DiversificazioneSecondo Patuanelli, l’embargo totale dal gas russo è praticabile anche in Italia

Il ministro dell’Agricoltura spiega che si può fare «perché entriamo in una stagione in cui viene usato meno gas e perché stiamo affrontando bene la diversificazione dei nostri approvvigionamenti. I Paesi europei però devono aiutarsi a vicenda, agevolando chi ha un maggior danno dalle sanzioni o dall’embargo». Il problema, dice, è che «c’è una lentezza enorme» da parte dell’Ue

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

La reazione dell’Europa «deve essere comunitaria, senza egoismi, più rapida. Altrimenti avrà ragione Putin ad aver scommesso contro di noi». Il ministro dell’Agricoltura e capo delegazione del Movimento Cinque Stelle al governo, Stefano Patuanelli, alla Stampa dice che la risposta di un embargo totale del gas russo è «percorribile» anche per l’Italia. «Perché entriamo in una stagione in cui viene usato meno gas e perché stiamo affrontando bene la diversificazione dei nostri approvvigionamenti. I Paesi europei però devono aiutarsi a vicenda, agevolando chi ha un maggior danno dalle sanzioni o dall’embargo».

Secondo Patuanelli, finora ha avuto più ragione chi pensava a una «timidezza» europea, «anche nelle risposte interne. Vedo riemergere egoismi che fanno paura. Non aver chiuso ancora l’accordo sul tetto del gas ne è la dimostrazione. E se prevalgono gli egoismi, saremo tutti più deboli, ma spero di potermi ricredere». Il problema, dice, è che «c’è una lentezza enorme. Se si propone un tetto a maggio per fissarlo a giugno, quando avrà effetto saremo già in recessione. Tecnicamente non lo siamo ancora, ma lo saremo a breve. L’Ue sta retrocedendo per questi motivi. Non sono segnali positivi».

E sulle modifiche al Pnrr chieste da più parti, Patuanelli spiega che «l’unica strada percorribile credo sia quella di allungare il tempo di attuazione» del piano. «Non per rallentarlo, ma perché lo shock dei prezzi in questo momento rende ogni progetto più costoso. Sull’agrisolare, ad esempio, avremo 1 miliardo e mezzo di euro per installare pannelli fotovoltaici sulle coperture dei capannoni agricoli: l’importo non cambia, ma se il pannello solare costa di più rispetto a un anno fa, è un problema. Allungando i tempi, daremmo meno pressione al sistema produttivo».

Il problema è che «le riforme non vanno benissimo», prosegue. «Il M5S è la forza più leale di questo governo, mentre gli altri fanno più o meno quello che vogliono ed è questo atteggiamento a non agevolare il percorso delle riforme».

E dopo l’ultima spaccatura dei Cinque Stelle sull’aumento delle spese militari, spiega: «Essere leali significa anche dire cosa non va bene. Ad esempio, è epocale il provvedimento che tassa gli extra profitti delle aziende in campo energetico per tagliare le bollette, ma non è sufficiente. Dal 10% dovremmo passare al 25% di tassazione degli extraprofitti, altrimenti perderemo intere filiere produttive».

Adesso si aprirà la discussione sul Documento di economia e finanza. «Il Def verrà presentato in Consiglio dei ministri nei primi giorni di questa settimana, ma al momento il ministero dell’Economia non ci ha chiesto alcun contributo. A seconda di quello che ci troveremo scritto, quindi, vedremo come comportarci», dice il ministro. Che aggiunge: «Mi trovo spesso in difficoltà nel non sapere cosa sto votando. Se le oltre 100 pagine di Def arrivano sul mio tavolo un’ora prima del Consiglio dei ministri, è un problema pretendere poi che non si dicano le cose che non vanno. Non si tratta di concertare, ma di condividere. Aiuterebbe anche nel rapporto tra governo e gruppi parlamentari».

E sulla alleanza con il Pd, chiede «rispetto» da parte dei Dem: «Se si vuole costruire un’alleanza, bisogna imparare a stare insieme. Dovremo lavorare per amalgamarci meglio soprattutto con alcuni pezzi del Pd che meno sopportano l’idea di una coalizione con noi. Ma stiamo costruendo bene il percorso verso le Amministrative di giugno: corriamo insieme in tutti i grandi comuni. Ci sono le condizioni per consolidare questo rapporto a livello locale». In conclusione mette le mani avanti: «La leadership di Conte si misura nel modo in cui la esercita e credo che finora sia stato molto positivo. Ma verrà pesata alle Politiche nel 2023, non a una tornata amministrativa in alcuni comuni».

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