Il rebus della maggioranzaIl Pd si appella ai grillini, Berlusconi vuole proseguire senza Conte e Renzi pensa al Draghi bis tecnico

Il presidente del Consiglio ha dichiarato che il governo non può andare avanti con gli ultimatum, escludendo la possibilità di un nuovo esecutivo a sua guida e parlando di convergenze con le richieste fatte dai Cinque Stelle. Domani la prova della fiducia al Senato

(La Presse)

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, nella conferenza stampa successiva all’incontro a Palazzo Chigi con i sindacati, ha dichiarato che il governo non può andare avanti con gli ultimatum. «Se il governo riesce a lavorare continua, se non riesce a lavorare non continua». Questo è il ragionamento del premier, che ha escluso ancora una volta la possibilità di un nuovo esecutivo a sua guida, parlando però di convergenze con le richieste fatte nel documento in nove punti presentato da Giuseppe Conte.

«Tanti dicono che a settembre faranno sfracelli, minacciano cose terribili… Il governo con gli ultimatum non lavora, perde il suo senso di esistere», ha detto Draghi. L’avvertimento è per Conte e anche per Salvini. Ed è la risposta alla «verifica di governo» invocata da Berlusconi. Non ci sarà un governo Draghi senza i Cinque Stelle e non ci sarà un Draghi bis, anche se i numeri parlamentari, grazie alla scissione di Luigi Di Maio, ci sarebbero anche senza quel che resta del Movimento.

Conte ha convocato questa mattina il Consiglio nazionale dei Cinque Stelle, dove illustrerà la sua posizione in merito alle misure anticipate nel corso dell’incontro del governo con le parti sociali. Si ipotizza l’uscita dall’aula del Senato sulla fiducia al decreto aiuti, ma non l’uscita dal governo. Mentre il segretario del Pd Enrico Letta, dopo aver visto Draghi, ha sentito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ha convocato per oggi una riunione dei gruppi di Camera e Senato, per ribadire che il suo «è il partito della stabilità».

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha fatto sapere che «lascia agli altri gli strappi». Il capo di Forza Italia Silvio Berlusconi, intervistato da La Stampa, dice invece che il governo va avanti anche senza M5S e che non ci sarà nessuno dopo Draghi in questa legislatura. Il vicesegretario del Pd Giuseppe Provenzano spiega al Corriere che è la destra che vuole andare alle urne e si appella ai grillini per «non fargli questo regalo». Mentre il leader di Italia Viva Matteo Renzi al Quotidiano Nazionale dice che è meglio la crisi del caos e ipotizza un governo Draghi bis, ma tecnico e senza Cinque Stelle.

Domani è atteso il verdetto dei grillini: dentro o fuori. Ma le domande sono tante. Cosa farà Draghi, se i senatori del Movimento diserteranno l’Aula e non voteranno la fiducia, pur avendola votata a Montecitorio? Il premier salirà dimissionario al Colle? E sarà rimandato alle Camere, per verificare se ha ancora la maggioranza? La prima risposta di Draghi in conferenza stampa è stata: «Lo chieda al presidente Mattarella». E poi ha spiegato: «Per me non c’è un governo senza 5 Stelle e non c’è un governo Draghi che non sia l’attuale».

In compenso, l’incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil è stato «positivo». L’economia italiana va meglio delle attese, ha spiegato, anche rispetto a quelle di altri grandi Paesi dell’Eurozona. La nostra «continua a crescere, ma le previsioni sono piene di rischi». Bisogna intervenire per difendere l’occupazione, le pensioni e i salari e «per far questo bisogna essere insieme», governo e parti sociali.

Oggi Draghi incontrerà il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Tra due settimane ci sarà un nuovo incontro. Si parlerà ancora di contratti collettivi, di cuneo fiscale e del provvedimento «corposo» per aiutare famiglie e imprese e sostenere i salari, che arriverà alla fine di luglio.

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