Visto da BruxellesL’agenda della destra ci fa tornare indietro di trent’anni, spiega Frans Timmermans

Il vicepresidente della Commissione europea commenta le elezioni italiane: «Non importa quel che dicono adesso, i sovranisti sono sempre contro l’Europa». Poi denuncia il tentativo della Russia di influenzare la campagna elettorale in Italia. «Fortunatamente i nostri cittadini, soprattutto gli italiani, stanno capendo e ho visto reazioni molto sane. Anche il capo della Lega non indossa più la maglia con la faccia di Putin»

(La Presse)

«Il sovranismo ci fa fare un salto indietro di trent’anni. Non offre soluzioni ma illusioni». E «non importa quel che dicono adesso, i sovranisti sono sempre contro l’Europa». Il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, su Repubblica commenta le elezioni italiane. Olandese, ha vissuto a Roma e conosce l’Italia. E da socialista attacca il centrodestra: «La sua agenda sociale e morale mette paura», dice.

«Io ho ancora una enorme fiducia nella democrazia italiana e nelle sue istituzioni», risponde Timmermans rispetto al pericolo democratico evocato da Enrico Letta nel caso di una vittoria della destra. «Ho invece paura dell’agenda sociale e morale della destra. Basti pensare a quel che dicono sulle donne. Vedo che la destra radicale vuole riaprire il dibattito sul diritto all’aborto. Stesso discorso sulle unioni omosessuali. Questa agenda morale e sociale ci farebbe tornare indietro di almeno trent’anni».

Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, c’è da considerare anche un altro fattore: «L’emergenza climatica è un problema mondiale e il sovranismo non ha gli strumenti per affrontarlo. La sinistra tradizionalmente è internazionalista, vuol dire: cerchiamo il dialogo con tutti. La destra invece attacca tutti. È una politica buona peri cinque minuti, inorgoglisce per un pochino. Ma non dà soluzioni nel tempo».

Timmermans sottolinea che la Commissione europea è neutra rispetto al dialogo con il futuro governo italiano. Poi precisa: «Io personalmente sono di sinistra dunque a me viene più facile lavorare con Enrico (Letta, ndr) che conosco e apprezzo moltissimo. Non conosco Giorgia Meloni e quindi non posso dire nulla su questo. So che abbiamo bisogno di una visione che è quella cui si è lavorato grazie a Mario Draghi. L’idea di smetterla con le accuse verso la Germania o con le accuse del Nord verso l’Italia. Durante la pandemia abbiamo trovato le risposte. I nostri cittadini lo hanno capito. Anche gli altri europei guardano verso Roma e dicono con rispetto: “Maronna, guarda l’Italia. Guarda che risultati”. Questa fiducia sull’Italia è la mia speranza».

Timmermans però denuncia il tentativo del presidente russo Vladimir Putin di influenzare la campagna elettorale in Italia e nel resto d’Europa attraverso diversi partiti, tra cui – dice – quelli di Matteo Salvini e Marine Le Pen. «Ci provano in tutti in Paesi», spiega. «Anche in Francia. Putin ha capito che può influenzare la democrazia con gli strumenti della democrazia. In tempo di guerra, poi, un’autocrazia ha vita più facile rispetto a una democrazia. Noi stiamo difendendo la democrazia e non soltanto l’Ucraina. Il Cremlino punta ad avere i suoi amici dappertutto. Pensa che i democratici siano deboli e decadenti. Nella sua visione ultranazionalista dello Stato, ritiene di poter agire senza limiti».

Per il vicepresidente della Commissione Ue, Salvini è «apertamente» filo Putin. «Fortunatamente i nostri cittadini, soprattutto gli italiani, stanno capendo e ho visto reazioni molto sane. Anche il capo della Lega non indossa più la maglia con la faccia di Putin, ha capito che deve stare attento con questo amore».

Poi commenta anche il nuovo filoeuropeismo di Giorgia Meloni, pur conservando l’amicizia con l’ungherese Viktor Orban. «Parliamoci chiaramente: io non conosco sovranisti che non sono anti istituzioni europee», dice Timmermans. «Dunque non importa quello che dicono oggi. Il polacco Kaczynski, ad esempio, è contro la Russia ma anche contro Bruxelles e contro le istituzioni europee. I sovranisti non tollerano di fare le cose insieme». Il problema è «filosofico: il sovranismo è convinto di poter dare con il nazionalismo tutte le risposte. Ma in questo mondo noi siamo troppo piccoli per fare tutto da soli. Il sovranismo non ci offre soluzioni ma illusioni». Anche perché i «problemi della società sono complessi e i sovranisti li riducono sempre a soluzioni semplici che poi non funzionano. Questo va spiegato ai cittadini».

 

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