I negazionistiGli ucraini devono sapere che ci sono quelli che vogliono aiutarli, e poi i pacifisti

Finché i militanti della pace, della pace del Cremlino, non commenteranno i massacri russi (anziché sorvolare) la loro opinione va disprezzata come merita

LaPresse

Quando il pacifista discuterà delle responsabilità occidentali commentando anziché sorvolando la notizia dell’ennesimo massacro, allora la sua opinione potrà essere ascoltata anziché disprezzata come merita.

Quando avrà il coraggio di spiegare agli ucraini in che cosa sarebbe consistito il loro dovere morale della resa, e cioè nell’accettare la propria denazificazione tramite gli eccidi, le stragi di civili, il bombardamento delle scuole, degli asili, delle università, degli ospedali, dei mercati, dei depositi di cibo, allora il pacifista potrà reclamare rispetto.

Quando la pace pacifista sarà opposta agli stupri e alle deportazioni, non alle cospirazioni atlantiche e alle vanità di Zelensky, allora la soluzione pacifica di cui vagheggia il pacifista potrà essere giudicata come qualcosa di diverso rispetto a ciò che continua a essere, una ignobile e confortevole bugia contro una verità tanto spiacevole da non poter essere nominata.

Quando il pacifista avrà messo in rassegna, e ripudiato una per una, senza infingimenti, smettendola una buona volta di ciurlare nel manico, le veline affastellate nella propria vergognosa enciclopedia negazionista, allora potrà rivendicare ciò che dopotutto va riconosciuto a chiunque, il diritto all’oblio.

Ma sino ad allora la militanza pacifista deve rimanere esposta al proprio discredito. Sino ad allora le vittime della pace pacifista devono essere difese, almeno nel loro diritto di non essere dimenticate.

Sino ad allora dovrà essere chiaro che la pace pacifista è la continuazione della guerra senza resistenza, la continuazione della guerra senza armi per chi la subisce, la continuazione della guerra senza umiliazioni per chi la fa, la continuazione della guerra senza notizie sulla guerra.

Sino ad allora gli ucraini devono sapere che c’erano quelli che volevano aiutarli, e poi c’erano i pacifisti.