Controffensiva e negoziatoIl vicecomandante dell’esercito ucraino dice che Kiev vuole riprendersi anche il Donbass

Il generale di divisione Oleksander Holodnyuk spiega a Repubblica: «Sono certo che riusciremo anche a riprenderci tutta la parte Est dell’Ucraina». E aggiunge: «Saremo in grado di contrattaccare quando arriveranno le armi di Stati Uniti e degli altri Paesi che ci stanno aiutando. Ci sono dei ritardi nelle consegne, purtroppo»

AP/Lapresse

L’ottantaduesimo giorno di guerra comincia, da un lato, con gli ucraini che spingono i russi sempre più lontano da Kharkiv, e dall’altro con l’avanzata delle truppe di Mosca che si è impantanata nel Donbass. La ripresa dei negoziati di pace e il tipo di supporto che il governo di Zelensky vorrà dai Paesi della Nato determineranno quanto potrà durare e fin dove potrà arrivare la controffensiva di Kiev.

Il generale di divisione Oleksander Holodnyuk, vice comandante dell’Esercito ucraino, traccia le prossime mosse in un colloquio con Repubblica. «Oggi siamo riusciti a fermare il nemico impedendogli di avanzare oltre, e in alcuni punti del fronte lo abbiamo fatto ritirare, come a Kharkiv che adesso è quasi fuori dalla portata dell’artiglieria», dice. «E tuttavia, sono certo che riusciremo anche a riprenderci tutta la parte Est dell’Ucraina».

L’alto ufficiale non specifica se per «tutta la parte Est» intenda anche le autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e lascia la questione in sospeso. «Non posso rivelare verso quali direttrici spingeremo le nostre truppe nell’Est, è top secret», prosegue. «Gli invasori stanno provando a prendere Severodonetsk, Lysychansk e Avdiivka, le battaglie più sanguinose sono lì».

Ai soldati russi è stato impedito l’attraversamento del fiume Seversky Donets. E nella regione di Kherson hanno subito un colpo durissimo a Chornobaivka. «Saremo in grado di contrattaccare quando arriveranno le armi di Stati Uniti e degli altri Paesi che ci stanno aiutando. Ci sono dei ritardi nelle consegne, purtroppo. Abbiamo bisogno di artiglieria pesante a lungo raggio, sistemi anti-aereo e i missili a lungo raggio. Se potessi decidere, aggiungerei anche aerei ed elicotteri», dice Holodnyuk.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha pronosticato che «Kiev può vincere». Le premesse per tornare al tavolo delle trattative ci sono. Anche se l’Ucraina cercherà di riconquistare più territorio possibile prima di sedersi e valutare se prendere anche solo in considerazione l’ipotesi del Paese diviso in due stile Corea.

L’analista militare Olexiy Melnyk, vice direttore del think tank non governativo Razumkov, basato a Kiev, dice: «L’Ucraina si è data un obiettivo: respingere i russi fuori dai propri confini. Ha a disposizione mezzo milione di combattenti, tra soldati, Difesa territoriale e polizia. È un numero notevole. Allo stesso tempo, scarseggia la benzina, la gente non lavora e perde soldi, ci sono 7,5 milioni di sfollati. L’esito di questa guerra è imprevedibile».

E se il capo dei servizi segreti militari ucraini Kyrylo Budanov ha sostenuto che ad agosto si deciderà tutto, il generale Holodnyuk commenta: «Probabilmente ha informazioni più precise di me sull’arrivo delle armi. Vorrei che quel momento venisse prima, ma prego Dio che la sua previsione sia vera».