SantéIl sogno liquido e francese ha l’accento altoatesino

Innamorarsi del vino e del Sud della Francia, coltivare vigne e togliere all’abbandono le terre che altrimenti sarebbero state dimenticate. È la realizzazione di un desiderio di un giovane vignaiolo artigianale

Domaine de L’accent, Foto di Andrea Moser

In Germania ha l’accento italo-altoatesino, in Italia l’accento altoatesino, in Francia l’accento italiano: Konrad Pixner non poteva che scegliere questa sua peculiarità per dare un nome al suo sogno. E infatti si chiama Domaine de l’accent la sua tenuta di 19 ettari a Terrasses sur Larzac, in pieno sud della Francia, un mosaico terrazzato di vigneti, macchia mediterranea e boschi.

Konrad è originario dell’Italia. Viene dalle montagne di lingua tedesca dell’Alto Adige, dalla val Passiria, e rimane legato a questa terra, pur avendo scelto l’assolato Midi per costruire la sua vita personale e professionale. È stato prima l’amore, a portarlo qui: ha conosciuto la sua compagna a Montpellier, durante il master in viticoltura, e da allora non ha mai lasciato questo posto pieno di luce del Sud. Dopo aver svolto ricerche in enologia a Geisenheim in Germania e aver gestito un’azienda vinicola in Italia, aver conosciuto Franz Haas lavorato nel 2011 ad una vendemmia in Alto Adige, ha trovato i suoi primi appezzamenti a Saint-Guiraud su un sito, nel 2017. Erano solo 6000 metri quadrati, e oggi, in poco più di cinque anni, la sua tenuta conta 19 ettari. Da allora ha acquisito anche vecchie vigne, sul Causse de Montpeyroux, in particolare. I suoi vitigni condividono due terroir molto diversi: a St Guiraud, le vigne sono coltivate su piccoli terrazzamenti circondati da boschi e macchia, mentre sulla Causse de Montpeyroux, le vecchie vigne audaci affrontano un terreno sassoso e ventoso a 300 m di altitudine.

Domaine de l’accent Foto di Andrea Moser

L’azienda è gestita nel rispetto delle regole dell’agricoltura biologica ma soprattutto con buon senso. Ogni intervento è pensato per limitare i trattamenti, l’uso delle macchine agricole e per adattare i percorsi tecnici alle specifiche esigenze di ogni appezzamento.

La qualità del suolo viene preservata combinando l’inerbimento spontaneo, la coltivazione del sovescio e la diffusione del compost. I vini che ne risultano sono alla loro seconda annata di produzione, e colpiscono per freschezza e bevibilità, nonostante il caldo e il sole che qui non perdonano. La maestria con cui questo determinato altoatesino sta portando avanti il suo sogno sono la dimostrazione pratica di quanto il mondo del vino sia generoso, con chi gli si concede.

Insieme a Konrad, anche il suo collega Éric Supply ha scelto questa zona per coltivare vigne, e entrambi vinificano come coinquilini in una cantina, ad Arboras, e vivono con passione il loro mestiere di vignaiolo artigiano. Si sono innamorarti di piccoli appezzamenti circondati da macchia e lecci sulle alture di Saint-Guiraud, a Costas e Pey Cherres, un luogo semplicemente bellissimo. E sono grati a chi ha concesso loro questo privilegio: «Non potremo mai ringraziare abbastanza coloro che ce li hanno venduti, dicono a Midi Libre. È una terra bellissima. Non c’è acqua ma i vecchi contadini ci hanno sempre coltivato i loro orti e i loro giardini».

Un gesto di grande responsabilità ambientale, prima ancora che un’attività imprenditoriale: questi appezzamenti inaccessibili alle macchine da raccolta non interessavano più a nessuno. E i due uomini riabilitano così un intero territorio destinato all’abbandono. Il lavoro è enorme, i cinghiali provocano molti danni, ma niente ferma questi due coraggiosi vignaioli, e la realizzazione del loro sogno liquido.

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