Consenso su DraghiGli italiani preferiscono la pace al condizionatore

La maggioranza condanna l’aggressione all’Ucraina e appoggia le sanzioni alla Russia. Due su tre si dicono disposti a fare sacrifici sul fronte energetico. Ma un 20% giustifica Mosca e un 3% ne sostiene le ragioni. Il sondaggio di Demos per Repubblica

L’invasione della Russia in Ucraina ha concentrato l’attenzione degli italiani: più di nove cittadini su dieci, come mostra il sondaggio di Demos per l’Atlante Politico di Repubblica, si dicono preoccupati. E proprio per questo si dicono disposti a ridurre i consumi di riscaldamento o aria condizionata per mettere fine al conflitto. Due su tre preferiscono «la pace al condizionatore», per usare l’espressione del presidente del Consiglio Mario Draghi.

Insieme alla preoccupazione, si confermano elevate la solidarietà con il popolo ucraino e la condanna dell’intervento russo. Ritenuto «grave e ingiustificato» da tre italiani su quattro. Anche se il 20% giustifica la Russia e un 3% ne sostiene le ragioni. Una quota minoritaria, più ampia fra gli elettori che si collocano agli estremi di destra e sinistra. Si tratta, spiega Ilvo Diamanti, di orientamenti stabili nel corso delle ultime settimane, che riproducono probabilmente convinzioni pre-giudiziali.

Il consenso nei confronti dell’Ucraina è, comunque, dominante. E si riflette nella disponibilità verso le misure delineate dal governo, anche quando prevedono costi e disagi rilevanti. E qui ci sono quei due cittadini su tre che si dichiarano d’accordo con Mario Draghi quando afferma che, per porre fine alla guerra in Ucraina, «gli italiani dovrebbero rinunciare ad alcuni consumi energetici, ad esempio il riscaldamento o l’aria condizionata». Si tratta di una disponibilità dichiarata, senza averne sperimentato gli effetti. Ma è, comunque, rappresentativa del clima d’opinione prevalente. Così come c’è un consenso maggioritario su sanzioni economiche alla Russia, rinuncia al gas e alle risorse energetiche di MOsca. Mentre il favore scende sensibilmente di fronte a iniziative che prevedano l’incremento di aiuti e spese militari. Solo il 51% è favorevole agli aiuti militari alla resistenza ucraina, solo il 32% appoggia l’aumento della spesa in difesa.

Dopo l’esperienza della pandemia, la guerra acuisce quel senso di incertezza degli italiani. Con l’esito di rendere più stabile il rapporto con la politica.

Il giudizio sul governo guidato da Mario Draghi, anzitutto, appare in lieve calo, nell’ultimo mese. Ma si conferma largamente maggioritario. Condiviso da sei italiani su dieci. Solo fra gli elettori dei Fratelli d’Italia scende sensibilmente fino al 43%. Non per caso, visto che si tratta dell’unica forza politica all’opposizione. Mentre il consenso sale notevolmente tra gli elettori degli altri partiti, fino a toccare il massimo, 92%, tra gli elettori del Partito democratico

Gli orientamenti di voto appaiono stabili. Davanti a tutti si confermano il Partito democratico, in vetta, tallonato da Fratelli d’Italia. I partiti che interpretano governo e opposizione sono poco sopra il 20%. Mentre la Lega prosegue la sua discesa, da quasi un anno. Penalizzata, in questa fase, dalle polemiche nei confronti del leader, Matteo Salvini, per i passati rapporti con Vladimir Putin. Anche il Movimento Cinque Stelle registra un calo, anche se limitato.

Alle elezioni politiche deI 2018, infatti, il Movimento aveva ottenuto quasi il 33% dei voti. Superato, alle elezioni europee dell’anno seguente, dalla Lega con oltre il 34%. Entrambi i partiti, oggi, appaiono più che dimezzati. La Lega è poco sotto il 17%. E i Cinque Stelle appena sopra al 14%.

Le altre forze politiche si collocano sotto il 10%. In primo luogo, Forza Italia, che risale poco sopra l’8%. A conferma che l’amicizia con Putin non penalizza tutti allo stesso modo. Infine, dietro, gli altri partiti si muovono fra il 2 e il 4%.

X