europea a prendere sul serio un embargo verso tutte le forniture di energia russa: gas, petrolio e carbone. Per l’Italia significherebbe rinunciare al 40% di fabbisogno di metano e a un quarto di quello da petrolio.

Durante il vertice, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha aperto alla possibilità di imporre un tetto al prezzo del gas. Draghi – spiega La Stampa – ha registrato la novità con soddisfazione, perché significa che le istituzioni comunitarie hanno finalmente compreso il messaggio: l’Unione è il primo cliente al mondo del metano russo, spende un miliardo di euro al giorno e non deve sottovalutare il suo potere contrattuale. Draghi ieri ha fatto notare con soddisfazione l’andamento dei prezzi sul mercato di Amsterdam: 93 euro a megawatt per ora, il livello più basso dall’inizio del conflitto. Significherebbe che gli investitori iniziano a prendere sul serio lo scenario più favorevole all’Occidente.

La realtà, però, è più complessa. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz teme l’idea di restare senza il gas russo, e continua a prendere tempo. Il premier ungherese Viktor Orban ha già detto di essere disposto a piegarsi al diktat del Cremlino, che chiede di essere pagato in rubli. E lo stesso Draghi non sottovaluta cosa significherebbe per l’Italia rinunciare da un giorno all’altro al quaranta per cento delle forniture di gas.

Nell’ultima intervista al Corriere della Sera, il premier aveva ripetuto che in questa fase della guerra in Ucraina l’Europa continua a finanziare la Russia acquistando petrolio e gas a un prezzo «che non ha alcuna relazione con valori storici e costi di produzione». Secondo il presidente del Consiglio, l’Europa dovrebbe quindi imporre un “tetto” al prezzo del gas russo con l’obiettivo di rafforzare le sanzioni e allo stesso tempo rendere meno significativi gli effetti delle stesse sanzioni sui Paesi che le hanno imposte. L’Unione europea, in pratica, dovrebbe decidere unilateralmente di pagare meno per le forniture di gas, imponendo alla Russia la sua decisione e facendo valere il suo potere di mercato.

Nel frattempo, l’Ue dovrebbe iniziare a trovare altri fornitori per limitare la dipendenza dal gas russo. Oggi la missione italiana in Angola e in Congo con i ministri Luigi Di Maio e Roberto Cingolani alla ricerca di nuovi contratti sul gas. Ieri il premier ha chiamato il presidente della Repubblica del Congo per scusarsi per la mancata visita a causa del contagio da Covid e ha discusso al telefono le norme con le quali imporre, sin da maggio, un limite alle temperature al chiuso. Ogni grado in più o in meno può valere un paio di miliardi di metri cubi di minori importazioni.

Se da una parte i Paesi europei hanno ancora bisogno del gas per riscaldare le case e tenere aperte le aziende, dall’altra anche la Russia dipende dai soldi che ogni giorno arrivano dall’Europa in cambio del gas.

Tra l’altro, i segnali di insofferenza nella prima linea di Putin, lo scontro ormai aperto il presidente russo e la governatrice della Banca centrale russa sono fatti da non sottovalutare. Biden, e non solo, è convinto che il default dell’economia russa sia vicino.