Stallo sull’embargoGli Stati Uniti propongono all’Ue di introdurre dazi all’import di petrolio russo

Per uscire dal pantano creatosi nell’Unione sul sesto pacchetto di sanzioni, è arrivata la proposta di Janet Yellen a Ursula von der Leyen. Oggi la formalizzazione durante la riunione dei ministri delle Finanze del G7 a Bonn, in Germania. Verrà presentato anche il piano “Rebuild Ukraine”

(La Presse)

L’embargo al petrolio russo nel sesto pacchetto di sanzioni europee contro Mosca è stato annunciato, ma non si è mai concretizzato. I 27 Stati membri non hanno trovato l’accordo con l’Ungheria di Viktor Orban. E ora, per uscire dallo stallo, gli Stati Uniti avrebbero proposto all’Unione europea una soluzione diversa: l’introduzione di dazi sulle importazioni del greggio del Cremlino.

Janet Yellen, racconta La Stampa, ne ha discusso ieri con Ursula von der Leyen durante un incontro a porte chiuse a Bruxelles. Il segretario di Stato al Tesoro americano ha fatto sapere alla presidente della Commissione che gli Usa lanceranno la proposta alla riunione dei ministri delle Finanze del G7 in agenda da stasera a Bonn, in Germania. Il Cremlino, è il ragionamento di Yellen, «sarà costretto a scegliere tra sostenere la sua economia e finanziare la continuazione di questa guerra brutale voluta da Putin».

L’idea era già emersa durante le discussioni tra i 27 nelle scorse settimane, ma non aveva preso quota perché l’Ue non avrebbe la forza per imporre da sola una simile misura. Se i dazi fossero soltanto europei, la Russia potrebbe infatti dirottare altrove il suo petrolio. Una misura simile può funzionare solo se attuata da un cartello di compratori, scenario ventilato la scorsa settimana da Mario Draghi nella visita alla Casa Bianca. Secondo gli Stati Uniti questa strada si può percorrere, per questo hanno pensato bene di coinvolgere l’intero G7 e di estendere la proposta anche ad altri partner internazionali.

In questo modo, si potrebbero ridurre le entrate economiche di Mosca, ma senza creare distorsioni sul mercato globale del petrolio che potrebbero far schizzare i prezzi al barile.

Il meccanismo studiato dal Tesoro americano prevede di applicare un dazio sull’import di petrolio dalla Russia o di fissare un tetto massimo al prezzo. Non dovrà però diventare un disincentivo all’export, per cui bisognerà lasciare comunque un margine di guadagno, seppur inferiore rispetto a quello attuale.

Secondo Yellen, il meccanismo non sarebbe incompatibile con l’embargo graduale di cui si discute a Bruxelles, con la sola differenza che i dazi potrebbero essere da subito.

Il sistema dei dazi consentirebbe di mantenere il petrolio russo sul mercato europeo, evitando così un’impennata dei prezzi perché i Paesi Ue non sarebbero costretti a cercare altri fornitori. E in più l’importo raccolto con i dazi potrebbe essere dirottato su un fondo per la ricostruzione dell’Ucraina.

Yellen ha parlato della necessità di lanciare un Piano Marshall per Kiev. Oggi il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni presenterà il piano con le proposte di finanziamento nel breve e nel lungo periodo.

La questione sarà l’altro grande tema al G7 dei ministri delle Finanze, dove dovrebbe essere lanciato un fondo da 15 miliardi di euro per coprire le esigenze finanziarie dei prossimi tre mesi.

Nell’immediato, Bruxelles offrirà all’Ucraina uno schema di prestiti a lunga scadenza con garanzie europee e interessi pagati dal bilancio Ue. Per la ricostruzione post-guerra, ci sarà invece un piano ribattezzato “Rebuild Ukraine” con sussidi e prestiti e che funzionerà come il Next Generation EU, ovvero i fondi saranno vincolati a un piano di riforme concordate. Per finanziarlo, la Commissione propone agli Stati di emettere nuovo debito, a meno che non vogliano aumentare i loro contributi al bilancio Ue.

Oggi la Commissione lancerà anche il piano “RePowerEU” per fronteggiare il caro-bollette e sostituire gradualmente il gas russo. Ci sarà una apertura sull’ipotesi del tetto al prezzo del gas chiesto dall’Italia, ma soltanto in caso di interruzione improvvisa delle forniture di Mosca.