Termometro politicoMeloni in testa nei sondaggi inseguita dal Pd, mentre Lega e Cinque Stelle sono ai minimi

La conflittualità nella maggioranza determina nell’opinione pubblica la convinzione che venga penalizzata l’azione del governo e i partiti siano più intenti a salvaguardare i propri interessi. Quasi otto italiani su dieci prevedono (e, forse, auspicano) che l’esecutivo rimarrà in carica fino al termine della legislatura

(La Presse)

Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni in testa. Il Partito democratico di Enrico Letta tocca le stesse percentuali, o poco meno. Mentre Lega e Cinque Stelle continuano a crollare.

Secondo un sondaggio Ipsos pubblicato dal Corriere, Pd e Fratelli d’Italia sono i partiti in crescita al primo posto con il 21%, seguiti dalla Lega che scende al 15,1% (-1,4%) e dal M5S che si attesta al 13,7% (-1,3%). Per entrambe le forze politiche si tratta del livello più basso registrato nell’intera legislatura. Al quinto posto si colloca Forza Italia con l’8,3% (in flessione dello 0,5%), alle prese con qualche tensione interna riguardante soprattutto il ruolo dell’Italia nello scenario bellico. A seguire, continua il trend di crescita di Italexit, oggi al 4,5%, che attrae gli elettori delusi soprattutto della Lega e del M5s, quindi la Federazione Azione/+Europa con il 3,2%. Tutte le altre forze politiche si collocano al di sotto della soglia del 3% mentre il «partito» degli indecisi e degli astensionisti aumenta di un punto, raggiungendo il 41%.

La conflittualità nella maggioranza determina nell’opinione pubblica la convinzione che venga penalizzata l’azione del governo e i partiti siano più intenti a salvaguardare i propri interessi rispetto a quelli del Paese. Ne consegue che l’indice di gradimento dell’operato del governo e del presidente Draghi fa segnare una flessione di tre punti rispetto ad aprile, attestandosi rispettivamente a 55 e 58.

Si conferma il testa a testa tra il cosiddetto «campo largo» (46,2%) e il centrodestra (44,4%); quest’ultimo continua a prevalere sul centrosinistra (32,5%) e sull’alleanza giallorossa (38%), pur riducendo il vantaggio rispetto ad aprile.

Riguardo al gradimento dei leader, Giorgia Meloni è al primo posto con un indice pari a 36 (+1), seguita da Conte che fa segnare una flessione di due punti (indice 32) e da Speranza (31) in calo di 3 punti. A seguire Berlusconi, Letta e Bonino, poi Paragone e Salvini, che viene raggiunto da Toti. Tra gli altri leader aumenta di due punti di Renzi (15).

Uno scenario simile è quello tratteggiato dai dati del sondaggio Demos pubblicati da Repubblica, secondo cui Fratelli d’Italia è il partito al primo posto oltre il 22%, un punto sopra il Pd, ancorato al 20-21%. Mentre Lega e M5S si posizionano fra il 13 e il 16%. E gli altri sotto il 10%.

Parallelamente, si è rafforzato il consenso verso i Presidenti. Oltre al Capo dello Stato, il presidente del Consiglio Mario Draghi è diventato il riferimento principale di «quasi» tutti. Quasi otto italiani su dieci, inoltre, prevedono (e, forse, auspicano) che questo governo rimarrà in carica fino al termine della legislatura.

Sul fronte del gradimento, Draghi è seguito, a distanza, da Giuseppe Conte. Favorito, a sua volta, dal precedente ruolo di governo, piuttosto che dall’attuale posizione alla guida del Movimento Cinque Stelle. In ogni caso, quasi tutti i leader politici proposti nel sondaggio di Demos hanno visto salire il loro grado di fiducia. Perché i leader contano più dei partiti. Giorgia Meloni e Paolo Gentiloni, in particolare. La prima come volto dell’opposizione. Il secondo è il volto (italiano) dell’Europa.