Com’è bello contar le azioni da Trieste in giùIl mercato pone fine alla ruvida battaglia sulle Generali, viva il mercato

L’assemblea premia il piano industriale dell’amministratore delegato Philippe Donnet con un margine che sfiora il 10 per cento, mettendo al riparo la compagnia assicurativa da acrobatiche contestazioni legali. Incassato il giudizio inappellabile degli azionisti, ora Caltagirone e Del Vecchio hanno l’opportunità di agire con la saggezza dei grandi vecchi del capitalismo italiano

Gli azionisti grandi e piccoli di Generali, il colosso nazionale delle assicurazioni, hanno scelto di premiare la proposta dell’attuale management della compagnia di Trieste, preferendola a quella di un gruppo di combattivi soci di minoranza guidato da Francesco Caltagirone e Leonardo Del Vecchio. L’assemblea degli azionisti, presente il 71 per cento del capitale (una presenza record che dà un peso speciale la scelta finale), ha condiviso la direzione intrapresa da chi ha guidato le Generali negli ultimi anni, non accogliendo la proposta della cordata alternativa solennemente chiamata «Awakening the Lion». 

Il Leone, evidentemente, almeno secondo il mercato, non era affa˜tto addormentato. E così la scelta degli azionisti è stata netta: la lista del Cda uscente ha ottenuto i voti del 55,992% del capitale presente in assemblea (e 10 consiglieri), mentre quella del gruppo Caltagirone il 41,73% (e 3 consiglieri). 

La battaglia in questi mesi è stata ruvida, ma il giudizio degli azionisti è stato inappellabile: lo scarto tra le due cordate è stato del 9,8%, superiore a quel 6 per cento di azioni cosiddette in prestito che tra qualche mese non saranno più nella disponibilità degli alleati dell’Amministratore delegato Philippe Donnet, ovvero Mediobanca e De Agostini. 

Questo vuol dire che le ipotesi di contestazioni legali di Caltagirone e Del Vecchio, già di per sé acrobatiche, non hanno più alcun appiglio giuridico o politico, nemmeno remoto. 

Il mercato ha parlato e gli azionisti hanno deciso che il piano industriale di Donnet garantisce i loro investimenti meglio di quello degli sfidanti. 

Vedremo che cosa faranno adesso Caltagirone e Del Vecchio, tra il disimpegno da Generali e un’offerta pubblica di acquisto delle azioni, certamente si allontana l’ipotesi paventata fino a ieri di una guerriglia interna centrata sulla pretesa di guidare la compagnia con il 20 per cento delle azioni. 

Ma del resto Caltagirone e Del Vecchio sono due grandi vecchi del capitalismo italiano, non sono due adolescenti, per cui incasseranno la sconfitta e tuteleranno al meglio il loro investimento nelle Generali guidate da Philippe Donnet.